La famiglia
Una finestra sull'arte ...
"I coniugi Arnolfini" di Jan Van Eyck, 1434, olio su tavola, 81x59, National Gallery di Londra
Ancora oggi gli storici dell'arte discutono sul significato e lo scopo dell'opera: la tesi proposta da Erwin Panofsky nel 1934 è che si tratti della rappresentazione del matrimonio della coppia.
Varie altre interpretazioni hanno, tuttavia, permesso di elaborare punti di vista differenti.
La soluzione che appare più probabile è che si tratti del giuramento tra gli sposi prima di presentarsi al sacerdote.
Altra ipotesi suggestiva è che si tratti di un omaggio del mercante Arnolfini alla prima moglie, ricordando attraverso il dipinto momento della loro promessa di matrimonio (e forse la mano sul grembo testimonia l'attesa di un erede che Costanza Trenta stava per dargli o che non giunse a causa della morte di lei (che sia morta di parto?).
La stanza è rappresentata con estrema precisione ed è popolata da una grande varietà di oggetti. Tra questi oggetti spicca, al centro, uno specchio convesso, dove il pittore dipinse la coppia di spalle e il rovescio della stanza, dove si vede una porta aperta con due personaggi in piedi, uno dei quali potrebbe essere il pittore stesso.
La famiglia come sistema
(Attenzione: Il testo in adozione non considera l'evoluzione familiare, in campo sociale e legislativo)
Da pag. 200 a pag. 204
La psicologia DEFINISCE la famiglia come una "comunità che unisce un uomo, una donna e i loro figli" ma oggi le unioni sono anche omosessuali. La psicologia, comunque, pone l'accento su due aspetti: sull'aspetto "comunitario" e sulla "coppia".
Tra le correnti psicologiche che si occupano della famiglia, una delle più importanti è quella sistemica.
La scuola psicologica sistemica considera la famiglia come un sistema di interazioni cioè un'unica entità costituita da forze diverse, che sono in forte relazione tra loro.
Il concetto di sistema si avvicina molto a quello di "campo" di Lewin.
La famiglia, infatti, può essere considerata un piccolo "gruppo", in cui posso essere applicati i concetti di "Campo" di Lewin, ossia i "giochi di forze" e le "interrelazioni". Ma, secondo l'approccio sistemico, i cui maggiori esponenti sono Gregory Bateson (1904-1980) e Paul Watzlawich (1921-2007), a questi due concetti se ne devono aggiungere altri. Qui se ne elencano quattro:
- 1) La Comunicazione: i membri della famiglia comunicano tra loro (attraverso le parole, i silenzi e le azioni) e, di conseguenza, costituiscono le caratteristiche peculiari della loro famiglia.
Leggere attentamente l'esempio a pag. 201
- 2) La Causalità circolare: un evento è causato da un circolo di eventi che a sua volta genera un altro circolo di eventi. Pertanto non esiste una linea causale rettilinea perché una causa è da ricercare nelle diverse azioni delle persone che compongono la famiglia e nel contesto relazionale e sociale che la circonda.
Leggere attentamente l'esempio a pag. 201
- 3) L'Autoregolazione: la famiglia è un sistema che tende a mantenere l'equilibrio. Questo comporta uno sforzo di ri-equilibrazione ogni volta che l'equilibrio esistente viene rotto. La famiglia si regola da sé.
Rompere un equilibrio è un avvenimento comune. Esso accade, generalmente, quando la famiglia deve abituarsi a un cambiamento.
Può accadere che una famiglia rompa l'equilibrio abituale e non sia in grado di ristabilirlo se non dando inizio a uno stile di comportamento patologico. In questo caso l'autoregolazione viene mantenuta ma viene meno la salute della famiglia.
