5 C LSU as 2018 2019 Sociologia
Libro in adozione: Vincenzo Matera, Angela Biscaldi, SOCIOLOGIA IL MANUALE DI SCIENZE UMANE, Ed. Deascuola
Mese aprile 2019 UNITA' 6 vecchia edizione
Il lavoro e le politiche sociali
UNITA' 6 (vecchia edizione) = UNITA' 5 (nuova edizione. Tuttavia nella nuova edizione il titolo dell'unità 5 è "Le politiche sociali" perché manca tutta la parte relativa al lavoro)
6.1 Il lavoro (vecchia edizione)
da pag. 274 a pag. 290
(Il capitolo sul lavoro - da pag. 274 a pag. 290 - non è presente nella nuova edizione)
Le caratteristiche della società industriale pag. 274 (solo vecchia edizione)
Nella nostra società sembra ovvio che chi presta il proprio lavoro debba ricevere una retribuzione in denaro. Ma in passato non era così. In passato non ricevevano remunerazione alcuna né gli schiavi, né i servi dell'età medioevale.
Il salario (compenso per la prestazione di un'opera) comincia ad essere in uso con l'avvento della prima rivoluzione industriale (la rivoluzione industriale ha origine in Inghilterra nella seconda metà del 1700 grazie all'invenzione della spoletta volante nel settore tessile e all'invenzione della macchina a vapore, con la conseguente costruzione delle ferrovie. Le fabbriche verranno costruite vicino ai corsi d'acqua).
Diversamente dallo schiavo e dal servo, il salariato è un uomo giuridicamente libero.
Con la rivoluzione industriale si assiste a un cambiamento le cui caratteristiche principali sono:
- l'urbanizzazione: i contadini, attratti dalla città, abbandonano le campagne per andare a lavorare in fabbrica, perché le prospettive di vita appaiono migliori;
- la formazione delle classi: Marx parlerà di 2 classi, di borghesia e proletariato;
- un miglioramento generale delle condizioni di vita;
- prime forme del welfare;
- prime forme di mobilità sociale: il destino, che un tempo sembrava segnato e immodificabile, con l'industrializzazione appare modificabile, per sé e per i propri figli.
Il concetto di mercato da pag 275 a pag. 276 (solo vecchia edizione, non presente nella nuova edizione)
Il mercato, secondo la definizione dell'economia politica, è l'insieme di domanda e offerta.
Sono questi due elementi, domanda e offerta, a determinare il prezzo di una merce:
LEGGERE
"Se molte persone sono interessate ad acquistare un certo prodotto, mentre sono poche quelle che lo vendono, il suo prezzo tenderà a salire, tanto da indurre nuove imprese ad avviarne la produzione. Ciò porterà a un momento in cui l'offerta di quel bene sarà nuovamente in equilibrio, il che farà invertire la tendenza al rialzo dei prezzi.
Se, viceversa, un prodotto è venduto da molte persone, e sono poche quelle interessate a comprarlo, il suo prezzo scenderà fino a quando anche la sua produzione inizierà a diminuire e questo porterà l'offerta a tornare gradualmente in equilibrio con la domanda, consentendo di nuovo il rialzo dei prezzi". (Jean-Baptiste Say)
Il mercato, quindi, appare come un sistema che si autoregola: questa legge, basata sulla autoregolazione, è stata teorizzata dall'economista francese Jean-Baptiste Say (economista francese 1767-1832).
Anche il lavoro ha un mercato
Il mercato del lavoro tra liberismo economico e regolamentazione da pag. 276 a pag. 277 (solo vecchia edizione, non presente nella nuova edizione)
L'economista inglese Adam Smith, nato a Edimburgo nel 1723, è considerato il "padre del liberismo economico": la sua filosofia è orientata al libero scambio e al libero mercato. Egli sostiene che lo Stato deve garantire la proprietà privata e la concorrenza.
