Alternanza scuola lavoro in una scuola primaria

4C Lsu as 2017 2018 psicologia


ALTERNANZA SCUOLA LAVORO IN UNA SCUOLA PRIMARIA

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 UdA di Dipartimento: Le teorie dello sviluppo. Terza infanzia e adolescenza

 
Per UdA di Dipartimento:
CONOSCENZE Le principali teorie dello sviluppo con rifermento all’opera di Bruner, Piaget,  Freud, Erikson. 
ABILITA’ Utilizzare il linguaggio tecnico Enucleare dati specifici Confrontare i diversi modelli Fare  inferenze 
Prodotto finale: Video 









Argomenti trattati a ottobre 2017 (preparazione per l'esperienza di "alternanza scuola lavoro" prevista, in una scuola primaria della città, dal 6 all'11 novembre 2017:

LA NASCITA DELLA SCUOLA PRIMARIA OBBLIGATORIA E LE RIFORME DELL'STRUZIONE CON ESEMPI E DIGRESSIONI
LO SVILUPPO DELLE CAPACITA' COGNITIVE
IL PUERICENTRISMO E LA PSICANALISI
L'INTELLIGENZA E LE INTELLIGENZE
IL GIOCO






NASCITA DELLA SCUOLA PRIMARIA OBBLIGATORIA E RIFORME DELL'ISTRUZIONE CON ESEMPI E DIGRESSIONI



1859 Legge Casati: prevede la gratuità dell'istruzione elementare e istituisce l’obbligo scolastico fino alla seconda elementare, in una scuola elementare che allora era solo di quattro anni.

1877 Legge Coppino: innalza l'obbligo fino alla terza elementare, (fino a 9 anni di età) in una scuola elementare che passa da quattro a cinque anni

1904 Legge del governo Orlando: innalza l'obbligo fino alla quinta elementare (12 anni) e istituisce una sesta classe per coloro che non proseguono gli studi. 

1911 Legge Daneo-Credaro: durante il Governo Giolitti. Tasforma in statale la scuola elementare, fino ad allora gestita dai Comuni, ponendo a carico dello Stato il pagamento degli stipendi dei maestri elementari, così da poter disciplinare l'obbligo in modo più vigoroso anche in quelle realtà locali molto disagiate in cui in precedenza i bilanci comunali non avevano consentito una corretta organizzazione della scuola. La sua applicazione diviene problematica anche per il sopraggiungere della prima guerra mondiale. La legge vede l'istituzione dei patronati scolastici comunali, già previsti da un Regio Decreto del 1888 ma non istituiti. Si tratta di un organo con il compito di dispensare vestiario, scarpe, libri ai "fanciulli bisognosi" per consentire l'adempimento dell'obbligo scolastico.

1923 Riforma Gentile: innalza l'obbligo a 14 anni. Le scuole medie acquisiscono un doppio canale
da un lato la scuola media, alla quale si accede dopo un esame di ammissione alla fine della quinta elementare, molto rigido e selettivo, (scuola media che comprende tre annualità di latino, due di lingua straniera, senza scienze e senza tecnica), con prosecuzione agli studi nei licei, e dall'altro un canale che immette lo studente, al termine di tre anni, nel mondo del lavoro, che nel 1923 sarà chiamato "scuola di avviamento professionale" (tecnico, commerciale, agricolo) indirizzato al lavoro. Per una eventuale prosecuzione dall'avviamento all’ITIS occorrerà un esame di ammissione. 

1949 Riforma Bottai: stabiliva l'obbligo di frequentare la scuola materna. 
Divideva la scuola elementare (detta "del primo ordine") in 2 cicli: la scuola elementare triennale, a sua volta divisa in urbana e rurale, con diversi orari e programmi didattici, e la scuola del lavoro biennale.
La scuola media (detta "del secondo ordine") veniva divisa in tre corsi: la scuola artigianale era concepita per il ceto rurale e per i piccoli insediamenti e si divideva in vari indirizzi (commerciale, industriale, nautica, agricola, artistica), la scuola professionale, di maggiore rilievo rispetto alla prima, era rivolta a chi volesse proseguire gli studi in una scuola tecnica, mentre la scuola media unica preparava gli alunni al liceo e all'università. 