- 4) Le Regole: Secondo l'orientamento sistemico ogni famiglia è governata da regole, che riguardano diversi aspetti, ad esempio: "In questa famiglia non si ruba mai" oppure il marito accetta il disinteresse della moglie nei confronti del suo lavoro a patto che lei si occupi di tutte le pratiche burocratiche familiari.
Le regole disciplinano i rapporti e garantiscono la stabilità.
L'approccio sistemico
Pag. 204
L'approccio sistemico sopra descritto deriva da studi che a partire dalla fine degli anni '50 psicologi e sociologi conducono al "Mental Research Institute di Palo Alto" in California. Tra loro i principali teorici, come già detto, sono stati: Gregory Bateson (1904-1980) e Paul Watzlawick (1921-2007).
In Italia l'approccio sistemico nasce grazie a un gruppo di quattro terapeuti di Milano (Mara Selvini Palazzoli, Luigi Boscolo, Gianfranco Cecchin e Giuliana Prata) che, negli anni Sessanta e Settanta, elaborano un modello terapeutico per le famiglie. Questo modello è chiamato "il modello sistemico di Milano".
Leggere da pag. 202 a pag. 203
Compito a casa: Chi lo desidera, può fare una ricerca sul modello sistemico di Milano e sulla recente legislazione sulle unioni civili
Ciclo di vita familiare (da pag. 205 a pag. 207)
Nel percorso della nascita e dello sviluppo della famiglia si possono individuare diverse fasi che, nell'insieme, vengono dette "ciclo di vita della famiglia".
Le fasi principali sono:
La Nascita della famiglia, ovvero la formazione della coppia attraverso il matrimonio o la convivenza: ciascun membro della coppia deve saper conciliare le differenze e trovare regole in comune;
La Nascita dei figli: la coppia deve riadattare i tempi e i modi di vita familiare e ridefinire le regole;
L'Adolescenza dei figli: la coppia deve trovare un equilibrio tra le proprie idee e l'indipendenza dei figli;
La Separazione dai figli: c'è il ritorno alla famiglia come coppia e la creazione di un nuovo equilibrio;
L'Età anziana: bisogna adeguarsi ai molteplici cambiamenti quali, ad esempio, il pensionamento, una possibile malattia, la vedovanza, il nuovo ruolo di nonni ecc...
Le famiglie che cambiano
Da pag. 208 a pag. 209
Le tipologie della famiglia sono molto cambiate; la coppia intesa in senso tradizionale tende a scomparire: i matrimoni diminuiscono; le convivenze aumentano; le famiglie si ricompongono (persone divorziate formano una nuova famiglia coabitando con i figli delle precedenti unioni); i figli di separati sono talvolta contesi; l'aumento dei flussi migratori favorisce la formazione di famiglie straniere con figli nati e cresciuti in Italia ma anche la formazione di famiglie multietniche; le famiglie dei migranti hanno abitudini differenti; le adozioni sono, moltissime volte, internazionali; spesso i figli continuano ad abitare con i propri genitori anche ben oltre il raggiungimento dell'età adulta (sono i cosiddetti "giovani-adulti") ecc...
Terapie con le famiglie
Pag. 209
Ci sono famiglie che vivono periodi di crisi: alcune le superano da sole, altre richiedono la terapia familiare.
Talvolta la famiglia individua un membro come origine del problema.
E' possibile che un problema sia personale, come è possibile che sia familiare.
La terapia familiare è caratterizzata dal fatto che tutti i membri della famiglia sono in terapia, e non soltanto uno di loro.
Leggere il brano di Bertrando: "Terapia familiare" da pag. 220 a pag. 221
Laboratorio (suggerito a pag. 228 del testo in adozione):
- Illustra almeno due elementi che stanno alla base dell'approccio sistemico.
- Perché la famiglia può essere considerata un "sistema di relazioni e comunicazioni"?
Chi lo desidera: lettura del brano di Natalia Ginzburg (1916-1991) a pag. 207 sulla famiglia
Il Lavoro
Capitolo 4.4 da pag. 210 a pag. 216
Una finestra sull'arte ...