Nel 1776 pubblica "La ricchezza delle nazioni" in cui indaga sulle cause della ricchezza delle nazioni.
Secondo Smith la causa del progresso sembra risiedere nella "divisione del lavoro".
Così scrive nel libro:
LEGGERE
"Io ho visto una piccola manifattura...dove erano impiegati soltanto dieci uomini e dove alcuni di loro, di conseguenza, compivano due o tre operazioni distinte. Ma, sebbene fossero molto poveri e perciò solo mediocremente dotati dei macchinari necessari, erano in grado, quando ci si mettevano, di fabbricare, fra tutti,...più di quarantottomila spilli al giorno. Si può dunque considerare che ogni persona, facendo la decima parte di quarantottomila, fabbricasse quattromilaottocento spilli al giorno. Se invece avessero lavorato tutti in modo separato e indipendente e senza che alcuno di loro fosse stato previamente addestrato a questo compito particolare, non avrebbero certamente potuto fabbricare neanche venti spilli per ciascuno"
NB Il sistema di divisione, però, è valido nel lavoro di manifattura mentre pare non esserlo nell'agricoltura.
Smith parla, come farà Marx, di "valore d'uso" e "valore di scambio" (vedi, nella sezione della filosofia, in questo sito, l'unità su Marx)
La teoria di Adam Smith, tuttavia, non può essere applicata al mercato del lavoro dove la "merce" è rappresentata dall'attività di un uomo e, in quanto tale, deve essere tutelata da particolari leggi.
I primi movimenti operai nati in Inghilterra, luogo di nascita della rivoluzione industriale, hanno lottato contro le posizioni liberiste in quanto il lavoro non è una merce come le altre.
Nel lavoro, infatti, devono essere tutelati i diritti dell'uomo: diritti alla malattia, alla gravidanza, al riposo durante i turni, alle ferie. Il mercato del lavoro non deve trasformasi in una sorta di schiavitù nella quale vengono sfruttati i bambini, nella quale non esistono orari, nella quale si perde il lavoro o si fa lavorare chi è disponibile al salario minore.
Leggere a pag. 278 "Il lavoro minorile" e poi vedere i video sotto linkati (solo nella vecchia edizione, non presente nella nuova edizione)
Leggere a pag. 279 "Laboratori cinesi, tra lavoro nero e immigrazione irregolare" e poi vedere i video sotto linkati (solo nella vecchia edizione, non presente nella nuova edizione)
Pag. 281: Il crollo della borsa di Wall Street del 24 ottobre 1929 (solo nella vecchia edizione, non presente nella nuova edizione)
Riassunto tratto da "ovovideo": New York. Martedì 29 ottobre 1929. Crolla la borsa di Wall Street. È l’inizio della più grande depressione economica del 1900. A partire dagli anni Venti, gli Stati Uniti vivono un momento di grande crescita economica. In quest’epoca sono infatti i principali esportatori di prodotti agricoli e industriali in Europa, dove l’economia stenta a riprendersi dopo la Prima Guerra Mondiale. Inoltre, nelle industrie americane, il lavoro viene razionalizzato, e reso più veloce con l’introduzione della catena di montaggio. L’industria automobilistica conosce un forte sviluppo, portando al potenziamento delle arterie stradali, alla crescita delle aziende petrolifere, e di quelle dell’acciaio e della gomma.
Nel mercato statunitense si diffonde un grande ottimismo.
In molti, tra investitori e semplici cittadini, decidono di acquistare titoli in borsa.
Velocemente la gran parte delle azioni sale, fino a toccare vertici elevatissimi.
In breve, però, si crea uno scollamento tra il valore effettivo delle aziende e il loro valore azionario, di molto superiore. Molte imprese vengono create solo per scopi speculativi, rivelandosi in seguito delle truffe. Intanto le industrie americane producono sempre di più. La domanda interna non riesce ad assorbire l’enorme quantità di beni messi sul mercato. Molti prodotti rimangono invenduti. Le industrie iniziano a fallire.
