Bill Viola in mostra

UniTre 
AA 2022/2023


BILL VIOLA IN MOSTRA A PALAZZO REALE 
A MILANO DAL 24 FEBBRAIIO AL 25 GIUGNO 2006

3 MAGGIO 2023
 
 Mostra «Bill Viola» curata da Kira Perov a Palazzo Reale a Milano: sono 15 capolavori di videoarte in cui Bill Viola punta l’attenzione alla tecnologia, alle riprese e ai suoni ma, in maggior misura, alle condizioni di percezione e di esperienza umana; «Non basta sapere come funziona la telecamera, ma è necessario capire come funziona l’occhio, l’orecchio, e come il cervello processa le informazioni» dice l’artista in una conversazione riportata nel catalogo.

Nelle sale espositive le opere si susseguono come un viaggio, non solo per gustarne la bellezza ma soprattutto perché le scene dei video scorrono a una velocità molto più lenta di quella reale consentendo di vedere dettagli che altrimenti non sarebbe possibile osservare, modificandone la comprensione. 

Bill Viola, classe 1951, statunitense, ha un cognome italiano che gli deriva dal nonno paterno che era nato nella provincia di Varese.

«La sua fascinazione per il mondo del video risale al 1960 quando, aveva solo nove anni», così racconta Kira Perov nella prefazione del catalogo, «nella scuola elementare del Queens, a New York, gli fu assegnato il compito di spostare un televisore su un carrello da un’aula all’altra per le lezioni dei bambini. Rimase ammaliato dal bagliore blu del monitor».

Ampio è il background culturale di Viola: laurea conseguita al College of Visual and Performing Arts nello Stato di New York nel 1973; studi di musica sperimentale, pittura, scultura e cinema; esperienze presso la «Art/tapes/22» a Firenze e alla «Sony Corporation» in Giappone; letture di filosofi occidentali e orientali tra cui da Plotino, Al-Ghazali, Ibn ʿArabī, Jalāl al-Dīn Muḥammad Rūmī, Henri Bergson, Jacob Needleman. E viaggi: nel Deserto del Mojave nella Valle della morte in California, nelle Isole Salomone nel Pacifico meridionale per registrare le danze tradizionali, nel Deserto del Sahara per riprendere il fenomeno dei miraggi, sull’Himalaya per studiare i rituali nei monasteri buddisti tibetani, nel South Dakota per un progetto sulla coscienza animale e in Europa, e in molti altri luoghi nei quali, sempre, sua compagna inseparabile è Kira Perov: l’aveva conosciuta nel 1977 a Melbourne dove, per una mostra, era stato invitato da lei, allora direttrice delle attività culturali della Trobe University. L’anno dopo, Kira Perov si era trasferita a New York per intraprendere con Viola una collaborazione, che dura ancora oggi, sancita anche dal loro matrimonio nel 1980.



La mostra a Milano inizia con «The quintet of the silent», un video della durata di 16:28 minuti in cui cinque uomini, senza mai spostarsi dalla posizione originale, mutano l’espressione dei volti; essi sperimentano la crescente energia emotiva in modo indipendente, con scarsa interazione con i loro compagni. L’estremo ralenti permette di osservarne le più piccole e sottili sfumature di espressione, e crea uno spazio soggettivo e psicologico in cui il tempo è sospeso sia per gli artisti che per gli spettatori. 

Video The quintet of the silent, di Bill Viola Cliccare qui Link

Durata di questo spezzone: 01:59



Segue «The greeting» (incontro) ispirato al dipinto di Pontormo «Visitazione» del 1538: sono immagini di donne che si abbracciano e le cui azioni, in origine della durata di quarantacinque secondi, sono mostrate in uno slow motion che si dispiega in 10:22 minuti facendo emergere il linguaggio inconscio dei corpi. 

