5 C LSU as 2018 2019 Pedagogia
Libro in adozione: Mariangela Giusti, PEDAGOGIA IL MANUALE DI SCIENZE UMANE, Ed. Deascuola
Mese ottobre 2018 UNITA' 12
Esperienze di pedagogia progressiva in Europa
ex UNITA' 12, UNITA' 8 nuova edizione
12.1 Le città si trasformano ...
Tra il 1800 e il 1900 l'intera Europa è teatro di grandi trasformazioni che abbracciano ogni campo: urbanistico, commerciale, culturale e politico.
Qualche esempio, brevemente:
- Tra il 1852 e il 1870 Parigi viene rimodernata completamente con costruzioni di boulevard, facciate, strade, viali, spazi verdi, monumenti pubblici, reti fognarie e reti idriche;
- Nel 1834 a Londra viene fondato il magazzino Harrods che in pochissimi anni si amplia a dismisura. Sempre a Londra, nasce il magazzino Liberty. L'Italia, invece, vede l'ascesa del commercio a Milano, con la genesi della Rinascente: in embrione nel 1865 con l'apertura di un negozio di abiti da uomo già confezionati, si amplia e si moltiplica in varie città d'Italia assumendo il nome attuale nel 1917 dato da Gabriele d'Annunzio. Destinataria dei nuovi acquisti è la classe borghese in forte ascesa;
- Nascono anche nuove forme di spettacolo di massa come il vaudeville (commedia teatrale leggera che ha origine in Francia), il cinema, il varietà, la music hall;
- Vengono costruiti grandi edifici per le Esposizioni Universali di prodotti creati dalle industrie di vari Paesi (curiosità: è in occasione dell'Esposizione del 1889 a Parigi che viene costruita la torre Eiffel);
- Gli inizi del 1900 sono tormentati, tuttavia, da guerre e da regimi totalitari: le due guerre mondiali, il nazismo di Hitler dal 1933 e il comunismo di Stalin dal 1924.
Boulevard Haussmann oggi: la costruzione inizia nel 1857 e termina nel 1926 Harrolds oggi, esterno
Harrolds oggi, esterno Harrods oggi, interno, una delle tantissime sale
Liberty a Londra Gum a Mosca, oggi: la costruzione ha inizio nel 1890
La Rinascente a Milano agli inizi del 1900. Il nome viene dato da G. d'Annunzio nel 1917 La Rinascente a Milano, oggi
La terrazza della Rinascente oggi, a Milano Link video di 7 minuti sul Vaudeville: Historic Footage- Vaudeville
Link video di 2 minuti: Come nasce la pellicola fotografica e cinematografica Link video di 2 minuti: Teatro di varietà
12.2 Sperimentazioni e ricerche educative in Europa
e
12.3 Claparède, Dottrens, Decroly, Cousinet, Makarenko Freinet, insegnanti, scienziati, pedagogisti
(LA SCUOLA ATTIVA)
Le rapide trasformazioni delle città esigono un cambiamento delle attività didattiche: vengono sperimentati nuovi metodi di insegnamento derivati dagli studi di illustri psicologi, medici e pedagogisti.
L'Istituto diventa un punto di riferimento per le scuole elementari di tutta Europa.
Nelle due foto sopra i FONDATORI dell'Istituto Jean-Jacques Rousseau: Édouard Claparède (conia le espressioni "pedagogia funzionale" e "scuola su misura") e Pierre Bovet (conia l'espressione "scuola attiva")
Nelle tre foto alcuni DOCENTI dell'Istituto Jean-Jacques Russeau: Adolphe Ferrière, Jean Piaget, Robert Dottrens quest'ultimo fotografato nel 1932 nell'anniversario del 20° anno dalla fondazione dell'Istituto Jean-Jacques Rousseau
Nelle due foto sopra
- Anno 1924, Edouard Claparède e Pierre Bovet fotografati con alcune "studentesse-insegnanti" nella Biblioteca dell'istituto Jean_Jacques Rousseau.