ANNI TRENTA
                        
               Balilla durante il fascismo                                          Piccole italiane durante il fascismo





ANNI QUARANTA
                            
               Scuola elementare maschile anni 40                       Scuola elementare femminile anni 40



                       
              Scuola media maschile anni 40                                  Scuola media femminile anni 40






ANNI CINQUANTA
                              
              Scuola elementare maschile anni 50                   Scuola elementare femminile anni 50




                               
                     Scuola media maschile anni 50                                Scuola media femminile anni 50







1962 (Legge n. 1859 del 31 dicembre): viene abolita la scuola di avviamento al lavoro. Quindi la scuola media diventa unica. Vengono istituite le classi miste. Diventa facoltativo lo studio del latino in terza media (ma rimane obbligatorio per coloro che intendono proseguire con gli studi classici).

ANNI SESSANTA
                                             Scuola elementare mista anni 60


1968: viene istituita la scuola materna. E' il periodo del "Maggio francese", del 1968, e delle contestazioni studentesche.

1969: liberalizzazione per l'accesso all'università, in passato consentito solo agli studenti liceali e non a quelli degli istituti tecnici.

1971: Legge 118, all'art 28 è prevista una nuova norma, di inclusione, per i soggetti disabili: "l'istruzione dell'obbligo deve avvenire nelle classi normali della scuola pubblica ..."

1974: vengono approvati i "Decreti delegati" che introducono, nella vita della scuola, una rappresentanza dei genitori, una rappresentanza del personale ATA e una rappresentanza degli studenti.

1975: il Ministero della Pubblica Istruzione elabora e diffonde la "Relazione Falcucci" che fissa alcuni punti sulla scolarizzazione dei ragazzi disabili, che "non si devono separare dal resto della classe". 

1977: Legge 517 del 4 agosto: fissa l'inizio della scuola in tutta la penisola italiana al primo ottobre, giorno in cui si festeggia San Remigio: di qui il termine "remigini" per indicare i bambini che si iscrivono in prima elementare.
La legge prevede anche la formazione lavorativa per i portatori di handicap e l'abolizione, all'interno delle classi, tra normodotati e disabili, potendo contare su personale di sostegno istituzionale. 


Nel filmato RAI che segue, del 1979, il regista documentarista Vittorio De Seta si concentra sull'esperienza di Mario Lodi, maestro elementare in una frazione del comune di Piadena, nella bassa Padana, tra le città di Mantova e Cremona, sulle rive dell’Oglio, (Mario Lodi nel 1989 riceverà la laurea honoris causa in Pedagogia dall'Università di Bologna. Nato nel 1922, morirà nel 2014). 
Nel filmato, per metterne a fuoco i principi didattici, le parole dell’insegnante sono alternate alle riprese effettuate in una IV elementare, con esperienze che riguardano la spiegazione della fecondazione, la creazione di un giornalino scolastico ecc. 
L'apprendimento, secondo Lodi, parte dal bambino, dal suo mondo, da ciò che conosce e gli è caro, quindi è necessario associare qualsiasi materia alla vita di tutti i giorni.
Fondamentale è inoltre, per Lodi, la conoscenza del bambino perché non c’è processo educativo che sia avulso dalla realtà familiare.
Il filmato si conclude con queste parole: "l'uomo non è proprietà di nessuno, non è proprietà né della madre, né del padre, né della scuola, né della fabbrica, né dello Stato: ha il diritto di vivere una vita felice e per nessuna ragione una società gli può impedire questo".



1987: La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 215, dà nuovo impulso ai diritti dei portatori di handicap, "garantendo lo sviluppo della personalità".

1990: Legge 148/1990
ADDIO AL MAESTRO UNICO
 
LEGGE 148/1990
La scuola a «moduli»


(Da * a ** tratto, parzialmente, dall'articolo di Antonella De Gregorio, "Corriere della Sera del 30 gennaio 2015)

*Sergio Mattarella, oggi Presidente della Repubblica Italiana dal 3 febbraio 2015, è stato anche ministro dell’Istruzione, per un periodo breve, dal luglio 1989 al luglio 1990. 
Si trova, nel gennaio 1990, a gestire la prima Conferenza nazionale sulla Scuola, voluta dal Parlamento e preparata lungamente, in cui si discute di rinnovamento e riforme e si affronta il tema dell’autonomia delle istituzioni scolastiche; si esplorano le idee del patto sociale, della gestione strategica, della partecipazione educativa.
Nell’anno in cui Mattarella guida il ministero, vede la luce la più importante riforma della scuola elementare, la Legge 148/1990, col superamento della figura del docente unico. Un’autentica rivoluzione: pedagogica, metodologica e didattica, che archivia l’era della maestra-mamma che accudisce e insegna tutto, dalle tabelline alla ginnastica, e che introduce i «moduli» (tre insegnanti che ruotano su due classi), aprendo a una suddivisione degli ambiti disciplinari fra i docenti, insieme a pratiche di condivisione e collegialità nell'insegnamento e nella gestione della classe**.

