4C Lsu as 2017 2018 pedagogia
Libro in adozione: Mariangela giusti, PEDAGOGIA, Ed. Deascuola
Dicembre 2017 UNITA' 7
Il diritto all'istruzione nel Settecento
UNITA' 7
Newton, Rousseau e Kant
Da pag. 154 a pag. 183
Prima di parlare di Rousseau ...
Una finestra sull'arte ...

Charles Gabriel Lemonnier, 1814, Musée des Beaux-Arts, Rouen, Francia: rappresenta la lettura della tragedia di Voltaire, in quel tempo esiliato, dal titolo "L'orfano della Cina" (1755), nel salotto di madame Geoffrin a Rue Saint-Honoré. I personaggi più noti riuniti intorno al busto di Voltaire sono Rousseau, Montesquieu, Diderot, d'Alembert, Buffon, Quesnay, Richelieu e Condillac
Una finestra sull'arte contemporanea ...

Biennale di Venezia 2017 "Arte Viva Arte": Performance, Padiglione della Tunisia:
Al Padiglione della Tunisia ci si mette in fila per avere un passaporto con l'impronta del proprio pollice: è un documento di viaggio universale che annulla ogni frontiera
Premessa "filosofica" (non dal testo in adozione)
Il 1700 è il secolo che vede la nascita dell'Illuminismo, il movimento culturale che esalta i "lumi della ragione" contro le "tenebre" del dispotismo e delle disuguaglianze. Si sviluppa in Francia con Montesquieu, Voltaire, Diderot, D'Alembert e Rousseau, e in Italia con Vico, Beccaria, Genovesi ecc.
Il motto è Sapere aude! Che tradotto letteralmente significa Osa sapere, ossia: abbi il coraggio di conoscere.
Si tratta di un motto latino, di Orazio del I sec. a.C., riportato da Kant nel 1784 per descriverne l'anima: nel 1700 la ragione non è più fossilizzata sui processi della conoscenza del mondo in generale, ma diventa mezzo per individuare modelli ideali e criteri di vita per il benessere concreto dell'uomo, con l'affermazione dei diritti civili di uguaglianza, libertà e fraternità, e del diritto alla felicità.
Il concetto di Storia muta: essa non è più la realizzazione di un piano divino, ma la realizzazione dell'uomo con i suoi sforzi, i suoi errori e i suoi successi.
Inoltre, si fa strada una netta distinzione tra "teismo", che ammette un Dio personale, trascendente, creatore e provvidente, e "deismo", che prescinde da ogni forma di rivelazione e ha come oggetto un Dio dimostrabile dalla ragione, un Dio che è semplicemente "motore meccanico" del mondo e che non interviene nei fatti degli uomini.
In Francia, la battaglia antireligiosa assume toni molto accesi: Mosè, Cristo e Maometto verranno definiti "i tre impostori". La religione sarà vista come mezzo per tenere i popoli nell'ignoranza e nella servitù.
Contesto storico pag. 158
L'Illuminismo, benché nato in Francia, interessa tutti gli Stati dell'Europa.
Nasce in Francia probabilmente per la situazione politica ed economica che lì si presentava particolarmente complessa:
in Francia vigeva la monarchia assoluta, e il re governava senza alcun controllo in quanto ritenuto sovrano per volere di Dio.
La società era ancora organizzata secondo criteri medioevali: era divisa in 3 stati, o classi:
Il Primo stato comprendeva il clero, con immense ricchezze e numerosissimi privilegi;
Il Secondo stato comprendeva i nobili che vivevano a corte, con vecchi diritti feudali a danno dei contadini;
Il Terzo stato comprendeva medici, avvocati, commercianti, artigiani e contadini; era la classe produttiva e maggiormente tassata.
Il lusso sfrenato a corte, per mantenere gli sfarzi del re, aveva portato la Francia sull'orlo della rovina.
Per far fronte alle spese esagerate, Luigi XVI aveva preteso dal clero e dalla nobiltà la rinuncia di alcuni privilegi, e dal terzo Stato aveva preteso ingenti somme di denaro da versare come tasse.
Tutto questo aveva prodotto un malcontento generale che aveva portato re Luigi XVI a convocare, il 5 giugno del 1789, l'Assemblea Generale (dei 3 Stati).
Subito dopo, il terzo Stato si riuniva da solo e si autoproclama in Assemblea Nazionale pretendendo una Costituzione dal re. Il re, insieme agli altri due Stati si opponevano e il 14 luglio il terzo Stato assaltava la Bastiglia, (il carcere simbolo della monarchia).
Dopo la presa della Bastiglia, il 26 agsto 1789 veniva stilata, dall'Assemblea Nazionale, la "Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino" che prevedeva la libertà di culto e di stampa, e l'abolizione del diritto feudale. Ecc...
Nel 1793 il re viene processato e, condannato a morte, viene decapitato.
Link Videoi
NB CURIOSITA': I TERMINI "DESTRA" E "SINISTRA", NELL'AREA POLITICA, DA DOVE NASCONO?
La distinzione tra "destra" e "sinistra" nell'arena politica nasce in Francia poco prima della Rivoluzione francese.
Nel maggio 1789 furono convocati gli Stati Generali dal Re di Francia, un'assemblea che doveva rappresentare le tre classi sociali allora istituite: il clero, la nobiltà e il terzo Stato.
Quest'ultimo si ordinò all'interno dell'emiciclo con gli esponenti conservatori capeggiati da Pierre-Victor Malouet che presero i posti alla destra del Presidente, i radicali di Honoré Gabriel Riqueti de Mirabeau quelli alla sinistra.