- 16 luglio 1932, da sinistra Jean Piaget, Pierre Bovet et Edouard Claparède fotografati il giorno dell'anniversario del 20° anno dalla fondazione dell'Istituto Jean-Jacques Rousseau
Anno 1921, da sinistra Decroly, Bovet, Ensor, Claparède, Geheeb e Ferrière fotografati Calais al Primo Congresso della Lega Internazionale delle Scuole Nuove creata nel 1921 da Ferrière.
Negli anni che seguirono, e fino alla seconda guerra mondiale, i suoi congressi riuniranno i militanti della nuova educazione, consentendo scambi sulle pratiche e i lavori di ricerca di ciascuno.
Anno 1925, Claparède, Bovet e Piaget fotografati davanti all'ingresso dell'Istituto Jean-Jacques Rousseau
Anno 1933, Claparède e Piaget a Camp de Servoz Anno 1924 Claparède fotografato con alcuni amici al matrimonio di Piaget
Dopo aver fondato nel 1912 l'Istituto Jean-Jacques Rousseau a Ginevra insieme a Pierre Bovet, nel 1916 Claparède, seguendo l'esempio di Dewey che negli Stati Uniti aveva dato vita a una scuola elementare sperimentale annessa all'Università di Chicago, crea, nella stessa città di Ginevra, la "Casa dei Piccoli" (la "Maison des Petits"), e la annette all'istituto Jean-Jacques Rousseau.
Foto: Maison des Petits a Ginevra nel 1950
Claparède viene considerato il padre della "pedagogia funzionale". Essa è basata sull'osservazione del bambino e del ragazzo, attraverso la quale si possono individuare le differenze tra gli studenti, e le loro relative attitudini, dalle quali trarre metodi diversi di insegnamento.
Per questo, la sua scuola è definita "scuola su misura": I moduli e le attività scolastiche non devono essere uguali per tutti, ma diversificati, a seconda delle capacità, dei bisogni, delle esigenze, degli interessi e delle predisposizioni di ciascuno.
Foto La Maison des Petits

"La scuola su misura" e "L'educazione funzionale" sono anche i titoli dei suoi libri più conosciuti, pubblicati nel 1920 e nel 1931.
Così si legge ne "La scuola su misura": (LEGGERE): "Il nostro Istituto ... ha creato non già una scuola, ci teniamo a non adoperare questa parola, ma una Casa dei piccoli aperta a ragazzi dai 3 anni in poi, che vi possono restare fino all'adolescenza. Ci siamo ispirati agli esempi di Dewey, di Decroly e della Montessori".
Nello stesso libro, Claparède ritiene che la pedagogia tradizionale fino ad allora fosse andata avanti non tenendo conto delle differenze intellettuali e psichiche degli alunni e creando, inevitabilmente, fenomeni di disadattamento scolastico.
Praticamente, la sua scuola su misura è così articolata: "classi mobili e parallele" con più indirizzi (classico, tecnico e moderno), basate sul sistema delle opzioni disciplinari, con 2 fini: colmare i disadattamenti e valorizzare le attitudini.
Claparède, dunque, si ispira al pensiero di Rousseau, è influenzato dal pensiero di Dewey e di James, dalle teorie della Montessori e di Decroly, che nel 1901 aveva fondato a Bruxelles una scuola che era andato a visitare di persona, ma anche dagli studi di Karl Groos (1861-1946), ordinario di filosofia a Tubinga, che aveva posto l'attenzione sulle finalità del GIOCO e aveva pubblicato, nel 1896 e nel 1899, "Il gioco negli animali" e "Il gioco nell'uomo".
Il gioco, secondo Groos, era una preparazione alla vita futura, per lo sviluppo di capacità affettive, cognitive, sensoriali e motorie del bambino. Così Groos aveva scritto: (LEGGERE): "Il bambino gioca in vista del suo avvenire. Il gioco sarebbe funzionale non in relazione al bambino che gioca oggi, ma in relazione all'adulto di domani".
Claparède, da Groos, condivide il fatto che il gioco non è né svago, né ricreazione, né momento di scarico di energia superflua (quest'ultimo concetto era stato elaborato da Spencer).