L'INSEGNAMENTO DI UNA LINGUA STRANIERA

Con la ''Riforma dell'ordinamento della scuola elementare'', Legge 148/1990, l'insegnamento di una lingua straniera diventa obbligatorio. L'art. 10 così recita: ''Nella scuola elementare è impartito l'insegnamento di una lingua straniera'', rinviando a un successivo D.M. le indicazioni operative.
Con il D.M. del 28 giugno 1991, "Insegnamento delle lingue straniere nella scuola elementare", vengono individuati: i criteri per la scelta della lingua (di norma tra l'inglese, il francese, il tedesco e lo spagnolo), la classe da cui iniziare (la seconda a regime, in fase di avvio la terza), le modalità di utilizzo dei docenti.
Il D.M. stabilisce che ''L'insegnamento della lingua straniera rappresenta una articolazione interna della funzione docente nella scuola elementare'' e che, a regime, tale insegnamento sia ''affidato ad un insegnante elementare specializzato [...] inserito nel modulo organizzativo e didattico [...] e pertanto contitolare del modulo stesso''. 
Nelle more della transizione, in attesa della formazione dei docenti specializzati, si affida l'insegnamento delle lingue straniere ''ad un insegnante elementare specialista, dichiaratosi disponibile ...''.

L'EDUCAZIONE ALLA SALUTE

*Mattarella si occupa anche del riordino dei programmi del biennio delle superiori.
Lui ministro, venne approvata anche la legge 162, (poi DPR 309/90, la legge antidroga), che affida alla scuola il compito di coordinare le attività di educazione alla salute nelle scuole di ogni ordine e grado. Alle nuove emergenze della droga e dell’Aids, ma anche della dispersione scolastica, dell’immigrazione, dell’inquinamento, si cercò di rispondere con la prevenzione, tradotta in pedagogia scolastica, in obiettivi educativi**.

1992: Legge 104: "Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate", pubblicata sulla G. U. 17, febbraio 1992, n. 39.

1996: Riforma Berlinguer: prevede cambiamenti in tutto il sistema dell'istruzione, ma la riforma è comunemente detta "Riforma del 3+2 all'Università".

2003: Legge 28 marzo 2003, n. 53 conosciuta anche come Riforma Moratti.

2006: Riforma Fioroni.

2007: Innalzamento dell'obbligo scolastico a 16 anni

2008: Riforma Gelmini. Legge 169/2008. Reintroduce il maestro unico, o meglio prevalente, per quanti lo richiedano, a partire dalle classi prime dell'anno scolastico 2009/2010, l'orario di cattedra dei maestri: 22 ore settimanali, più due di programmazione. E al posto delle 30 e più ore settimanali vengono lanciate tre opzioni, a scelta delle famiglie: 24, 27 e 30 ore a settimana. Più il tempo pieno di 40 ore settimanali. Le 24 ore hanno la finalità di realizzare l'ipotesi di una scuola elementare con un solo maestro per classe. 
La scuola media cambia nome, e si chiama "Scuola secondaria di primo grado", e il numero delle ore viene ridotto da 33 a 30 settimanali. Viene inoltre previsto l'insegnamento di una seconda lingua straniera (2 ore a scelta tra spagnolo, francese e tedesco) oppure potenziare la lingua inglese da 3 a 5 ore settimanali. Per gli stranieri, le 2 ore possono essere anche scelte per potenziare l'italiano.

2010: Legge 170 dell'8 ottobre 2010: "Nuove norme in materia di disturbi specifici dell'apprendimento in ambito scolastico".

2012: DM 27/12/2012

2013: Circolare Ministeriale 8/2013



2015: Riforma Renzi della "Buona Scuola".


2017: Nel filmato che segue, ci sono suggerimenti su come insegnare a leggere in prima elementare col metodo analogico



                 
                       





SVILUPPO DELLE CAPACITA' COGNITIVE


PIAGET
Dai 6 agli 11 anni 

All'inizio del III stadio, OPERATORIO CONCRETO dai 6/7 ai 10/11 anni il bambino è in grado di riconoscere che gli oggetti e le persone conservano la propria identità nonostante subiscano modificazioni che ne trasformano l'aspetto, ad esempio la stessa quantità di un liquido non cambia messa in un bicchiere alto o in un bicchiere largo, benché possano apparentemente sembrare di quantità rispettivamente maggiore e minore. Oppure l'esempio della massa.