Questa divisione si ripresentò anche in seguito, quando si formò l'Assemblea nazionale. A destra prevaleva una corrente volta a mantenere i poteri monarchici, a sinistra stava la componente rivoluzionaria.
7.1 Che cosa si intende per Illuminismo: autori, idee, visioni del mondo
Da pag. 159 a pag. 162
Secondo alcuni studiosi tutti i temi dell'Illuminismo, ovvero la fiducia nella ragione, la sete di sapere e la lotta ai pregiudizi, sono contenuti ne "Il Flauto magico", ultima opera musicale composta da Wolfang Amadeus Mozart del 1791: una favola ambientata in un antico, irreale e fantasioso Egitto.
Digressione
La storia de "Il Flauto magico" racconta come il principe Tamino, aiutato dal fedele Papageno, combatte le forze del male e libera l’amata Pamina.
L’opera, propone i grandi sentimenti di umanità, di bontà, di fratellanza, ed è pervasa da simbolismi che riflettono i canoni del pensiero massonico: la contrapposizione uomo/donna, luce/ tenebre, bene/male, cielo/terra, fuoco/acqua; le Damigelle ed i Genietti, la Regina e Sarastro e infine il flauto d’oro di Tamino ed il modesto carillon di Papageno.
Personaggi principali: Opera "Il flauto magico" di Mozart
Tamino - Giovane principe egiziano
Pamina - Figlia della Regina della Notte
Astrifiammante - Regina della Notte, madre di Pamina
Sarastro - Gran Sacerdote del regno della Saggezza Pappageno - Uomo - Uccello Monastatos - Moro, carceriere di Tamina
Atto I
L'Opera inizia con le grida di aiuto di Tamino che, inseguito da un enorme serpente/drago, spossato, sviene.
In quel momento appaiono tre dame vestite di nero che, con le loro spade, atterrano il dragone (drago + pitone), poi vanno a riferire alla Regina Della Notte, Astrifiammante, loro padrona.
Vestito di piume, nelle sembianze dell'Uomo Uccello, Papageno entra in scena.
Tamino si risveglia, vede il serpente morto ai suoi piedi e pensa sia Papageno il suo salvatore che non nega il fatto, ma se ne sta vantando quando ritornano le tre dame che per punire il mentitore gli chiudono la bocca con un lucchetto.
Le dame portano il ritratto di Pamina, figlia della loro Regina, prigioniera dell'Incantatore Sarastro. Tamino vede il ritratto e si innamora di Pamina.
Preceduta da tre coppie di fulmini, arriva la Regina della Notte, che promette a Tamino la mano di sua figlia, se egli riuscirà a liberarla.
Le tre dame donano a Tamino un Flauto Magico, che dovrà sostenerlo durante le prove per liberare Pamina.
A Papageno, che deve accompagnare Tamino nella spedizione, viene tolto il lucchetto dalla bocca e gli viene donato un carillon fatato.
Guidati da tre ragazzi, Tamino e Papageno si incamminano verso il Tempio di Sarastro dove Pamina sta respingendo le impure attenzioni del Moro Monostatos.
Tentando di fuggire, Pamina sviene proprio quando sopraggiunge Papageno che, dopo aver messo in fuga Monostatos, rivela a Pamina che tra breve verrà a prenderla il principe Tamino.
Tamino, intanto arriva di fronte ai tre Templi, sui quali si legge "Tempio della Natura", "Tempio della Ragione", "Tempio della Saggezza" e, dopo aver bussato invano ai primi due Templi, vede aprirsi la porta del "Tempio della Saggezza".
Ne esce un vecchio prete che gli domanda cosa stia cercando, e lui risponde: "L'amore e la virtù".
"Impossibile", risponde il vecchio prete, "perché la vendetta brucia in te" e chiede "perché odi Sarastro?"
Tamino risponde "Perché ha rapito Pamina a sua madre" risponde Tamino e il vecchio prete replica "Ciò è vero, ma per delle ragioni che tu ignori. Quando la mano dell'amicizia t'introdurrà qui, tu capirai la verità".
Rimasto solo Tamino, sconcertato e disorientato, suona il suo flauto per Pamina che appare con Papageno, inseguiti da Monostatos.
Su un carro tirato da sei leoni, appare Sarastro che interrompe l'inseguimento e Monostatos, colpevole di aver insidiato Pamina, viene punito a bastonate.
Tamino e Pamina si abbracciano, ma Pamina non sarà ancora libera e Sarastro dice che se Tamino e Papageno vorranno entrare nel suo regno, dovranno purificarsi superando tre prove.
Così i due, con il volto velato, vengono sottoposti alle prove.
Atto II
Entra in scena un corteo di diciotto sacerdoti che vanno a sedersi davanti a una piramide, al centro di un boschetto di acacie.
Sarastro dichiara che Tamino si presenta con un cuore generoso per ricercare ciò a cui hanno votato la loro vita e manda un Oratore ad istruire Tamino.
Sarastro termina la sua orazione invocando Iside e Osiride affinché aiutino spiritualmente Papageno e Tamino, che nel vestibolo del Tempio, vengono interrogati da due Sacerdoti.
Tamino dichiara di aspirare alla conoscenza ed alla saggezza, mentre Papageno, desidera invece una piccola donna gentile.
Quindi iniziano la prima prova: dovranno stare in silenzio, qualunque cosa accada.
Il perfido Monostatos cerca di baciare Pamina, addormentata, ma viene allontanato dalla Regina della Notte che porge un pugnale alla figlia Pamina, la incarica di vendicarla uccidendo Sarastro perchè lei stessa è impotente in quei luoghi, perché il suo sposo morendo le lasciò i tesori materiali, ma diede a Sarastro il Settuplice Cerchio Solare.
