L’Arte è un veicolo di comunicazione.
I bambini, prima ancora di imparare a scrivere, si esprimono attraverso il disegno perché il disegno è la prima forma di interpretazione della realtà, di una dimensione interiore, della loro dimensione interiore.

Il disegno consente di conoscere le caratteristiche della personalità del bambino e lo stadio del suo sviluppo. Di seguito si descrivono le tappe del disegno infantile teorizzate, tra il 1913 e il 1927, dal filosofo francese Georges-Henri Luquet (1876-1965):
Tappa zero: a 18 mesi, è la tappa dello scarabocchio incontrollato in cui il segno della matita non è seguito dallo sguardo. Segue, subito dopo, lo scarabocchio controllato: la matita viene mossa con movimenti guidati dallo sguardo.


Prima tappa: a 2-3 anni, realismo fortuito o involontario (denominato realismo simbolico da Barrett e Light). Il bambino non disegna intenzionalmente un oggetto reale ma tale interpretazione può essere successiva: è il primo segnale della capacità di considerare le immagini come simboli di rappresentazioni.
In questo periodo un disegno tipico è quello della figura umana.
Sono noti e ricorrenti due tipi di figure umane:
L"omino testone": la testa è una grande area circolare mentre le gambe e le braccia sono semplici linee
e L'"uomo girino"


Seconda tappa: a 3 anni e mezzo-4 anni, realismo mancato. I bambini iniziano a disegnare con l'obiettivo preciso di produrre una certa immagine. In questo periodo non riescono a sostenere a lungo l'intenzione, in particolare quando le loro abilità si rivelano insufficienti e il disegno non assomiglia nemmeno lontanamente all'oggetto reale. E' possibile che i bambini cambino la loro intenzione iniziale e decidano che la "nonna" sia in realtà un "cespuglio".
Un cappello può essere posto molto più in alto rispetto alla testa.
I bottoni possono essere disegnati accanto al corpo.
Gli occhi possono essere disegnati esternamente al contorno della testa.


Terza tappa: 5-7 anni, realismo intellettuale. Sia le intenzioni sia le capacità di rappresentare gli oggetti diventano molto più stabili. Ora i bambini vogliono che i loro disegni siano riconoscibili anche se le loro produzioni sono ancora simboli, e non vere e proprie copie dell'oggetto reale.
Se si chiede di disegnare la casa in cui vivono, non riproducono la casa in cui abitano realmente, ma una casa stereotipata, ossia un'immagine che rappresenta le caratteristiche di base delle case in generale: è la loro idea di casa, più che una casa specifica.
Non c'è prospettiva.
In questa terza tappa, il bambino che disegna accompagna con le parole la figura che sta tracciando e le parole che pronuncia lo aiutano nel proseguimento del lavoro

Quarta tappa: 8 anni, realismo visivo. I bambini cercano di raffigurare l'oggetto come appare; le case hanno caratteristiche distintive; le persone non sono più ritratte in forma stereotipata. Viene introdotto un numero crescente di dettagli. C'è il tentativo di risolvere i problemi tecnici della prospettiva (dimensioni e distanze).