BRUNER
Dagli 8 anni 

Secondo Bruner nei BAMBINI il pensiero si sviluppa attraverso 3 LIVELLI DI RAPPRESENTAZIONE, dal più semplice al più complesso. Ogni livello non si sostituisce a quello precedente ma si aggiunge: quando il bambino arriva al 2° livello di rappresentazione mantiene anche le capacità del 1° livello. 
PRIMO LIVELLO: RAPPRESENTAZIONE ESECUTIVA (nel primo anno di vita)
SECONDO LIVELLO: RAPPRESENTAZIONE ICONICA (fino a 6 anni)
TERZO LIVELLO: RAPPRESENTAZIONE SIMBOLICA (dagli 8 anni)
Nella rappresentazione simbolica il bambino, dagli 8 anni in poi, si basa sul simbolo astratto, ha la capacità di ragionare in termini astratti. 
Corrisponderebbe al 4° stadio operatorio formale di Piaget, che però Piaget individuava dai 12 anni in poi.



ERIKSON
Dai 4 ai 7 anni

Erikson suddivide lo sviluppo umano in otto stadi, che vanno dalla nascita alla morte.
Ogni stadio è caratterizzato da compiti ben precisi e da conflitti il cui superamento consente il passaggio allo stadio successivo.



Gli otto stadi sono i seguenti:
Primo stadio (0-1 anno): età della speranza
Secondo stadio (1-3 anni): età della volontà
Terzo stadio (4-7 anni): età della risolutezza
Quarto stadio (7-11 anni): età della competenza
Quinto stadio (12-18 anni): età della fedeltà a se stessi
Sesto stadio (19-30 anni): età dell'amore
Settimo stadio (30-70 anni): età della responsabilità
Ottavo stadio (vecchiaia): età della saggezza


Terzo stadio (4-7 anni): età della risolutezza
 
E' il periodo che va dalla scuola dell'infanzia all'inizio della scuola primaria. Ormai il bambino sa parlare, camminare e usare autonomamente il bagno, quindi vuole raggiungere nuovi traguardi: comincia a sperimentare le prime competenze relazionali.
Compaiono le prime curiosità sessuali.


Quarto stadio (7-11 anni): età della competenza
I bambini di questo stadio sono particolarmente attratti dai rapporti sociali, dalle amicizie e dal mondo della scuola. Si confrontano col tema del successo





PUERICENTRISMO E PSICANALISI





Fino al 1700 i bambini di 6-7 anni venivano avviati al lavoro oppure, in molti casi, non erano accuditi all'interno della famiglia.
Nel 1700 cominciano a comparire, in lettere e diari, (ad esempio le lettere di Locke) alcune preoccupazioni, di genitori per i figli, sulla crescita, l'educazione e il futuro dei fanciulli.
Nel corso del 1800 questa propensione cresce, fino a radicalizzarsi in una cultura "puerocentrica", parola derivante dal latino "puer", fanciullo, che vede il fanciullo al centro dell'interesse affettivo ed educativo da parte dei genitori.
Nel 1900 questo accade con Freud: la sua teoria sulla sessualità infantile porta a considerare la prima infanzia con massimo interesse;
Accade con Adler, che evidenzia l'importanza cruciale del senso di inferiorità infantile nella strutturazione della personalità adulta;
Accade con Bowlby, che attribuisce alla relazione madre-bambino, nei primi anni di vita, un significato determinante rispetto al destino psichico dell'adulto;
Accade con Erikson, che evidenzia come, nel primo anno di vita, si pongano le fondamenta della sicurezza di base.










L'INTELLIGENZA E LE INTELLIGENZE




Su che cos'è l'intelligenza, le risposte di senso comune sono varie e tante.


MISURARE L'INTELLIGENZA: I TEST
I primi test per misurare l'intelligenza nascono in Francia nel 1904, anno in cui il Ministero della Pubblica Istruzione promuove una ricerca sui bambini con ritardi mentali, per indirizzarli in strutture scolastiche apposite. L'incarico è affidato ad Alfred Binet (1857 - 1911).
Binet ragiona in questo modo: ogni bambino ha un'età cronologica (anagrafica) e un'età mentale (corrispondente al livello delle conoscenze e delle abilità).
L'età mentale può essere uguale, inferiore o superiore all'età cronologica.
Se dalla comparazione risulta un'età mentale inferiore a quella cronologica, allora siamo in presenza di un ritardo, più o meno grave a seconda dello scarto.