Le azioni delle aziende in crisi cominciano a perdere valore, e gli speculatori finanziari iniziano a svendere i propri titoli.
In preda al panico, anche i risparmiatori vendono le quote in loro possesso, dando così il via al crollo della borsa. Giovedì 24 ottobre, la situazione è ormai drammatica. Il valore delle azioni è precipitato. Chi aveva investito tutti i propri beni in borsa, è ridotto sul lastrico. 11 operatori finanziari, a New York, si tolgono la vita. Martedì 29 ottobre, il martedì nero: a Wall Street il crack è definitivo. La notizia si diffonde rapidamente in tutto il Paese. Migliaia di persone si precipitano nelle banche per ritirare il proprio denaro, generando una crisi di liquidità e il fallimento degli istituti di credito. Le industrie si trovano improvvisamente senza capitali da investire. La produzione crolla drasticamente e iniziano licenziamenti a tappeto in ogni settore. In breve tempo, il numero dei disoccupati negli Stati Uniti arriva a superare i 12 milioni. Presto la crisi economica supera i confini statunitensi e giunge anche in Europa. Durerà fino alla fine degli anni ‘30, passando alla storia col nome di Grande Depressione.
Il superamento del liberismo da pag. 280 a pag. 281 (solo nella vecchia edizione, non presente nella nuova edizione)
Il crollo della Borsa del 1929 porta a teorizzazioni importanti sul tema del mercato.
Una di queste teorie è dell'economista inglese John Maynard Keynes (1893-1946).
Il suo pensiero ha dato origine alla cosiddetta "rivoluzione Keynesiana":
Secondo Keynes lo Stato deve intervenire con "grandi opere pubbliche" che creino lavoro.
In tutti i Paesi industrializzati sono state sperimentate connessioni tra Stato e mercato, attuando un sistema definito "sistema a economia mista". Nei sistemi a economia mista lo Stato interviene sia temperando la libertà economica, sia offrendo garanzie in favore dei più deboli e svantaggiati sul mercato.
COMPITO DI REALTA' (5 A)
NB Lo storico statunitense John Garraty (1920-2007) sostiene che la "scoperta" della disoccupazione, se non addirittura la sua "invenzione", si deve alle società contemporanee nella misura in cui sono proprio tali società ad aver creato i problemi inerenti alla domanda e all'offerta.
Ricerca sulla disoccupazione nella città o nel territorio in cui vivete (non gli aspetti quantitativi): Ricostruire il modo in cui la disoccupazione viene percepita e valutata da coloro che la vivono.
Raccogliere i racconti più significativi in un dossier.
Modelli di organizzazione del lavoro (dal 1900 a oggi) da pag. 282 a pag. 290 (solo nella vecchia edizione, non presente nella nuova edizione)
Taylorismo e fordismo (pag. 282)
Taylorismo e fordismo sono entrambi modelli organizzativi di lavoro: si basano sulla divisione tecnica del lavoro.
Il "taylorismo" è una teoria esposta nel 1911 dall'ingegnere Frederick Taylor (1856 – 1915).
Essa consiste nella scomposizione e parcellizzazione dei processi di lavoro ai quali vengono assegnati tempi standard.
E' fondata sull'eliminazione dell'autonomia degli operai, sulla disciplina e sulla misurabilità della produzione: ogni processo viene affidato a operai che non necessitano di qualificazioni particolari. Tuttavia la loro selezione avviene in base al loro comportamento, alle loro capacità tecniche e alle loro attitudini.
Il termine "fordismo" è un termine coniato nel 1930. Indica un sistema di produzione che l'industriale Henry Ford (1863-1947) riprende da Taylor e lo applica alle sue industrie automobilistiche a partire dal 1913, con una pianificazione rigorosa di mansioni, tempi e ritmi: Ford introduce il modello di lavoro "a catena" per la realizzazione di un modello di autovettura unico e standardizzato, la "Ford T", un'autovettura standard economicamente vantaggiosa, equipaggiata sempre allo stesso modo e dal 1917 solo di colore nero.