Monostatos, avendo sentito il dialogo di madre e figlia, minaccia di rivelare l’intrigo se Pamina non l’amerà, ma Pamina supplica Sarastro di risparmiare sua madre, supplica inutile perché il Re non conosce la vendetta e, scacciato il cattivo sacerdote, spiega a Pamina con fare paterno, che l’amore, e non la vendetta, conduce alla felicità.
Papageno e Tamino intanto continuano a mantenere il silenzio; Papageno respinge le avances di un orribile vecchia che pretende avere 18 anni, mentre invece Tamino attira Pamina col suono del suo flauto; Pamina vorrebbe parlargli, ma Taomino, essendo sottoposto alla prova del silenzio, non le risponde.
Solamente Tamino che ha superato le prime prove con fermezza, sarà ammesso a continuare, mentre Papageno nel frattempo promette tenerezza e fedeltà alla vecchia che si trasforma all'istante in una attraente Papagena, simile in tutto a lui.
In un'altra scena vediamo tre giovani impedire a Pamina, disperata perchè crede di aver perso l'amore di Tamino, di uccidersi con lo stesso pugnale di sua madre: poi interviene un sacerdote che la tranquillizza e la rassicura della fedeltà di Tamino.
In un'altra scena due sacerdoti sorvegliano l'entrata dei sotterranei del Tempio: chiunque avanzi su questo cammino e non temerà la morte, verrà purificato dalla Terra, dall'Acqua, dall'Aria e dal Fuoco e risorgerà allora dalla terra verso il cielo.
Tamino risoluto a proseguire viene raggiunto dall'amata Pamina, che decide di accompagnarlo nelle ultime prove.
Lei gli racconta l'origine del Flauto Magico, eredità di suo padre, antico Maestro di una Fraternità Solare, che intagliò il flauto dalla radice di una quercia antica, in un'ora incantata, fra tuoni, fulmini e tempesta.
Tamino suona allora il flauto e in quel momento si scatenano le forze astrali, fiamme, ombre, bagliori si sprigionano, ma Tamino e Pamina, protetti in una invisibile piramide di energia, rimangono imperturbabili.
Per l'ultima volta appare Monostatos che si è alleato con la Regina della Notte, la quale con le tre dame tenta un ultimo attacco contro il tempio, ma in quel momento sorgono in piena gloria Sarastro, Tamino, Pamina, nella sacralità del santuario.
I complici ritornano nel loro tenebroso reame, sovrastati da un terribile fracasso e da tre potenti tuoni: la grande scena finale dove gli Iniziati accolgono Pamina e Tamino nel Tempio del Sole cantando "per voi risplende un nuovo giorno, senza più ombra né velo, poiché qui dove il cielo è sempre lieto, vi si riserva BELLEZZA, SAGGEZZA, AMORE ... per l'eternità".
Nel 1700 nasce un interesse vero e concreto per la diffusione della cultura:
L'educazione è al centro degli interessi degli illuministi;
Il filosofo Jean Jacques Rousseau, da alcuni considerato il padre della pedagogia moderna e contemporanea, scrive "L'Emilio", un'opera in cui espone le sue teorie pedagogiche.
Kant parla di una "pedagogia della ragione": l'educatore ha il compito di evitare che l'istinto prevalga sulla razionalità.
Nell'ultimo trentennio del 1700 si assiste a una fioritura di riforme scolastiche, da parte di filosofi e politici, che mirano a strappare al clero, soprattutto ai Gesuiti, il monopolio dell'istruzione.
Una delle pubblicazioni di diffusione culturale più interessanti dell'Illuminismo è "L'Enciclopedia", un Dizionario ragionato delle scienze, delle arti e dei mestieri, in 27 volumi, diretto da due dei principali esponenti dell'Illuminismo francese: Denis Diderot e Jean D'Alembert.
Dopo la pubblicazione dei primi 2 volumi, nel 1751, nascono le prime polemiche e, dopo la pubblicazione del 7° volume, nel 1759, arriva la condanna regia e papale. D'Alembert si ritira e Diderot rimane solo nella preparazione degli altri volumi. L'ultimo viene pubblicato nel 1772.
L'Enciclopedia si apre con un discorso preliminare di D'Alembert.
Durante l'Illuminismo, non meno importanti dei temi culturali sono i temi politici:
Nel 1748 CharlesLouis de Secondat barone di Montesquieu pubblica "Lo spirito delle leggi" teorizzando, come condizione indispensabile per la conservazione della libertà, la divisione dei poteri legislativo, esecutivo e giudiziario.
Nel 1764 in Italia Cesare Beccaria scrive "Dei delitti e delle pene", due anni dopo tradotto in francese;
Nel 1764 il milanese Pietro Verri inizia a pubblicare la rivista "Il Caffè";
Nel 1763 Giovanni Parini scrive "Il Giorno".
L'1 marzo 2018 la studentessa Asia Agostinelli, Quarta C a.s. 2017/2018, ha presentato alla classe L"Illuminismo", in PowerPoint riportato, insieme ai lavori degli altri studenti, in fondo alla pagina
7.2 La scuola nel periodo della rivoluzione francese
Da pag. 162 a pag. 163
Come già detto, nell'ultimo trentennio del 1700 si assiste a una fioritura di riforme scolastiche, da parte di filosofi e politici, che mirano a strappare al clero, soprattutto ai Gesuiti, il monopolio dell'istruzione.
La pedagogia degli illuministi si scaglia contro i collegi in quanto questi non danno abbastanza peso alla scienza e hanno una didattica troppo autoritaria che non abitua alla responsabilità individuale.
I collegi, così, lontani dalla nuova cultura, diminuiscono.