Le possibilità di interpretare il mondo sono infinite. Il mondo si modifica in termini sociali, ambientali, politici.
In questa lezione vedremo come il mondo dell'Arte contemporanea possa interpretare e, anche, riuscire a modificare il mondo.
Tutti noi siamo abituati a vedere opere d'arte che, fino al 1800, riproducevano immagini facilmente riconoscibili. I supporti pittorici erano tele, tavole od opere murarie. Facendo un brevissimo excursus, conosciamo, e riconosciamo:
- Le pitture rupestri: le incisioni nella roccia all'interno delle grotte, che ritraevano bisonti o cavalli e usate con una funzione magica: di difesa contro i poteri sconosciuti della natura (ad esempio i dipinti nella caverna a Lascaux in Francia, risalenti a 15.000 anni a.C.);
- L'arte egizia all'interno delle piramidi (ad esempio i dipinti nella tomba di Tutankhamon del 1.330 a.C.);
- L'arte greca, con i dipinti sui vasi nel VI sec. a.C. o le statue in legno e oro di Fidia del 40 a.C., riprodotte in marmo dai romani;
- Gli affreschi di Pompei, Ercolano e Stabia dal II sec. a.C. al I sec. d.C.
- I mosaici a Ravenna del 500 d.C.; i mosaici della Cattedrale di Monreale del 1.190;
- La pittura con scene tratte dalle Sacre Scritture: dalle pale d'altare in legno, agli affreschi e alle tele con scene quali l'Annunciazione, la Natività, la Crocifissione ecc.;
- I dipinti con scene di amor cortese, dal 1330;
- i dipinti tratti dalla mitologia;
- i ritratti dei personaggi;
- i paesaggi ecc.
Fino al 1.800, i modi e le tecniche di rappresentare il mondo attraverso l'arte erano, dunque, innumerevoli ma, benché innumerevoli, consentivano comunque un riconoscimento, anche se in alcuni casi solo parziale, da parte del fruitore.
Dipinto rupestre, grotte di Lascaux, 15.000-10.000 a.C.
Trono ligneo dorato e dipinto rinvenuto nella tomba di Tutankhamon, 1.330 a.C.
Achille e Aiace 530 a:C. figure nere su fondo rosso
Affresco della Villa dei misteri a Pompei, scena della catechesi, I sec. a.C.
Mosaici nel presbiterio della Basilica di San Vitale, Ravenna (I mosaici della Basilica complessivamente appartengono al VI sec.)

Sandro Botticelli, Nascita di Venere, 172x278, tempera su lino,Galleria degli Uffizi, 1482

Sandro Botticelli, Nascita di Venere, particolare, Galleria degli Uffizi, 1485

Caravaggio, Morte della Vergine, 1604, olio su tela 369X245, Museo del Louvre Parigi
Francesco Hayez, Il bacio, Pinacoteca di Brera, 1859
Celebra l'ingresso a Milano di Vittorio Emanuele II e Napoleone III all'Arco del Sempione l8 giugno del 1859
Chiosa sulla Pinacoteca di Brea dove ha a lungo insegnato Hayez: La pinacoteca è situata al civico 28 di Via Brera. Anticamente, l’edificio era un convento dell’Ordine degli Umiliati. Passato ai Gesuiti nel 1572 e ricostruito nel 1627, riceve un nuovo assetto da Maria Teresa d’Austria che vi realizza, accanto all'Osservatorio e alla Biblioteca istituiti dai Gesuiti, l’Orto Botanico nel 1774 e l’Accademia di Belle Arti nel 1776. All'origine la pinacoteca non è che una piccola raccolta di opere che servono da modelli agli allievi dell’Accademia. E’ con Bonaparte, che la vuole il “Louvre d’Italia”, che il patrimonio artistico aumenta a dismisura grazie alle requisizioni da lui compiute nelle chiese e nei conventi delle regioni del Nord Italia, invase dalle armate dei francesi. Napoleone la inaugura il 15 agosto del 1809. A suggello, e presente ancora oggi, nel cortile dell’ingresso viene posta una statua celebrativa che lo ritrae in bronzo, fusa da un calco in gesso di un’opera eseguita in marmo da Canova.
Nelle opere sopra riportate, i supporti pittorici erano tele, tavole, pareti.
Con la presentazione dei primi dagherrotipi nel 1839, gli artisti cominciano a interpretare il mondo attraverso immagini non più tradizionali: sono immagini distanti dalla visione del mondo concreto.