Claparède ne distingue 2 funzioni:
- La funzione longitudinale, che definisce ciò che il bambino diventerà, e che consiste anche nell'imitazione;
- La funzione trasversale, che serve al bambino per soddisfare i bisogni attuali.
Sulla base di questi principi, ossia dei bisogni, delle motivazioni e degli interessi di ciascuno, ma anche sulla base degli studi sul gioco, inteso come insieme di attività attraverso le quali il bambino diventa adulto, Claparède sostiene che l'attività educativa debba appoggiarsi su una serie di scienze: sulla sociologia, sulla psicologia dell'età evolutiva, sulla biologia e sull'auxologia; e, nel libro "L'educazione funzionale", teorizza 3 stadi di sviluppo degli interessi e 6 leggi di sviluppo funzionale.
I 3 stadi di sviluppo degli interessi:
- Stadio di acquisto o di esperimento: è il periodo degli interessi percettivi (primo anno di vita), il periodo dell'interesse del linguaggio (secondo e terzo anno), il periodo degli interessi generali ossia l'età del "perché?" (da 3 a 7 anni), e il periodo degli obiettivi (dai 7 ai 12 anni);
- Stadio di ordinamento e di valutazione: è il periodo sentimentale, degli interessi sociali, etici e sessuali;
- Stadio della produzione: è il periodo del lavoro (età adulta).
Le 6 leggi di sviluppo funzionale:
- La legge di successione genetica: il bambino si sviluppa passando attraverso fasi determinate alle quali l'educazione deve conformarsi;
- La legge di esercizio genetico: l'esercizio di una funzione è la condizione per la quale funzioni ulteriori possono manifestarsi;
- La legge di esercizio funzionale: l'esercizio di una funzione è condizione del suo sviluppo;
- La legge di adattamento funzionale: l'azione si manifesta secondo l'interesse del momento;
- La legge di autonomia funzionale: l'attività mentale del fanciullo è relativa ai suoi bisogni;
- La legge dell'individualità: ogni individuo differisce dagli altri.
Secondo Claparède gli educatori e gli insegnanti devono avere una preparazione psicologica e un atteggiamento aperto alla ricerca e in grado di osservare e innovare la loro vita professionale.
Leggere, insieme in classe, a pag. 317 e 318 "L'esistenza delle diversità individuali", brano tratto da "La scuola su misura" di Claparède
7 minuti di scrittura creativa "Io voglio riformare la scuola. Perché? Come?" (Con "io voglio" secondo Stanislavskij)
A Ginevra Robert Dottrens (1893-1984), che insegna come maestro nella scuola primaria dell'Istituto Jean Jacques Rousseau, diviene direttore dell’Ecole expérimentale du Mail, una scuola di quartiere fondata nel 1928 e frequentata da figli di operai, di commercianti e di impiegati.
Egli crea un nuovo metodo didattico che chiama "metodo per schede": si tratta di schede preparate dagli insegnanti, per ragazzi che hanno già svolto un programma minimo. Ne esistono 4 tipi: "schede di recupero", "schede di sviluppo", "schede di esercizi", "schede di autoistruzione". Il metodo di Dottrens tiene conto delle sperimentazioni già effettuate da Dewey, Claparède, Bovet, Ferrièere, Decroly, Cousinet e Piaget, sicché riassume sia la formula dell'insegnamento collettivo, sia la formula del lavoro individualizzato, sia la collaborazione fra gli alunni.
Nel 1901 Ovide Decroly (medico 1871-1932) fonda con la moglie, nella loro casa a Ixelles vicino a Bruxelles, un istituto di rieducazione - L'école d'enseignement spécial, pour enfants irréguliers e nel 1907, sempre a Ixelles, fonda l'école dell'Hermitage, una scuola elementare che in seguito viene ampliata con una scuola infantile e secondaria, inferiore e superiore.
Decrroly si interessa agli studi e alle attività di Dewey e di Claparède.