Cominciano a fiorire scuole tecniche senza arrivare tuttavia, né in Francia né in Inghilterra, né in Italia, a costituire piani organici di insegnamento.
Diderot viene incaricato, dalla regina Caterina II di Russia, di elaborare una Riforma di istruzione per la Russia: Diderot progetta una scuola basata sul criterio dell'utilità, con discipline indispensabili a tutti nei gradi inferiori dell'istruzione, e con discipline utili soltanto a gruppi più circoscritti di cittadini, per esempio con le lettere classiche, per i gradi superiori.
La teorizzazione di Diderot si basa sull'idea che la scuola debba avere la finalità di preparare alla vita quotidiana.
In Italia, ma solo in alcuni Stati, si attuano riforme che interessano l'istruzione: nel Ducato di Parma, nel Ducato di Milano e nel Granducato di Toscana.
BREVE INTRODUZIONE SU ROUSSEAU (tratta non dal libro in adozione)
VITA (filosofica)
Rousseau nasce a Ginevra nel 1712 da una famiglia modesta. La madre muore dandolo alla luce. Viene affidato a numerosi tutori.
Ha una vita molto travagliata, agiata e ricca di amicizie, di viaggi e di incoerenze (ad esempio: è uno dei maggiori pedagogisti ma poi affida i suoi 5 figli alla carità pubblica).
Soffre di disturbi psichici e di manie di persecuzione.
Per alcuni aspetti è considerato una figura isolata dell'Illuminismo in quanto vede nella scienza la causa dell'infelicità tuttavia proprio l'esigenza di un cambiamento della società lo lega all'Illuminismo.
Trascorre periodi della sua vita in Inghilterra (ospite di Hume, con il quale avrà degli scontri), a Ginevra, in Piemonte, in Svizzera, Parigi, Venezia, Lussemburgo, poi di nuovo a Parigi e a Ermenonville, dove muore nel 1778 a 66 anni.
Le opere più importanti:
1 - "Discorso sulle scienze e le arti", scritto nel 1750 per un concorso bandito dall'Accademia di Digione, dal tema: "In quale modo le scienze hanno contribuito a cambiare gli usi e la morale degli uomini". Rousseau vince il concorso e ottiene grande notorietà;
2 - "Discorso sull'origine e i fondamenti della disuguaglianza tra gli uomini" scritto nel 1754, in risposta a un nuovo quesito posto dall'Accademia di Digione nel 1753: "Qual è l'origine della disuguaglianza tra gli uomini";
3 - "La Nuova Eloisa" pubblicata a Londra nel 1760 e a Parigi nel 1761;
4 - "Il Contratto sociale", scritto nel 1762;
5 - "L'Emilio", scritto nel 1762 e condannato dall'arcivescovo di Parigi perché "atto a distruggere i fondamenti della fede cristiana".
CONTENUTO DELLE OPERE (filosofiche)
1 - Nel "Discorso sulle scienze e le arti", in risposta al bando di concorso del 1750, Rousseau afferma che "le scienze e le arti, lungi dal purificare i costumi, hanno contribuito a corromperli".
2 - Nel "Discorso sull'origine e i fondamenti della disuguaglianza tra gli uomini", Rousseau distingue tre STATI:
Lo STATO DI NATURA;
lo STATO PATRIARCALE;
lo STATO ATTUALE.
Così scrive: "Tutti ... hanno trasferito nello STATO DI NATURA idee prese dalla società: parlavano dell'uomo selvaggio e dipingevano l'uomo civilizzato" (è chiaro il riferimento a Hobbes).
Rousseau dipinge l'uomo di natura, nello STATO DI NATURA, non come "homo homini lupus" ma come un uomo che vive in uno stato di "ignorante felicità" e di innocenza; un uomo né buono né cattivo; un uomo che vive in uno stato di autarchia, libertà e indipendenza, con contatti solo sporadici con i suoi simili; un uomo che ha "amore di sé", da non confondere con "l'amor proprio" che invece ispira il male; un uomo senza guerra, senza legami, senza linguaggio e senza occupazione; un uomo a cui non manca nulla.
In uno stato simile, che cosa induce l'uomo a cambiare la sua condizione e a passare dallo STATO DI NATURA allo STATO PATRIARCALE?
"Dal momento in cui un uomo ebbe bisogno dell'aiuto di un altro", per superare le annate sterili, gli inverni rigidi, le estati torride o la ferocia degli animali, "l'uguaglianza scomparve" con una prima rivoluzione, che lo porterà a inventare il linguaggio e a formare la famiglia e i primi nuclei tribali, e una seconda rivoluzione, che lo porterà a lavorare i metalli, a coltivare i terreni e, soprattutto, alle prime recinzioni dei terreni, con la distinzione tra il "mio" e il "tuo", e, dunque, alla proprietà privata.
Dallo STATO PATRIARCALE allo STATO ATTUALE il passaggio è breve; quest'ultimo non è che un accrescimento dell'idea di proprietà, con una prima divisione, quella tra ricchi e poveri, e un patto iniquo che il ricco propone al povero.
3, 4, 5 - Di qui la necessità di un progetto di un nuovo STATO, tema delle tre opere della maturità, "La Nuova Eloisa", "Il Contratto sociale" e "L'Emilio" in cui Rousseau stabilisce le condizioni per le quali la famiglia, la società e l'individuo possono uscire dalla degenerazione artificiale in cui sono caduti e "tornare alla natura".
"La Nuova Eloisa" è una raccolta di 136 epistole di vari personaggi. Narra la vicenda di due giovani amanti contrastati dai parenti.
L'opera è fondata sulla libera scelta degli istinti naturali.