Tra la fine del XIX secolo e gli inizi del XX, si assiste alla nascita di molti movimenti. Ne citiamo alcuni: Impressionismo, Espressionismo, Scuola romana, Cubismo, Astrattismo, Surrealismo, Informale, Metafisica, Pop Art, Art Brut, Action painting, Poesia visiva, Arte povera, Body art, Land art, Arte povera, Graffitismo ecc.

Espressionismo: Henri Matisse, Armonie in rosso (o La stanza rossa), olio su tela, 180,5X221 cm, 1908, Museo dell'Ermitage
Surrealismo, René Magritte, L'uso della parola, olio su tela, 60X81, 1928, Los Angeles County Museum of Art, California

Cubismo: Pablo Picasso, Donna che piange, olio su tela, 60X49, 1937, Tate Modern, Londra
Scuola romana: Scipione (Gino Bonichi), Il Principe cattolico, olio su tavola, 52,5X35,5 cm, 1939, Musei Vaticani
Action painting: Jackson Pollock, Blue Poles, 1952

Metafisica: Giorgio de Chirico, Bagni misteriosi, olio su tela, 64X82,5 cm, Fondazione Giorgio e Isa de Chirico, 1965 Roma © Giorgio De Chirico by SIAE 2020 (utilizzo didattico)
Pop Art: Claes Oldenburg, Floor Burger, tela gommapiuma e cartone, 213,4 cm X 1,32 m, 1962

Nel 1969, nella galleria-garage di Fabio Sargentini a Roma, vengono esposti dodici cavalli vivi: è un'installazione di Jannis Kounellis (oggi, 2021, non sarebbe possibile) che precorre i tempi, anche dell'arte americana (Arte povera)
Alla fine del 1.900, con l'avvento e lo sviluppo della tecnologia informatica e, soprattutto, con la sua diffusione a livello capillare e globale, si assiste a un ulteriore cambiamento, questa volta esponenziale, in tutti gli ambiti e, naturalmente, anche all'interno del mondo dell'Arte.

Marc-Augé Modena 2015, foto AMS
(Digressione: Marc Augé antropologo, sociologo e filosofo, nato a Poitiers nel 1935, parla di "accelerazione della storia" e di "restringimento del pianeta". Secondo lo studioso la possibilità di avere, in tempo reale e a ritmi rapidissimi, informazioni su avvenimenti di tutto il mondo, dà alle notizie una sorta di "invecchiamento precoce").
Lara Favaretto, Monumento momentaneo, Biennale di Venezia 2009, PH Anna Maria Santoro
Stefano Cagol, The Ice Monolith, Biennale di Venezia 2013 foto di Anna Maria Santoro

Christo e Jeanne-Claude, The floating piers, installazione sul Lago d’Iseo, 2016
VIDEO LINK Christo - Walking on Water | official trailer (2019) Christos Floating Piers

VIDEO LINK Shredding the Girl and Balloon - The Director’s half cut

Maurizio Cattelan, Comedian, 2019, banana appesa al muro con del nastro adesivo, donata al Guggenheim Museum
Video link La banana viene mangiata da David Datuna a Miami