"Archeologi", Giorgio De Chirico (1888-1978), olio su tela, 1968
Pag. 210
Nel Medioevo esistevano le "Corporazioni" che raggruppavano lavoratori che effettuavano la stessa professione, o "arte", come ad esempio "l'arte di tintori", "l'arte della lana", "l'arte degli spadai", "l'arte dei mercanti", "l'arte dei maestri di pietra" ecc... .
Alcune professioni erano ritenute più elevate di altre e i lavoratori godevano di maggiori privilegi.
Oggi non esistono le corporazioni: esistono lavoratori raggruppati e iscritti agli "ordini professionali", ad esempio l'ordine dei giornalisti, l'ordine degli architetti, l'ordine dei medici, e lavoratori non iscritti ad alcun albo, ad esempio i dipendenti pubblici in generale.
Poiché il lavoro occupa la maggior parte del tempo di un individuo, si è resa necessaria la nascita di una branca della psicologia che possa studiare le attività lavorative in generale, il significato del lavoro, i gruppi di lavoro, le dinamiche che si sviluppano all'interno dei gruppi di lavoro, l'efficienza del singolo lavoratore e dell'insieme dei lavoratori e, più in generale, il benessere del lavoratore: essa è la "Psicologia del Lavoro".
Diventare lavoratori: il significato del lavoro
Da pag 210 a pag. 212
Entrare nel mondo del lavoro significa, oltre all'indipendenza dai genitori, modificare i propri ritmi di vita e assumersi responsabilità che andranno mantenute nel tempo.
Alcune ricerche hanno individuato una serie di valori specifici lavorativi (i valori specifici si distinguono dai valori generali perché si riferiscono a un solo ambito della vita), studiando l'atteggiamento verso il lavoro e definendo, di conseguenza, 5 orientamenti diversi, e 6 tipi di lavoratori.
I 5 orientamenti sono:
- Orientamento materialistico: i valori sono il guadagno, l'avanzamento di carriera, il prestigio, l'autorità. E' una concezione pratica del lavoro;
- Orientamento al sé: i valori sono l'espressione delle proprie abilità e delle proprie capacità creative, lo sviluppo personale;
- Orientamento agli altri: i valori sono l'altruismo, le relazioni sociali, l'attenzione alle condizioni ambientali;
- Orientamento all'indipendenza: i valori sono l'autonomia, la varietà, lo sviluppo professionale;
- Orientamento alla sfida: il valore principale è il rischio.
I 6 tipi di lavoratori sono riportati nella tabella che segue, a pag. 211 del testo in adozione:
Vedere gli Esempi a pag. 212
In classe:
-Come mi vedo nel futuro
- A quale tipo di lavoratore aspiro
Stress, mobbing, burnout
Da pag. 213 a pag. 215
Il tempo che ciascun individuo dedica al lavoro, durante la giornata è tantissimo, pertanto è necessario che il lavoratore stia bene, e non solo per sé ma anche per il datore di lavoro e l'intera organizzazione lavorativa.
In passato il "benessere lavorativo" si identificava con l'assenza dei fattori di rischio; oggi, invece, con questa espressione si intende la buona salute sia fisica che psichica dell'individuo lavoratore, pertanto si pone attenzione a una serie di elementi, quali ad esempio i rapporti con i colleghi, il clima psicologico, le condizioni ambientali, la divisione dei compiti, l'organizzazione del lavoro ecc..., affinché tale benessere venga raggiunto e mantenuto nel tempo.
Tutto ciò che tende a diminuire il benessere psicologico del lavoratore è indicato come "rischi psicosociali".
Di seguito se ne indicano alcuni:
- Stress;
- Mobbing;
- Burnout.
Stress: il termine stress non ha origine nella disciplina psicologica ma in quella ingegneristica: indica gli effetti dei materiali metallici sottoposti a forze eccessive.