Personaggi: Giulia, figlia del barone d'Etange; sua cugina Clara; il giovane precettore di Giulia, Saint-Preux; milord Edward Bomston, suo amico; d'Orbe, futuro marito di Clara; Wolmar, che sposerà Giulia.
Sinossi: Ambientato a Vevey, in Svizzera, il testo ricorda nel titolo l'infelice amore che in epoca medievale unì Eloisa al filosofo Abelardo, suo maestro, situazione analoga a quella delineata nella vicenda del reciproco sentimento che lega Giulia al suo precettore Saint-Preux.
Il romanzo abbraccia un periodo di circa dodici anni, e inizia con l'incontro dei due protagonisti in casa del barone d'Etanges, padre di Giulia.
Saint-Preux non è nobile e questo, nonostante fra i due giovani esista una forte intesa spirituale, costituisce un ostacolo insormontabile.
Giulia dapprima cerca di resistere all'amore, poi cede, ma quando il padre stabilisce di darla in moglie al signor di Wolmar, i due decidono di separarsi.
Saint-Preux, disperato, s'imbarca su una nave inglese per una spedizione intorno al mondo. Nel matrimonio, Giulia, dopo aver dato alla luce due figli, sembra raggiungere la pace interiore e abbandonare ogni desiderio di riallacciare la relazione con il suo amante.
Dopo sei anni Saint-Preux ritorna e Wolmar lo invita a casa sua: il marito di Giulia è un uomo saggio e distaccato, che conosce l'amore che ha legato la moglie all'istitutore, per cui, confidando nella virtù di lei e convinto di poterla rendere felice assicurandole quella pace e quell'innocenza che le sono più necessarie della passione, organizza una vita a tre che dura qualche mese.
In questo periodo Giulia e Saint-Preux resistono a un sentimento ancora violento, ma sublimato dalla virtù.
Dopo che Giulia tenta invano di farlo sposare con la cugina Clara, l'istitutore riparte, ma poco dopo viene raggiunto da una lettera di Clara, che lo informa che la donna, tuffatasi nelle gelide acque del lago per salvare uno dei suoi bambini, si è ammalata e sta per morire.
Nella sua ultima lettera Giulia gli confessa di non aver mai cessato di amarlo e gli affida l'educazione dei figli.
"L'Emilio" è la storia dell'educazione di un fanciullo.
Digressione:
La storia dell'"Emilio" può essere paragonata a quella contenuta nel film "Il signore delle mosche" di Peter Brook, 1963
Trama del film "Il signore delle mosche":
A seguito di un incidente aereo, un gruppo di studenti membri di un coro musicale, si ritrova naufrago su un’isola deserta del Pacifico, luogo ameno e paradisiaco, totalmente isolato dalla civiltà moderna.
Sono ragazzi fra i 6 e i 12 anni, completamente soli e senza l’aiuto di un adulto.
L'1 marzo 2018 la studentessa Giada Del Romano, Quarta C a.s. 2017/2018, ha presentato alla classe "La scuola nel periodo della rivoluzione francese", in PowerPoint riportato, insieme ai lavori degli altri studenti, in fondo alla pagina
7.3 L'educazione come processo naturale e come arte: Rousseau e Kant
Da pag. 164 a pag. 173
ROUSSEAU e il suo modello educativo delineato nell'Emilio.
Da pag. 164 a pag. 171
Jean-Jacques Rousseau ritratto da Maurice Quentin de La Tour intorno al 1750-1753.
Il modello educativo di Rousseau è delineato nell'opera "L'Emilio", in 5 libri.
Rousseau si colloca in una posizione apparentemente contraddittoria: distante dall'Illuminismo in quanto attribuisce scarsa importanza alla scienza, è legato all'Illuminismo per la sua polemica contro la società del suo tempo, tipica degli Illuministi.
Inoltre, a volte sembra porre le basi di un discorso assai democratico, altre volte di un discorso assolutistico.
Egli stesso è consapevole di queste possibili e opposte interpretazioni e, dunque, avverte di non isolare alcuni elementi rispetto ad altri, ma di leggere le sue opere guardandole nel complesso, come tentativo di indicare una via di rigenerazione della società.
"L'Emilio" è la storia dell'educazione di un fanciullo-allievo immaginario, del quale Rousseau ipotizza di essere il precettore.
In questo libro Rousseau oppone all'educazione tradizionale, che opprime e distrugge la natura originaria dell'uomo, un'educazione che ha come fine il rafforzamento di tale natura.
Alla base c'è la convinzione che l'uomo è fondamentalmente buono: "di ciascun vizio - egli scrive - è possibile rintracciare l'origine nella società".
Il messaggio che Rousseau vuole lasciare è che, poiché l'uomo è buono per natura, occorre fin dall'infanzia proteggerlo dalla degenerazione e dalla corruzione che regna nel mondo della cultura e nelle strutture sociali.
La "civiltà", con la divisione del lavoro e le specializzazioni, ha creato una rete di dipendenze reciproche che hanno distrutto libertà e uguaglianza.
Il trattato così si apre:
"Tutto è bene quando esce dalla mani dell'Autore di tutte le cose, tutto degenera fra le mani dell'uomo: ... l'uomo costringe un albero a portare i frutti di un altro albero, mischia e confonde climi ..., mutila il cane, il cavallo, lo schiavo. Capovolge ogni cosa ... Non vuole nulla secondo natura, nemmeno l'uomo: deve domarlo, per sé, ... formarlo a modo suo come un albero del suo giardino. ..,".
Il suo allievo, Emilio, avrà le seguenti caratteristiche:
- sarà francese, in quanto la Francia, essendo una zona temperata, è in grado di produrre un "tipo umano" armonico, versatile e intelligente;
- sarà ricco;
- sarà nobile;
- sarà orfano.