Le motivazioni di tanto interesse alle nuove didattiche vanno cercate nella sua infanzia: il padre, ricco industriale, lo educa in un ambiente pervaso da una moltitudine di attività e a contatto con la natura, infondendogli, fin da giovane, l'attitudine alla ricerca. Ma, iniziata la sua frequenza scolastica, è costretto ad abbandonare la scuola per dissidi con gli insegnanti, da lui ritenuti troppo autoritari. Da Tournai si trasferisce in una nuova scuola, a Malines, dove incontra un insegnante, di scienze, che lo fa appassionare di nuovo agli studi. Si laurea in medicina a Bruxelles e si specializza in neurologia e psichiatria a Parigi. Tornato in Belgio, lavora al Policlinico di Bruxelles.
Nel 1901, Decroly sperimenta un nuovo metodo, "il metodo globale" che tiene in considerazione i processi di conoscenza naturali dei bambini.
Forte delle sue conoscenze e ricerche in ambito medico, neurologico e psichiatrico, ritiene che il bambino abbia una capacità percettivo-cognitiva che gli consente di cogliere l'insieme di una situazione anziché i particolari di essa.
Il metodo globale interessa, all'inizio, l'apprendimento della lettura, della scrittura e del calcolo, ma poi si estende anche agli altri insegnamenti. Rompendo gli schedi di riferimento tradizionali, il metodo consiste nel proporre, ad esempio a chi deve imparare a leggere e a scrivere, frasi di senso compiuto insieme agli oggetti di riferimento, e all'interno di esperienze nelle quali la lettura e la scrittura risultano importanti.
Decroly dà molta importanza allo stato emotivo degli allievi; egli vede un legame stretto tra attività globalizzatrice e interesse, quest'ultimo, quindi, costituisce la condizione essenziale del metodo.
Adolphe Ferrière visita più volte l'école dell'Hermitage a Ixelles e ne scrive alcune pagine che consentono di conoscere nei dettagli l'intera scuola, compreso il suo giardino.
Brano bellissimo: Leggere, insieme in classe, a pag. 318 e a pag. 319 (sia della vecchia edizione che della nuova edizione) "Una visita alla scuola di Declory", in cui Ferrière descrive nei dettagli la scuola di Declory, brano tratto da "Trasformiamo la scuola" di Ferrière
Sul metodo globale leggere insieme, in classe, da pag. 320 a pag. 321 (della nuova edizione) o da pag. 319 a pag. 320 (vecchia edizione) "Un confronto fra il metodo vecchio e il metodo globale", brano tratto da "Verso una scuola innovata. Una prima tappa", di Ovide Decroly
Vita di Roger Cousinet
Nasce nel 1881 in una piccola città al confine con Parigi. Consegue la maturità alla Scuola Superiore di formazione per insegnanti, si iscrive a Lettere classiche alla Sorbona. Per 5 anni insegna come maestro, poi diventa ispettore scolastico delle scuole elementari dal 1920 al 1942, anno in cui inizia a insegnare pedagogia all'Università La Sorbona fino al 1958. Collabora a riviste dedicate agli studi di pedagogia e tiene conferenze alle quali partecipano anche Piaget e Montessori.
Nel 1920 inizia a sperimentare il metodo di lavoro per gruppi. Lavora al metodo a lungo, per più di un ventennio, "per essere certo della sua validità" (così scrive) fino al 1943, anno in cui pubblica "Un metodo di lavoro libero per gruppi". 
Il suo studio nasce dall'osservazione dei ragazzi: nota un'abitudine naturale a formare gruppi durante i giochi, con divisione di ruoli e di regole.
Muore nel 1973 a Parigi.
Oltre al lavoro di gruppo, Cousinet teorizza anche un metodo per lo studio della storia, basato non solo sugli avvenimenti militari e politici ma anche sull'analisi sociale di costumi, usi, tipo di alimentazione e mezzi di trasporto, abitazioni, suppellettili, mezzi di riscaldamento ec., attraverso 2 modalità:
- Lo studio indiretto di documenti figurativi: immagini iconografiche autentiche (foto, quadri ec);
- Lo studio diretto dei fatti servendosi dei ricordi degli abitanti (NB COME E' STATO FATTO, PARZIALMENTE, NELL'A.S. 2017/2018 CON LE RICERCHE SUL PERIODO DAL 1940 IN POI)
Sul lavoro di gruppo leggere, insieme in classe, da pag. 322 a pag. 323 (o da pag. 321 a pag.322 della vecchia edizione) "Regole pratiche per applicare il metodo del lavoro a gruppi", brano tratto da "Un metodo di lavoro libero per gruppi" di Cousinet
L'istituto si trovava in una zona di campagna ed era stato distrutto dai rivoluzionari: bisognava ripartire da zero. Egli propone un insegnamento in cui "ripartire da zero", evitando il passato di ciascun ragazzo perché si trattava di un passato in cui prevalevano aggressività, violenza e individualismo.