Lo stress, come condizione psichica, è un disagio derivante dall'opposizione tra esigenze personali e richieste provenienti dall'ambiente lavorativo. Oppure derivante dall'incapacità del lavoratore di rispondere adeguatamente a ciò che gli viene richiesto. Oppure derivante da richieste eccessive. Ecc...
Si manifesta con disturbi del sonno, ansia, alterazioni di umore, insoddisfazione ecc...
Mobbing: deriva da un'elevata conflittualità che sfocia in comportamenti violenti (psicologicamente) attuati da uno o più colleghi nei confronti di un altro soggetto.
La vittima non è in grado di reagire in modo adeguato e manifesta malessere sia fisico che psicologico.
Burnout: deriva da un eccessivo carico di lavoro; in genere si riscontra nelle cosiddette "professioni di aiuto" (medici, infermieri, vigili del fuoco, psicologi ecc...)
Gli interventi di prevenzione sono generalmente affidati a équipe di psicologi che possono operare su due livelli:
- A livello organizzativo: è un intervento che prevede una riprogettazione delle attività e una ristrutturazione dei ruoli. E' pertanto molto costoso;
- A livello individuale: ci si pone l'obiettivo di modificare l'atteggiamento del singolo individuo.
La psicologia del lavoro
Da pag. 215 a pag. 216
La psicologia del lavoro si occupa sia dei singoli lavoratori sia dell'organizzazione lavorativa in generale.
Tre sono gli ambiti di attività dello psicologo del lavoro:
- L'orientamento professionale: è simile all'orientamento all'università.
Lo psicologo aiuta l'individuo a concentrarsi sulle dinamiche di scelta, quindi a costruire una visione realistica sui desideri, sulle capacità, le attitudini, le caratteristiche di un individuo, il panorama lavorativo, il contesto socio-culturale.
- La selezione e la gestione delle risorse umane: La selezione, da parte dello psicologo, consiste nella scelta dei candidati, per un lavoro per lo più aziendale, attraverso l'utilizzo di test attitudinali, test di personalità e colloqui personali.
La gestione delle risorse umane invece consiste nella cura di individui già assunti, che già lavorano in un'azienda. Lo psicologo promuove interventi sia per il benessere collettivo che per quello dei singoli;
- Il lavoro nell'organizzazione: Lo psicologo è chiamato a individuare interventi di miglioramento, per la crescita dell'azienda, dal punto di vista organizzativo.
C'è una fase preliminare, che prevede la conoscenza approfondita del contesto sociale e culturale dell'azienda stessa, alla quale seguono ulteriori 3 fasi:
- L'osservazione;
- La diagnosi dei problemi, ossia l'individuazione delle criticità e dei punti di forza;
- L'intervento: esso consiste nella riorganizzazione dei ruoli e della gestione del lavoro: dei tempi, della divisione dei compiti, della programmazione e anche della gestione degli imprevisti.
Tra gli psicologi dell'organizzazione ricordiamo lo psicologo australiano Elton Mayo (1880-1949) e lo psicologo americano Edgard Schein (1928).
Leggere attentamente il Testo di Schein a g. 221
Il concetto di normalità: tra psicologia e psicopatologia
Pag. 222
La differenza tra la psicologia e la psicopatologia consiste nel fatto che la psicologia si occupa del funzionamento tipico dell'uomo mentre la psicopatologia si occupa del funzionamento atipico dell'uomo, quindi del disagio psichico e della malattia.
L'utilizzo di tale terminologia è preferita a "normale" e "anormale" in quanto affermare che una persona è normale e un'altra non lo è può dare adito a fraintendimenti. Spesso, infatti, la parola normalità viene usata per indicare "cose vere" solo soggettivamente.
Leggere l'Esempio a pag. 222
La sofferenza psichica ha molti livelli di gravità: un individuo può essere lievemente depresso oppure necessitare di un controllo e di un supporto costante.