Nel trattato, Rousseau privilegia la forma del dialogo, grazie alla quale si rivolge ai lettori proponendo teorie e idee a sfondo pedagogico: tutto ciò si traduce in azioni concrete quando Rousseau, in veste di maestro, costruisce scenari e fornisce occasioni di scoperte e invenzioni per il suo allievo immaginario, il quale dovrà risolvere ogni problema con l'aiuto delle proprie sole conoscenze.
Rousseau rende chiaro l'obiettivo della sua opera:
se si vuole cambiare l'uomo per cambiare la società, bisogna cambiare l'educazione.
Di qui l'importanza dell'isolamento del fanciullo, che non dovrà imparare nulla dai libri, che non dovrà fare nulla perché gli è stato detto. Egli dovrà sperimentare da solo e, soprattutto, dovrà essere impiegato nei lavori manuali perché attraverso l'attività delle mani possa sviluppare il suo spirito:
si avrà, in questo modo, un filosofo che crede di essere un operaio ma in realtà è un filosofo.
E, in questo modo, il fanciullo acquisirà il concetto di libertà e la capacità di giudizio.
Solo quando sarà libero di giudicare, si risveglierà in lui anche il senso religioso, tema che Rousseau affronta nel libro IV distinguendo una religione naturale, basata sulla credenza in Dio e nell'immortalità dell'anima esclusivamente determinata dal sentimento, e una religione civile che è invece l'insieme di riti, culti e dogmi fissati dallo Stato, e che ciascun individuo è comunque costretto a seguire, pena la morte.
Rousseau parla di "educazione naturale".
In che cosa consiste?
1) Per prima cosa, il bambino deve essere sottratto all'azione depravatrice della società.
Rousseau suggerisce, quindi, di sistemarlo in campagna.
Solo quando l'uomo sarà formato e fortificato, potrà diventare un buon cittadino e affrontare la vita sociale.
2) In secondo luogo, è necessario conoscere le diverse età evolutive psicologiche.

Secondo Rousseau non si può pensare che ci sia un'educazione valida per tutte le età.
Non bisogna accelerare il processo educativo.
Non si devono proporre cose per le quali il bambino non è ancora maturo.
Quindi occorre determinare quello che i bambini sono in grado di imparare (invece la scuola tradizionale si preoccupava di insegnare ciò che interessava agli uomini).
Una nuova tecnica è quella di basarsi su un interesse che può sorgere sulla base di un bisogno.
Rousseau propone, in questo modo, una "educazione negativa" in cui niente deve venire dall'esterno con l'imposizione, ma tutto dall'interno, ad esempio non insegnare la virtù e la verità ma allontanare il cuore dal vizio e la mente dall'errore.
La virtù, secondo Rousseau, non nasce nell'uomo se non attraverso lo sforzo contro gli ostacoli e le difficoltà esterne. Quando Emilio si innamorerà di Sofia, il precettore gli imporrà un lungo viaggio perché la separazione da lei possa insegnargli a dominare le proprie passioni.
Secondo Rousseau, l'insegnamento tradizionale non solo non promuove la capacità di ragionare ma addirittura la indebolisce:
NON E' IMPORTANTE AVERE UN RICCO BAGAGLIO DI NOZIONI MA, FORMARSI UN'INTELLIGENZA IN GRADO DI ACQUISIRLE.
"Emilio"
Libro Primo - La prima infanzia
Nel Libro Primo Rousseau indica i 3 maestri dell'educazione:
- La natura: provvede allo sviluppo degli organi e allo sviluppo interno delle facoltà. Su questa l'uomo non può intervenire;
- Gli uomini: insegnano l'uso delle nostre facoltà. Intervengono in modo determinante;
- Le cose: insegnano ad acquisire le esperienze. Su queste l'uomo può influire solo in parte.
Il giovane dovrà assecondare in modo armonico i suoi tre maestri, ponendo attenzione agli uomini e parzialmente alle cose.
Rousseau elenca una serie di errori impartiti dall'educazione tradizionale, ad esempio:
- il ricorso alle balie, le quali badano più ai propri interessi che alla giusta formazione del carattere; il primo nutrimento, invece, dovrebbe essere responsabilità esclusiva della madre;
- l'uso delle fasciature, che costringe a una mobilità assurda, limitando la libertà di movimento;
- le eccessive cure, precauzioni, lusinghe e minacce, che fanno diventare il bambino capriccioso e prepotente.
Il bambino ha un suo modo di esprimersi, fatto di suoni, pianto e mimica, attraverso cui comunica agli adulti che non è a suo agio.
Secondo Rousseau l'errore degli adulti è quello di preferire vezzeggiare o minacciare il bambino, anziché cercare il motivo del suo pianto ed eliminarlo.

Inoltre, nel primo libro, Rousseau dà ampio spazio al tema dell'apprendimento del linguaggio. Solo gradualmente, seguendo le tappe dello sviluppo, il bambino imparerà a usare le parole. Compito dell'educatore sarà quello di non forzare tale apprendimento:
Rousseau condanna la smania di insegnare a parlare troppo presto perché questo potrebbe comportare, nella mente del piccolo, di fissare parole e frasi con un significato diverso da quello reale.
All'inizio bisogna usare poche parole, che corrispondono a oggetti da poter mostrare.
Sono da evitare correzioni puntigliose ed eccessive, perché il bambino si correggerà da solo nel sentir parlare correttamente l'educatore.
"Emilio"
Libro Secondo- La seconda infanzia fino ai 12 anni

Va dai 3 ai 12 anni.