Un po' di ripasso: Il lavoro nell'industria comporta un'estraniazione che Marx aveva definito col termine di "alienazione" (rispetto al prodotto, all'essenza, all'attività e al prossimo)
CURIOSITA':
I "tempi di lavorazione" che oggi vengono utilizzati sia nel pubblico impiego che nel settore privato derivano dai due modelli sopra menzionati.
Boom economico pag. 282 (solo nella vecchia edizione)
Nella metà del 1900, i due modelli di organizzazione del lavoro, taylorismo e fordismo, consentono il cosiddetto "boom economico": la "standardizzazione dei prodotti" in particolare delle automobili e degli elettrodomestici in genere, che prima erano considerati beni di lusso e riservai a pochi privilegiati, consente di abbassare i prezzi. I beni di lusso diventano, così, beni comuni.
Austerity pag. 283 (solo nella vecchia edizione)
Nell'ottobre del 1973 L'OPEC (Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio) sospende la fornitura del petrolio agli Stati Uniti. (Era l'esito di una tensione tra l'Egitto, dove dal 1956 c'era dispiegata una Forza delle Nazioni Unite, e Israele. La tensione era culminata con la "guerra dei 6 giorni", dal 5 al 10 giugno del 1967, che aveva portato alla chiusura del Canale di Suez).
Con la sospensione della fornitura del petrolio agli Stati Uniti nel 1973, i costi del greggio salgono e questo comporta l'adozione di misure di risparmio energetico.
In Occidente, e anche in Italia, comincia il cosiddetto periodo di "Austerity": in Italia scatta il blocco della circolazione delle automobili private nei giorni festivi. Da questa, si passa successivamente, e fino agli anni Ottanta, alla circolazione a targhe alterne. Si riduce anche l'illuminazione pubblica e si anticipa la chiusura degli esercizi pubblici.
Nuovi modelli organizzativi da pag. 284 a pag. 286 (solo nella vecchia edizione, non presente nella nuova edizione)
La società industriale porta a una "stratificazione sociale" la cui matrice era già nel principio individuato da Durkheim.
(Durkheim (1858-1917), riprendendo da Spencer l'idea che la società è come un organismo, ossia un corpo in cui i vari organi sono interdipendenti e contribuiscono a mantenersi in vita e a mantenere l'unità e che il "fatto sociale" vada studiato sul modello dell'organismo umano, vede la società in modo olistico e i fatti sociali nelle loro funzioni: considera la società non nei singoli elementi che la compongono, ma come parti di un tutto, esattamente come lo psicologo suo contemporaneo William James che sostiene che la mente non è scomponibile ma, anzi, la paragona a un "fiume che scorre").
Le industrie, man mano che si sviluppano, richiedono una specializzazione sempre maggiore delle mansioni.
Alla fine del 1900 e agli inizi del 2000, soprattutto a seguito dei cambiamenti sociali e della globalizzazione, l'industria subisce ulteriori modificazioni; se ne elencano in particolare alcuni:
- l'esternalizzazione;
- la delocalizzazione industriale;
- il venire meno delle relazioni industriali;
- la produzione diversificata di qualità;
- la produzione snella o "stile Toyota".
L'esternalizzazione: è la cessione, a fornitori esterni, di attività che in precedenza erano svolte all'interno dell'azienda.
Esempi: servizio mensa, servizio sicurezza.
Si pensi alle cucine all'interno degli asili o degli ospedali o degli alberghi che oggi non esistono più perché il cibo viene portato da ditte esterne.
La delocalizzazione industriale: è lo spostamento delle industrie verso Paesi dove il costo del lavoro è più basso, gli oneri fiscali sono meno rilevanti, c'è meno sindacalizzazione, meno tutela dell'ambiente e la burocrazia è meno complessa.