Stereotipi e pregiudizi
Da pag. 223 a pag. 224
Lo stereotipo è un'opinione precostituita su un gruppo di individui.
Lo stereotipo si crea perché nell'incontro con un gruppo di persone alcune caratteristiche attraggono più di altre.
Una volta formato uno stereotipo, esso si attiva in modo automatico e non controllabile.
Esempi
Lo stereotipo può trasformarsi in pregiudizio.
Il pregiudizio è un giudizio precostituito, prima ancora di fare esperienza.
Il pregiudizio non consente di vedere in modo obiettivo ma fa vedere solo ciò che ci si aspetta di vedere. Questo atteggiamento può portare alla cosiddetta "profezia che si autoavvera": un pregiudizio si avvera perché le persone agiscono in modo che si avveri.
Riflessioni: come prevenire stereotipi e pregiudizi?
Leggere "Rifletti a pag 224
L'adolescenza, il padre, la madre, gli amici
Da pag. 224 a pag. 227
I genitori degli adolescenti da una parte sono chiamati a porre limiti alle richieste dei propri figli, dall'altra devono accogliere le loro legittime rivendicazioni in direzione dell'autonomia.
In passato il padre sollecitava l'adolescente a cimentarsi, da solo, nel mondo sociale, mentre la madre era pronta a riaccoglierlo nei momenti di timore e di difficoltà.
Il padre
I due video sotto lincati sono espunti dal film "Padre Padrone" del 1977, liberamente tratto dal romanzo autobiografico di Gavino Ledda, con la regia dei fratelli Taviani.
Il film ha vinto la Palma d'Oro a Cannes e il Premio FIPRESCI della Federazione Internazionale della Stampa Cinematografica.
E' inserito nella lista dei "100 film italiani da salvare": si tratta di pellicole che hanno cambiato la memoria collettiva del Paese tra il 1942 e il 1978.
E' andato in onda sul piccolo schermo a settembre 1977 in bianco e nero.
Gavino Ledda è stato interpretato dall'attore Saverio Marconi, oggi attore ma anche regista.
Il romanzo, pubblicato da Feltrinelli nel 1975, e tradotto in quaranta lingue, nello stesso anno ha vinto il "Premio Viareggio opera prima".
Parla del rapporto complesso tra un padre, pastore sardo, e il proprio figlio
Gavino Ledda è nato il 30 dicembre del 1938.
Dall'articolo di Pier Giorgio Pinna pubblicato su "La Nuova Sassari" del 29 maggio 2011:
"SILIGO. «Avessi avuto soldi, avrei scritto dall'oltretomba: "Sono morto"». Gavino Ledda è fuori di sé: se vuole continuare a ricevere il vitalizio della legge Bacchelli, dovrà provare ogni mese di godere buona salute. Per l'esattezza, l'autore di Padre padrone sarà obbligato a inviare in prefettura un certificato «di esistenza in vita». E come lui dovranno fare gli altri ammessi al riconoscimento. ...
... Ho rinunciato alla carriera universitaria, a una normale esistenza fatta anche di remunerazioni economiche, pur di continuare il mio lavoro. E continuerò a scrivere come ho sempre fatto, nonostante quest'atto che considero un'umiliazione intollerabile». Soprattutto se si considera la sua storia: da analfabeta a scrittore e glottologo".
Il video sotto lincato è tratto dal film "Il padre", regia di Fatih Atin.
Ha concorso alla Mostra Cinematografica di Venezia nel 2014. Distribuito nelle sale cinematografiche dal 9 aprile 2015
Trama:
Mardin, (Turchia), 1915 (genocidio degli armeni).