E' il periodo detto anche "dell'educazione dei sensi":
- dovrà imparare a sopportare il dolore;
- dovrà imparare ad essere libero e felice.
Così si legge:
"Se il bambino cade ... invece di precipitarmi da lui con aria allarmata, me ne starò tranquillo almeno per un po'.
Il male è fatto, che lo sopporti è una necessità."
Emilio verrà lasciato libero di muoversi e di agire; le cadute e i piccoli sbagli gli permetteranno di conoscere e dominare il dolore; la vita all'aria aperta e il libero esercizio del corpo, attraverso il gioco e i piccoli lavori manuali, lo renderanno più sano e vigoroso.
In questa fase, è opportuno che Emilio si formi l'idea della proprietà come diritto fondato sul lavoro.
Per questo Rousseau spinge il ragazzo a seminare nel terreno del giardiniere, abusivamente, e incarica il giardiniere di estirpare le piante nate.
In questo modo Emilio sperimenterà il dolore per la perdita del frutto delle sue fatiche, e comprenderà che il rispetto della proprietà, da parte degli altri, ha come contropartita il rispetto che egli stesso dovrà portare alla proprietà altrui.
Il lavoro e il gioco sono per Emilio, in questa fase, ugualmente divertenti.
Inoltre, fino a 12 anni Emilio non dovrà sapere che cos'è un libro.
Imparerà a leggere solo quando avrà appreso l'utilità della lettura.
"Emilio"
Libro Terzo - Dai 12 ai 15 anni
E' l'età dell'istruzione e dell'utilità.
E "Robinson Crusoe" è il primo libro che deve essere letto.

Il 3 APRILE 1660 Nasce a Londra lo scrittore Daniel Defoe, da molti indicato come il padre del romanzo inglese. Defoe è l’autore delle avventure di Robinson Crusoe, testo celeberrimo, che, dopo la Bibbia, vanta il maggior numero di edizioni. Nello scrivere la storia di Crusoe, Defoe si ispira alla storia vera di un marinaio, Alexandre Selkirk, abbandonato nel 1705 sull’isola di Juan Fernandez, al largo del Cile, e ritrovato solo quattro anni più tardi in uno stato quasi selvaggio.
In questo periodo Emilio dovrà acquisire il significato della parola "utile" imparando a chiedere, di ogni oggetto, a che cosa serve.
Il maestro allenerà Emilio a cercare in se stesso i mezzi di indagine, e a non ricorrere ad altri: egli dovrà trovare da solo le soluzioni ai problemi.
Dovrà essere emulo solo di se stesso:
devrà spingersi a saltare un fosso più largo, a portare un peso sempre più gravoso, a lanciare un sasso a una distanza sempre maggiore.
Durante questi anni, Emilio affronterà il suo primo libro:
"Robinson Crusoe" di Daniel Defoe, il romanzo narra di uomo che da solo, con le proprie forze, riesce a sfuggire a situazioni complicate e a superare le avversità della vita, sviluppando quell'autonomia e quella capacità di risoluzione che in Emilio si vogliono promuovere.
In questa fase avrà inizio il lavoro inteso non più come gioco: due, tre volte a settimana, Emilio trascorrerà l'intera giornata presso un falegname, la cui attività è quella che più avvicina l'uomo al suo stato di natura, mangiando alla sua tavola e vivendo a contatto con la sua famiglia.
Il falegname lavora con le proprie mani, è indipendente dalla fortuna e dagli uomini, dipende solo dal suo lavoro ed è per questo che è da considerare un uomo libero.
Per Rousseau fondamentale è la comprensione del valore umano ed educativo del lavoro: lavorare è un dovere indispensabile per l'uomo sociale, ricco o povero che sia. Un'ora di lavoro permette di insegnare e apprendere molto più di quanto potrebbe fare un'intera giornata di spiegazioni teoriche.
In questa fase Emilio più che istruito è un ragazzo aperto all'istruzione.
"Emilio"
Libro Quarto - Dopo i 15 anni
E' il periodo dai 15 ai 20 anni.
E' una specie di seconda nascita, in cui Emilio sperimenta l'amore di sé e la questione della religione, ma anche l'educazione del gusto.
Non si tratta di ragionare sulla natura di Dio, perché il pensiero umano è insufficiente a capirlo.
E' necessario ammettere l'esistenza di un'altra vita nella quale i buoni siano felici.
La guida della vita pratica deve essere la coscienza.
In questo periodo la natura di Emilio è come divisa: da una parte l'uomo tende a elevarsi verso l'Eterno, dall'altra si abbassa alla materia e alla passione.
Il precettore sarà molto attento a non favorire in Emilio l'insorgere precoce e incontrollato delle passioni, aiutandolo a evitare le occasioni che potrebbero tentarlo.
Rousseau espone anche il tema della religione: egli sostiene che le diverse religioni non sono altro che variazioni del Credo fondamentale; Emilio, quindi, non verrà educato a una religione specifica, ma sarà messo nelle condizioni di poter scegliere, con l'uso della ragione, la propria.
L'educazione del gusto contempla, invece, momenti di lettura di libri piacevoli.
Emilio studierà l'italiano, il latino e il greco, che gli consentiranno di apprezzare la bellezza della poesia e del teatro.
"Emilio"
Libro Quinto - La virilità
Il quinto libro tratta dell'educazione femminile, in particolare di Sofia, futura moglie di Emilio.
Rousseau si serve della figura di Sofia per descrivere ciò che la donna ideale deve possedere in termini di doti umane, e come debba essere educata.
Sottolinea la differenza tra l'educazione femminile e quella maschile: la donna viene vista come una figura debole e passiva il cui scopo è sposarsi e procreare, dipendente dal suo compagno.