Video The Greeting di Bill Viola Cliccare qui Link

Durata del video 10:22. Durata di questo spezzone: 00:28

      

A sinistra: Pontormo, Visitazione, 1528, olio su tavola, 202x156 cm, Propositura dei Santi Michele e Francesco, Carmignano

A destra: Video di Bill Viola The Greeting, ph Kira Perov © Bill Viola Studio 



E poi «Catherine’s room»: è una vista privata nella stanza di una donna solitaria che svolge una serie di rituali quotidiani dalla mattina alla sera. Le azioni della donna sono semplici e mirate e appaiono simultaneamente in un diverso momento della giornata: mattina, pomeriggio, tramonto, sera e notte. Una piccola finestra nel muro rivela una visione del mondo esterno dove sono visibili i rami di un albero. In ogni pannello l’albero è rappresentato nelle fasi successive del suo ciclo annuale, dalla fioritura primaverile ai rami spogli. Il mondo fuori dalla finestra rappresenta un altro strato di tempo, trasformando la scena da una registrazione di un giorno nella visione più ampia di una vita legata ai cicli della natura. 

Video Catherine’s room di Bill Viola Cliccare qui Link

Durata di questo spezzone: 00:09


 e «Four hands»: le mani di un ragazzo, una donna e un uomo di mezza età e una donna anziana formano lentamente e deliberatamente una serie di gesti predeterminati. I gesti sono influenzati da una varietà di fonti, dai mudra buddisti (gesti) alle tavole di chirologia inglese del XVII secolo (studio delle linee della mano). I modelli simbolici dei movimenti di tre generazioni di mani - figlio, madre e padre, nonna - descrivono una linea temporale che comprende sia le azioni parallele degli individui nel momento presente sia i movimenti più ampi delle fasi della vita umana. 


ed «Emergence» con chiari i riferimenti al «Cristo in Pietà» dipinto ad affresco da Masolino nel 1424: nel video, un giovane uomo emerge da una cisterna, e sollevandosi fa traboccare l’acqua sul selciato. L'acqua rappresenta sia la vita che la morte, un annegamento e al contempo una nascita. 

  

A sinista: Masolino, Cristo in pietà, 1424, affresco, 280x118 cm, Museo della Collegiata di Sant'Andrea, Empoli 

A sinistra: Video di Bill Viola Emergenze, ph Kira Perov © Bill Viola Studio 

  


L’acqua è presente in molti lavori di Bill Viola, come in «Ocean without a shore» (oceano senza riva presentato alla Biennale di Venezia del 2007 nella Chiesa sconsacrata di San Gallo, che richiama la presenza dei morti nelle nostre vite; 

oppure in «The raft»: un gruppo di persone provenienti da diversi background etnici e sociali viene improvvisamente colpito da un massiccio assalto d’acqua da un tubo ad alta pressione. Alcuni vengono immediatamente travolti e altri si preparano contro il diluvio non provocato. L’acqua vola ovunque; abiti e corpi vengono presi a pugni, volti e arti si contorcono per lo stress e l’agonia contro la forza fredda e dura. Poi, improvvisamente come è arrivata, l’acqua si ferma, lasciando dietro di sé un gruppo di individui sofferenti, disorientati e malconci. 

Video The raft di Bill Viola Cliccare qui Link

Durata di questo spezzone: 01:11

ph Kira Perov © Bill Viola Studio

Significativa è stata, per l’artista, la caduta in un lago all’età di sette anni: salvato dalla zio, aveva raccontato quell’esperienza come un viaggio meraviglioso. Altri elementi dei suoi video sono il fuoco, la terra e l’aria. 


Gli elementi naturali tornano prepotentemente nei video della serie “Martyrs”: Terra, Aria, Fuoco e Acqua sono qui rappresentati da quattro diverse persone immobili che gradualmente vengono sovrastate dall’elemento naturale di riferimento. È qui rappresentata l'accettazione finale della morte. "Martire", dal greco "testimone": queste persone sono testimoni delle sofferenze ed esemplificano la capacità dell’essere umano di sopportare la sofferenza, le difficoltà e la morte. Queste quattro opere rappresentano forza d’animo, resistenza e sacrificio. 

Video Martyrs di Bill Viola Cliccare qui Link

Durata di questo spezzone: 01:09



Il percorso espositivo si conclude con «Tristan’s ascension» (l'ascensione di Tristano) della durata di 10:16 minuti che descrive l’ascesa dell’anima in uno spazio dopo la morte mentre viene risvegliata e trascinata in una cascata che scorre all’indietro spingendo il corpo inerte di un uomo, e presto lo riporta in vita. Alla fine, tutto il suo corpo si solleva dalla lastra e si solleva con l’acqua impetuosa, scomparendo in alto.

Video Tristan’s ascension di Bill Viola Cliccare qui Link

Durata di questo spezzone: 05:13

 

 

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