Una notte la polizia turca fa irruzione nelle case armene e porta via tutti gli uomini della città, incluso il giovane fabbro Nazaret Manoogian, che viene così separato dalla famiglia. Anni dopo, sopravvissuto all'orrore del genocidio, Nazaret viene a sapere che le sue due figlie sono ancora vive. L'uomo decide così di ritrovarle e si mette sulle loro tracce. La ricerca lo porterà dai deserti della Mesopotamia e l'Avana alle desolate praterie del North Dakota. In questa odissea, l'uomo incontrerà molte persone diverse: figure angeliche e generose, ma anche incarnazioni demoniache.
La madre
Una finestra sull'arte ... Le immagini sono le madri degli artisti, da loro ritratte.
Da destra a sinistra: Rembrandt 1629, James Whistler 1871, Van Gogh 1888, Picasso 1896, Boccioni 1910, Marc Chagall 1914, Massimo Campigli 1949, Andy Warhol 1974, lucien Freud 1976, David Hockney 1985
L'amico del cuore
Da pag. 226 pag. 227
Per l'adolescente l'amico rappresenta uno strumento al servizio dello sviluppo dell'identità e della separazione dalla famiglia.
L'amico è colui che aiuta a fare chiarezza sulle grandi domande.
Le relazioni tra gli amici (maschi) serve a formulare una visione del mondo originale demolendo la visione del mondo proposta dal padre. La disobbedienza verso il padre è quasi sempre facilitata dalla presenza di un amico.
Le relazioni tra le amiche servono a condividere i segreti e a dare forma a pensieri difficili. E se la madre può disapprovare il nuovo profilo che la figlia adolescente sta disegnando di sé, l'amica del cuore è sempre disponibile a sostenerne la nuova immagine e ad assegnarle un valore.
Pag. 227
L'amore liquido di Zygmunt Bauman
Pag. 228
Lavori presentati dagli studenti
Il lavoro: stress, mobbing e burnout
Stereotipi e pregiudizi, PowerPoint a cura della studentessa L. R., presentato alla classe l'11 dicembre 2017



VERIFICA DI SCIENZE UMANE
ALUNNO
CLASSE IV C
DATA 19 dicembre 2017
- 1 Indica se le seguenti
affermazioni sono VERE o FALSE e argomenta le tue risposte (massimo 2 righe) pt 0,25 per ogni risposta
esatta V o F e 0,50 per ogni risposta argomentata (max 3,75)
Prima affermazione:
Per
rischi psicosociali connessi al lavoro si intendono tutte quelle manifestazioni
e scioperi che contengono un rischio di rivolte
VERO
o FALSO?
RISPOSTA: FALSO. Per rischi
psicosociali si intende tutto ciò che tende a diminuire il benessere
psicologico del lavoratore.
Seconda affermazione:
Il
termine “stress” ha origine nella disciplina psicologica
VERO
o FALSO?
RISPOSTA:
FALSO. Il termine stress non ha origine
nella disciplina psicologica ma in quella ingegneristica: indica gli effetti
dei materiali metallici sottoposti a forze eccessive.
Terza affermazione:
Per
stress lavorativo si intende un disagio personale derivante dall’opposizione
tra le esigenze personali e le richieste dell’ambiente lavorativo
VERO
o FALSO?
RISPOSTA: VERO. Lo stress,
come condizione psichica, è un disagio derivante dall'opposizione tra esigenze
personali e richieste provenienti dall'ambiente lavorativo. Ma anche derivante
dall'incapacità del lavoratore di rispondere adeguatamente a ciò che gli viene
richiesto. Oppure derivante da richieste eccessive. Ecc...
Si manifesta con disturbi
del sonno, ansia, alterazioni di umore, insoddisfazione ecc...
Quarta affermazione:
Per
mobbing si intende quel fenomeno derivante da un’elevata competizione che
sfocia in comportamenti volti a conquistare il favore del “capo”.
VERO
o FALSO?