Propone una didattica nella quale gli educatori devono mostrare e trasmettere atteggiamenti corretti e leali, e basata sul coinvolgimento e sulla coesione del lavoro comunitario e collettivo.
All'interno dell'istituto Makarenko apre le officine per insegnare i mestieri del fabbro, del falegname, del calzolaio ma anche dell'ortolano e del contadino, con allevamenti di animali e dissodamento del terreno.
Lettura da pag. 326 a pag. 327 (o da pag. 298 a pag. 299 della vecchia edizione) "L'inizio dell'avventura educativa con i giovani disadattati", brano tratto dal testo di Makarenko "Poema pedagogico".
Vita
Nato nel 1896 in una famiglia di contadini di otto figli, dei quali è il quinto, a scuola ha pessimi rapporti con gli insegnanti.
Durante la Prima Guerra Mondiale si arruola ma viene ferito a un polmone e, quando nel 1920 inizia a insegnare in un piccolo paese in Provenza, si accorge che non può utilizzare troppo la voce e che le lezioni tradizionali, basate sulle spiegazioni, lo fanno affaticare parecchio. E' allora che, per necessità, comincia a pensare a nuovi metodi di insegnamento.
Importante: leggere in classe, insieme, la nota a pag. 307 di Freinet (o la nota 28 a pag. 310 della vecchia edizione)
Partecipa a tantissimi convegni. E' affascinato dalle idee di Claparède, Ferrière e Cousinet, pur trovando le loro teorie adatte solo a bambini di città e non a quelli dei paesini sperduti delle campagne e delle montagne, dove lui insegnava.
Studia e pubblica diversi testi. Attorno a lui si riunisce un folto gruppo di insegnanti.
Nel 1933 ha contrasti all'interno della scuola in cui insegna, è costretto a dimettersi, e nel 1935 apre a sua scuola a Vence.
Importante: leggere in classe, insieme, a pag. 309 (o a pag. 312 della vecchia edizione)
La scuola è in una vasta area di oltre un ettaro che consente lo sviluppo anche fisico dei bambini, che imparano procedendo per "tentativi ed errori". 
Frainet ritiene che la gestione della scuola debba essere affidata ai ragazzi e all'insegnante insieme, in una sorta di cooperativa dove la "cooperazione è tra pari". Ma la fonte principale di apprendimento teorico deriva dall'esperienza della vita quotidiana, dalla comunicazione e dalla cooperazione.
Nella scuola egli propone l'utilizzo di tecnologie allora ritenute moderne, come ad esempio la stampa tipografica grazie alla quale i ragazzi producono testi e giornalini di classe.
In particolare, 4 sono le attività principali sulle quali basa il suo insegnamento.
- Il testo libero, che sostituisce il testo imposto dal maestro con un titolo;
- Il calcolo vivente, che consiste nell'apprendimento dell'aritmetica e della matematica partendo da problemi matematici posti dalla vita di classe;
- Il giornale scolastico che combina creatività e attività intellettuale;
- Tipografia scolastica che è la vera e propria stampa del giornalino di classe.
Nelle 3 foto sopra Freinet con gli alunni
7 minuti di scrittura creativa.
Leggere, insieme in classe, da pag. 323 a pag. 325 (o da pag. 322 a pag. 324 della vecchia edizione) "Le tecniche e la loro nascita", brano tratto da "Le mie tecniche" di Freinet
EVVIVA GUARDARE QUESTO VIDEO
Molte immagini sono state tratte dalla Foundation Jean Piaget