Le relazioni industriali, ovvero le negoziazioni, che esistevano tra i sindacati e le organizzazioni aziendali, oggi vengono meno.
La produzione diversificata di qualità: è la concentrazione sulla produzione competitiva non per il prezzo ma per l'elevata qualità.
La produzione snella o "stile Toyota": è un modello organizzativo giapponese, contemporaneo, che ripete il modello fordista ma si basa anche sull'eliminazione dei "costi eliminabili", ad esempio i costi di magazzino: i pezzi da assemblare arrivano just in time, cioè nel momento in cui devono essere montati.
Il lavoro nella società postmoderna pag. 287 (solo nella vecchia edizione, non presente nella nuova edizione)
Nel 1900 si assiste alla nascita di nuove figure professionali dovute ai bisogni crescenti tipici dei Paesi industrializzati.
I nuovi lavori consistono non nel produrre merci, che hanno una consistenza materiale, ma "servizi", che sono immateriali. La produzione dei servizi è detta "Terziario".
NB: Un datore di lavoro che assume un dipendente perché svolga mansioni di servizio fa attenzione a tanti aspetti: oltre alle capacità pratiche fa attenzione anche alla personalità e all'aspetto emozionale del lavoratore.
Si possono produrre servizi di diversi tipi:
- servizi sociali (trasporti, comunicazione, sanità, istruzione);
- servizi al consumatore (turismo, ristorazione, commercio, pulizia, manutenzione);
- servizi alle imprese (consulenze, assicurazioni, banche).
Accanto al "terziario" si sviluppa anche il "terziario avanzato", detto anche "quaternario", che è il complesso dei servizi caratterizzati da un'elevata specializzazione. Si rivolge soprattutto alle imprese che intendono promuovere le loro crescita (marketing, pubblicità, fornitura di supporti informatici). Ne è un esempio il "pediatotem" ideato a Teramo nel 2015 che consente di eliminare i tempi di attesa negli ambulatori pediatrici.
Pediatotem
Precarietà del lavoro a pag. 288 e occupazione, disoccupazione da pag. 289 a pag. 290 (solo nella vecchia edizione, non presente nella nuova edizione)
CARATTERISTICHE DELLA NUOVA SOCIETA' CONTEMPORANEA
- Attualmente è in continua crescita il lavoro precario e atipico.
- La società contemporanea offre lavoro a bassissima qualificazione: servizi domestici, ristorazione, assistenza alle persone spesso svolta da immigrati.
- La classe media, composta da occupati stabili che in passato avevano un reddito dignitoso, è in declino.
Fino a qualche tempo fa la perdita del lavoro non portava all'indigenza perché c'erano, all'interno delle famiglie, meccanismi di solidarietà, inoltre le pensioni avevano una sufficiente capacità di redistribuzione.
- A tutto questo si aggiunga il fenomeno del working poors: comprende quelle persone che, pur lavorando, non riescono ad assicurare una vita dignitosa a sé e alla famiglia. I motivi sono molti; di seguito sono indicati alcuni esempi:
- aumento dei lavori malpagati e mal tutelati;
- aumento di separazioni coniugali che comportano molte spese (per vecchie e nuove famiglie);
- lavoro nero in crescita (mancanza di contratto, di tutele e di contributi).
QUALCHE CENNO SUL "LIBRO BIANCO DI BIAGI", SULLA "LEGGE BIAGI" E SUL "JOBS ACT "(DAL TESTO DELL'INDIRIZZO SOCIO-ECONOMICO)
Commissionato nel 2001 da Roberto Maroni, allora ministro del lavoro e delle politiche sociali, a un gruppo di esperti di lavoro diretti da Marco Biagi ( 1950-2002), il "libro Bianco" contiene dati relativi al tasso di disoccupazione nel 2001.