RISPOSTA: FALSO. Il mobbing
è un fenomeno derivante da un'elevata conflittualità che sfocia in
comportamenti violenti (fisicamente o psicologicamente) attuati da uno o più
colleghi di lavoro nei confronti di un altro soggetto.
La vittima non è in grado di
reagire in modo adeguato e manifesta malessere sia fisico che psicologico.
Quinta affermazione:
Il burnout
è causato da un eccessivo carico di lavoro durante il quale occorre prendere decisioni
importanti
VERO
o FALSO?
RISPOSTA: VERO. Deriva da un
eccessivo carico di lavoro; in genere si riscontra nelle cosiddette
"professioni di aiuto" (medici, infermieri, vigili del fuoco,
psicologi ecc...)
- 2 Quali sono i tre ambiti
di attività dello psicologo del lavoro. Argomentane (20 righe)
(pt da 0,25(X3) + 3,50(1, 1, 1,50)
per un totale di 4,25)
RISPOSTA: I 3 ambiti di
attività dello psicologo del lavoro sono:
1 L’orientamento
professionale;
2 La selezione e la gestione
delle risorse umane;
3 Il lavoro
nell’organizzazione.
- L'orientamento
professionale è simile all'orientamento all'università: lo psicologo aiuta
l'individuo a concentrarsi sulle dinamiche di scelta, quindi a costruire una
visione realistica sui desideri, sulle capacità, le attitudini, le
caratteristiche di un individuo, il panorama lavorativo, il contesto
socio-culturale;
- La selezione e la gestione
delle risorse umane da parte dello psicologo, consiste nella scelta dei
candidati, per un lavoro per lo più aziendale, attraverso l'utilizzo di test
attitudinali, test di personalità e colloqui personali.
La gestione delle risorse
umane invece consiste nella cura di individui già assunti, che già lavorano in
un'azienda. Lo psicologo promuove interventi sia per il benessere collettivo
che per quello dei singoli;
- Il lavoro
nell'organizzazione: Lo psicologo è chiamato a individuare interventi di
miglioramento, per la crescita dell'azienda, dal punto di vista organizzativo.
C'è una fase preliminare,
che prevede la conoscenza approfondita del contesto sociale e culturale
dell'azienda stessa, alla quale seguono ulteriori 3 fasi:
a L'osservazione;
b La diagnosi dei problemi,
ossia l'individuazione delle criticità e dei punti di forza;
c L'intervento: esso
consiste nella riorganizzazione dei ruoli e della gestione del lavoro: dei
tempi, della divisione dei compiti, della programmazione e anche della gestione
degli imprevisti.
- 3 Indica la differenza tra
la psicologia e la psicopatologia e tra tipico/atipico e normale/anormale (pt
da 0,5 a 1)
RISPOSTA: La differenza tra
la psicologia e la psicopatologia consiste nel fatto che la psicologia si
occupa del funzionamento tipico dell'uomo mentre la psicopatologia si occupa
del funzionamento atipico dell'uomo, quindi del disagio psichico e della malattia.
L'utilizzo di tale
terminologia è preferita a "normale" e "anormale" in quanto
affermare che una persona è normale e un'altra non lo è può dare adito a
fraintendimenti. Spesso, infatti, la parola normalità viene usata per indicare "cose
vere" solo soggettivamente.
- 4 Indica la differenza tra
stereotipo e pregiudizio (pt da 0,5 a 1)
RISPOSTA: Lo stereotipo è
un'opinione precostituita su un gruppo di individui.
Lo stereotipo si crea perché
nell'incontro con un gruppo di persone alcune caratteristiche attraggono più di
altre.
Una volta formato uno
stereotipo, esso si attiva in modo automatico e non controllabile.
Lo stereotipo può
trasformarsi in pregiudizio.
Il pregiudizio è un giudizio
precostituito, prima ancora di fare esperienza.
Il pregiudizio non consente
di vedere in modo obiettivo ma fa vedere solo ciò che ci si aspetta di vedere.