L'uomo, invece, è forte e ogni suo bisogno deve essere soddisfatto dalla donna, tuttavia dipende da lei per saziare i propri desideri. Rousseau però riconosce che vi sono qualità di alta dignità attribuibili alla donna e in particolare a Sofia quali la cura, l'intelligenza, la gaiezza, lo spirito religioso, il pudore, la scaltrezza e l'amore della casa e della famiglia.
Anche l'educazione di Sofia è di tipo naturale.
Emilio e Sofia dovranno compiere alcuni viaggi per mettere alla prova il loro amore, imparando il valore della fedeltà.
In questo periodo Emilio svilupperà anche la sua formazione politica di stampo democratico.
Solo dopo i due potranno sposarsi e dar vita a una nuova famiglia; qui finirà il compito del precettore nei confronti di Emilio, il quale diventerà egli stesso l'educatore del proprio figlio e un modello per i cittadini.
Il libro si conclude con la visita che Emilio fa al suo maestro, per annunciargli la sua imminente paternità.
Rousseau è il primo ad aver proclamato i diritti dell'infanzia:
"Amate l'infanzia!"
Leggere insieme da pag. 174 a pag. 175 il brano dal titolo "La funzione dell'educazione" tratto dall'"Emilio" di Rousseau
kant
Da pag. 172 a pag. 173
Ritratto di Kant eseguito da Charlotte Amalia Keyserling nel 1755
Kant nasce nel 1724 a Königsberg, allora capitale della Prussia Orientale, tra Polonia e Lituania.
E' il quarto di undici figli dei quali solo cinque raggiungono l'età adulta.
Alto solamente un metro e cinquanta, sua madre lo chiama manelchen, "ometto".
Il padre, Johann Georg Kant, è un sellaio originario di Memel, a quell'epoca città prussiana e oggi Klaipėda, in Lituania.
La madre, Anna Regina Reuter, proviene da una famiglia originaria di Norimberga.
Kant condivide, con molti illuministi tedeschi, origini povere.
La maggior parte della sua biografia è conosciuta grazie all'epistolario con gli studenti, i colleghi, gli amici e i parenti; esso contiene interessanti dettagli sui rapporti intercorsi con alcune importanti personalità del secolo, e le prime reazioni suscitate dal suo pensiero.
Kant non ha scritto opere di pedagogia.
Il suo pensiero pedagogico lo troviamo in un breve trattato dal titolo "Pedagogia", pubblicato nel 1803: si tratta di una raccolta di appunti presi da un suo allievo, Teodoro Rink, durante le lezioni che Kant ha tenuto all'università di Königsberg tra il 1776 e il 1787.
La forma letteraria è molto diversa da quella delle altre opere, proprio perché si tratta di appunti: i periodi sono brevi e frammentari, c'è abbondanza di esempi non sempre rigorosi.
Secondo Kant conoscere non significa ricevere dati, ma significa elaborarli.
Formare un educando significa valorizzare le sue facoltà cognitive e razionali.
Per Kant l'educazione ha lo scopo di realizzare nell'uomo l'essenza razionale e morale, conducendolo dall'animalità all'umanità.
Kant sostiene che se gli uomini si fossero fermati alla "vita di natura" cara a Rousseau, i loro talenti sarebbero rimasti in germe.
Kant parla di capacità naturali, di germi, che l'educazione deve sviluppare. Ma tali capacità non sono relative all'uomo in quanto essere naturale, ma in quanto essere razionale.
L'educazione è un processo non spontaneo che richiede sforzo, fatica e arte.
L'educazione consta di 3 momenti:
- L'allevamento;
- La disciplina;
- La cultura.
L'allevamento
La crescita fisica dell'uomo presuppone qualcosa di diverso rispetto alla crescita fisica dell'animale; presuppone l'allevamento:
Mentre la natura predispone ogni cosa per la crescita di un animale, salvaguardando sia la sua vita sia lo sviluppo delle sue capacità, per l'uomo non predispone nulla e, se fosse abbandonato, morirebbe, e quindi ha bisogno di essere allevato.
Ma questo allevamento deve avvenire tenendo conto della destinazione morale, e quindi deve indurire e rafforzare il corpo, cioè prepararlo alla disciplina e alla cultura.
La disciplina
La disciplina svincola l'uomo dall'animalità.
Attraverso la disciplina l'uomo deve comprendere che ci sono regole alle quali deve sottostare.
La cultura
Per Kant la cultura è l'istruzione e la formazione delle abilità.
E' cultura fisica, cultura dell'anima e cultura morale:
E' fisica come capacità di movimenti; dell'anima come formazione intellettuale ed esercizio dell'intelligenza; morale come insegnamento ad agire servendosi delle massime. Le massime sono come leggi. Bisogna far capire ai bambini, fin dall'infanzia, l'idea del bene e del male.
Un aspetto della moralità è la religiosità.
La religione deve fondarsi sulla morale e non viceversa.
Dio è legislatore nel senso che è colui che fa valere la legge.
Dunque una religione che non si fonda sulla coscienza morale sarebbe una pura superstizione.
L'uomo per natura non è né buono né cattivo.
Diventa buono solo in virtù dell'educazione morale.
Leggere insieme da pag. 176 a pag. 177 il brano dal titolo "Cosa s'intende per educazione" tratto dalla "Pedagogia" di Kant.
L'1 marzo 2018 la studentessa A. A. a.s. 2017/2018, ha presentato alla classe "L'Illuminismo", in PowerPoint
L'1 marzo 2018 la studentessa G. D. R. a.s. 2017/2018, ha presentato alla classe "La scuola nel periodo della rivoluzione francese", in PowerPoint