BREVE DIGRESSIONE
Il MENSA è un'associazione mondiale composta da persone con un elevato Q.I., fondata nel 1946 a Oxford.
Il sito del Mensa Italia, dove si possono leggere anche le informazioni che riguardano l'accesso all'associazione, è il seguente: hppt://www.mensa.it
Nel sito è presente anche un test preliminare il cui link è sopra all'immagine "INIZIO TEST"       

IL Q.I. E LE SCALE PER LA SUA MISURAZIONE
Lewis Terman (1877 - 1956), psicologo statunitense della Stanford University, adatta i test di Binet per utilizzarli anche per gli adulti. A lui si deve la seguente formula: 
Q.I. = E.M./E.C. x 100 (rapporto tra età mentale ed età cronologica moltiplicato per 100, dove un Q.I. pari a 100 indica una perfetta coincidenza tra età cronologica ed età mentale.
Tale scala viene chiamata SCALA STANFORD-BINET.
 
Una nuova scala di riferimento viene proposta nel 1939 dallo psicologo statunitense David Wechsler, conosciuta con il nome di SCALA WECHSLER-BELLEVUE che prevede la somministrazione di due tipi di prove: "test verbali" (sondano a capacità di memoria, ragionamento, competenza lessicale, analogie e differenze tra oggetti, semplici problemi di vita quotidiana. Ad esempio: "che cosa vuol dire cospicuo", "ripeti partendo dall'ultimo i seguenti numeri 7, 3, 4, 2, 0, 1" ecc...)  e "prove di performance". (ad esempio completare figure,  individuare un elemento mancante nell'immagine di una carta da gioco ecc...)




LE TEORIE SULL'INTELLIGENZA

Partiti da un'intelligenza unica, nel corso del Novecento si è approdati a una visione complessa e articolata.
Vedremo le teorie di 
Louis Thurstone, 
di Howard Gardner 
e di Daniel Goleman.


Louis Thurstone

 Nel 1938 Thurstone (1887-1955) propone una TEORIA MULTIFATTORIALE in cui definisce l'intelligenza come la risultante di 7 fattori, che possono tracciare un profilo più articolato del soggetto: 
1) Comprensione verbale: conoscenza del vocabolario, capacità di lettura;
2) Fluidità verbale: produzione di parole e rime;
3) Abilità numerica: ragionamento aritmetico, capacità di calcolo;
4) Visualizzazione spaziale: capacità di visualizzare relazioni spaziali;
5) Memoria associativa: rievocazione di parole o frasi;
6) Velocità percettiva: ricognizione o manipolazione di particolari visivi;
7)Ragionamento: risoluzione di problemi logici.






Howard Gardner

Gardner (nato nel 1943), partendo dalle acquisizioni dei nefrologi sul cervello e sulla sua evoluzione, elabora la TEORIA DELLE INTELLIGENZE MULTIPLE secondo la quale non esiste un'intelligenza unica ma 8 distinte tipologie ossia una serie di qualità da individuare e potenziare al meglio (1) linguistica, 2) logico-matematica, 3) spaziale e visiva, 4) corporeo-cinestetica, 5) musicale, 6) sociale o interpersonale, 7) introspettiva o intrapersonale, 8) naturalistica). Ogni individuo possiede tutte queste differenti intelligenze ma eccelle solo in alcune di esse.



Daniel Goleman

Goleman nel 1995 pubblica "Intelligenza emotiva" in cui parla, appunto, di INTELLIGENZA EMOTIVA. Nel testo spiega come la parte emotiva e la parte razionale del nostro cervello possano armonizzarsi.  
A differenza dell'intelligenza logico-matematica, l'intelligenza emotiva non è quantificabile o misurabile con un test. Può anche essere sviluppata attraverso adeguati piani educativi di "alfabetizzazione emozionale".
La felice sintesi tra razionalità e sensibilità, in cui consiste l'intelligenza emotiva, è essenziale nel rapporto con gli altri. L'individuo emotivamente intelligente riconosce e controlla le proprie emozioni, riesce a concentrarsi e a dominarsi in vista di un obiettivo.






IL GIOCO

Suggerimenti di giochi di gruppo per bambini dai 4 ai 10 anni


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