Salvatore Garau vende per 15mila euro opera invisibile. Lui risponde: “perché vi scandalizzate?” giugno 2021, Foto di Francesco Mura
SPIEGAZIONE DELLE OPERE
Stefano Cagol, The Ice Monolith, Biennale di Venezia 2013
Con l'opera "The Ice Monolith" presentata alla Biennale di Venezia nel 2013, l'artista Stefano Cagol vuol porre l'attenzione sui cambiamenti climatici (dovuti a deforestazioni, utilizzo di combustibili fossili, emissioni di CO2 ecc.), in particolare sull'innalzamento della temperatura e sullo scioglimento dei ghiacciai che nei prossimi decenni procureranno un innalzamento del livello dei mari rischiando di far scomparire terre come le isole Maldive nell'Oceano Indiano, o la stessa Venezia.
Lara Favaretto, Monumento momentaneo, Biennale di Venezia 2009
Lara Favaretto per la Biennale 2009 costruisce, all'Arsenale, una palude: "Monumento momentaneo". "Il Monumento momentaneo è dedicato all’inutilità delle imprese umane. Persino gli oggetti realizzati con i materiali più resistenti, pensati per incarnare valori e ideologie per l’eternità, finiscono per scomparire" (Recensione tratta dal sito della Biennale). "La palude è lo spazio della decomposizione che, continuamente, si ricompone per decomporsi infinitamente. Consuma tutto quello che inghiotte offrendosi come luogo di speranza e di disgusto. ... Fare una palude è un invito a non arrendersi ai sogni, a credere al prodigio ... E’ il paesaggio mentale in attesa che diventi reale" (Dalla rivista "domus" del 10 giugno 2009)
Christo e Jeanne-Claude, The floating piers, installazione sul Lago d’Iseo, 2016
Da wikipedia: L'opera è costituita da una serie di pontili galleggianti installati sulla sponda bresciana del lago d'Iseo, che permettevano ai visitatori di camminare appena sopra la superficie dell'acqua del lago da Sulzano, sulla terraferma, sino alle isole di Monte Isola e San Paolo, dal 18 giugno al 3 luglio 2016. La rete dei pontili è stata realizzata con circa 220.000 cubi di polietilene ad alta densità e ricoperta da 100.000 metri quadrati di tessuto giallo brillante. Il progetto definitivo è stato realizzato con pontili larghi 16 metri, digradanti ai lati, per una lunghezza complessiva di 3 chilometri. Il percorso proseguiva per 1,5 chilometri lungo le strade pedonali di Sulzano e Monte Isola. Dopo la mostra, tutti i componenti sono stati rimossi e riciclati.
Banksy, Girl with a balloon, performance, 2018
"Girl with a balloon" "Bambina con palloncino" (a forma di cuore) è il primo titolo dell'opera di Banksy quando nel 2018 viene messa all'asta, a Sotheby’s con un valore di 200.000,00-300.000,00 sterline. Dopo l'aggiudicazione per un milione di sterline, attraverso un meccanismo con telecomando l'opera viene semidistrutta: l'immagine della bambina viene ridotta a striscioline per metà. A distanza di due anni il collezionista che lo aveva acquistato lo rimette in vendita, sempre a Sotheby’s, con un altro titolo, "Love is in the bin" "L'amore è nel cestino", con una base d'asta tra i 4 e i 6 milioni di sterline: verrà battuta a 22 milioni di sterline a ottobre 2021.
Maurizio Cattelan, Comedian, 2019, banana appesa al muro con del nastro adesivo, donata al Guggenheim Museum
Da Exibart: Articolo di Yasmin Riyahi del 1 settembre 2020: Comedian, l'opera più chiacchierata del 2019, torna a far parlare di sé. La banana di Maurizio Cattelan è stata infatti donata al Guggenheim Museum da un anonimo collezionista. Comedian, la banana attaccata al muro con del nastro adesivo, la chiacchieratissima opera di Maurizio Cattelan. Durante la scorsa edizione della fiera Art Basel a Miami, uno degli esemplari dell’opera è stato venduto al prezzo da capogiro di 150mila dollari. La cifra record ha destato l’attenzione anche delle persone non addette ai lavori, tra il divertito e lo scandalizzato. Ora il New York Times annuncia che un anonimo ha donato la banana di Cattelan al Guggenheim Museum di New York, dove presto l’opera sarà esposta. Comedian è stata presentata ad Art Basel Miami 2019 in tre edizioni originali dalla galleria Perrotin, che le ha vendute tutte. Frotte di curiosi intasavano i corridoi per andare ad ammirare l’opera controversa, tanto da costringere gli organizzatori della fiera a stabilire un regolamento per evitare la calca, ben prima del Covid. Diventata virale, la banana di Cattelan era oggetto di battute, persino pubblicità. Chi si è aggiudicato l’opera, ovviamente, non ha acquistato la banana numero uno, marcita da un pezzo (anzi, David Datuna se n’è addirittura mangiata una durante la fiera). Quello che si porta a casa è un certificato con grafici dettagliati e istruzioni precise per l’esposizione della banana: 175 cm dal suolo, 37° di angolazione, con ricambio del frutto ogni 7-10 giorni. Le stesse 14 pagine di indicazioni ora saranno conservate al Guggenheim.
Salvatore Garau vende per 15mila euro opera invisibile. Lui risponde: “perché vi scandalizzate?” giugno 2021, Foto di Francesco Mura
Artista vende per 15mila euro opera invisibile. Lui risponde: “perché vi scandalizzate?”
Questo articolo è di Redazione: Finestre sull’Arte, scritto il 04/06/2021
L’artista sardo Salvatore Garau ha venduto la scorsa settimana, per 15mila euro, un’opera... invisibile. Un vuoto, praticamente: aria, il niente. E il pubblico si scandalizza. Ma lui si difende: “le mie opere sono un contenuto di pensiero, di poesia pura”. Ha fatto scalpore, alcuni giorni fa, la vendita di un’opera d’arte fatta... di niente. Un’opera invisibile, insomma. E per la somma di 15.000 euro. Il suo autore, Salvatore Garau (Santa Giusta, 1953), ha messo all’asta l’opera Io sono, che è semplicemente un vuoto, il nulla, aria... insomma, l’opera non si vede. Io sono è stata venduta in asta, presso la casa Art-Rite di Milano, con una stima iniziale di 6-9.000 euro. All’acquirente va semplicemente un certificato di autenticità e un foglietto d’istruzioni (esattamente come era stato per la famosissima banana di Maurizio Cattelan). Le istruzioni prevedono che l’opera debba essere esposta in un ambiente privato di circa 1,5 x 1,5 metri, dove non ci siano ostacoli. Non è la prima opera di questo tipo per Garau, che questa settimana ha esposto un’altra scultura invisibile, intitolata Afrodite piange, davanti alla Borsa di New York: l’operazione, supportata dall’Istituto Italiano di Cultura di New York, ha visto il posizionamento di un cerchio di nastro adesivo bianco nello slargo antistante l’edificio del New York Stock Exchange. L’opera invisibile sta sopra il cerchio vuoto. Naturalmente la notizia, rimbalzata anche fuori dalle testate d’arte, ha suscitato tantissima indignazione da parte di molte persone, che si sono domandate come sia possibile spendere 15.000 euro per una scultura che non c’è. Eppure proprio l’assenza delle sculture è la presenza che turba il pubblico, spiega Garau. Insomma, quella dell’artista sardo è arte relazionale spinta fino alle sue logiche estreme.
“Mi sono domandato”, ha spiegato, “perché il mondo dell’arte e non solo si sia scandalizzato per la vendita all’asta di una delle mie sculture invisibili e perché l’operazione abbia sollevato tante discussioni, al punto da ricevere molte accuse anche sui social. Sinceramente ritengo che si tratti di una cifra irrisoria se paragonata ad alcuni NFT o sculture vendute per milioni di dollari. Forse 15.000,00 euro per un vuoto hanno un peso superiore a diversi milioni per un pieno?”.
“Mi sembra di essere Davide contro Golia”, conclude l’artista. “Forse le mie opere invisibili fanno paura perché sono un contenuto di pensiero in costante fluttuazione, di poesia pura, e vanno nella direzione opposta agli NFT, fortemente inquinanti e contrari alla mia etica di artista. Sì, ho venduto un niente colmo del tutto, anche dei 40 anni della mia arte. Lo dimostra la vitalità che la mia opera ha generato. Eppure, non sono stato così originale. C’è già troppo di niente che viene venduto per qualcosa, e nessuno ci fa caso”.