Il 14 febbraio 2003 viene emanata la Legge 30/2003 conosciuta come "Legge Biagi" che introduce in Italia nuove tipologie di contratto di lavoro.
Prima di questa legge c'erano solo due tipologie di contratto subordinato:
1) a tempo indeterminato;
2) a tempo determinato (6 mesi/1 anno).
In merito all'orario, invece, si distinguevano:
1) il tempo pieno;
2) il tempo parziale o part-time.
La legge Biagi introduce 3 nuove forme di occupazione:
- il lavoro intermittente: detto anche job on call, è una prestazione discontinua nella quale il datore di lavoro può chiamare il dipendente in qualunque momento;
- il lavoro accessorio: è una prestazione occasionale che si rivolge ad alcune categorie: a disoccupati da oltre 1 anno, a pensionati, disabili, ospiti di comunità di recupero ed extracomunitari);
- il lavoro ripartito: è detto anche job sharing e consiste nell'impegno da parte di due lavoratori ad adempiere congiuntamente alla stessa obbligazione lavorativa.
Il Jobs Act è un termine usato dal governo Renzi in due decreti del 2014 in cui viene stabilito un legame tra l'anzianità di servizio del lavoratore e le garanzie relative al suo posto di lavoro.
Politica e politiche pubbliche
6.2 vecchia edizione = 5.1 nuova edizione
da pag. 291 a pag. 294 vecchia edizione = da pag. 194 a pag. 197 nuova dizione
La parola italiana "politica" in inglese corrisponde a due termini:
"politics" e "policy".
Il primo termine indica il governo, l'insieme dei partiti e le elezioni, mentre il secondo termine indica l'attività del governo, ossia il programma che il governo realizza, ad esempio come e con quante risorse intervenire per la sicurezza, o la salute o l'istruzione ec.
Le attività politiche si dividono in:
- istituzionali (politica estera, difesa e politica della giustizia);
- economiche (monetaria, fiscale e industriale);
- territoriali (urbanistica e ambientale);
- sociali (assistenza, previdenza, sostegno alle famiglie, politiche abitative ecc.
Un aspetto interessante dello studio sociologico riguarda gli "attori" istituzionali". Con tale espressione si intendono tutte le istituzioni, le persone, gli enti o i gruppi politici che hanno un ruolo nei processi decisionali.
La sociologia studia il modo in cui gli attori istituzionali prendono le decisioni. Essa ha individuato 4 stili decisionali:
- Stile impositivo: quando si impone una certa politica;
- Stile consensuale: quando le decisioni si contrattano con le parti coinvolte;
- Stile anticipatorio: si cercano soluzioni a possibili problemi che non si sono ancora presentati;
- Stile reattivo: quando si cerca di risolvere problemi già in atto, e di porvi un qualche rimedio.
-
Il Welfare
6.3 vecchia edizione = 5.2 nuova edizione
da pag. 294 a pag. 302 vecchia edizione = da pag. 200 a pag. 204
Breve storia dello Stato Sociale
da pag. 294 a pag. 295 vecchia ediziione = pag. 200 nuova edizione
Gli ambienti del welfare
da pag. 296 a pag. 297 vecchia edizione = a pag. 201 e a pag. 204 nuova edizione
il Dopoguerra in Italia
da pag. 301 a pag. 302 vecchia edizione, non presente nella nuova edizione
Welfare State letteralmente significa "Stato del benessere".
Ufficialmente nasce in Inghilterra nel 1942, anno in cui il consulente del governo inglese William Beveridge stila un rapporto economico-sociale in cui getta le basi per una "politica sociale" con un programma di protezione sociale per i soggetti più deboli, che è talmente all'avanguardia che ancora oggi è alla base dei sistemi del welfare.
Nel rapporto di Beveridge si parla di 5 "giganti" che rendono schiavi gli individui:
1) i bisogni;
2) la miseria;
3) la malattia;
4) l'ignoranza;
5) l'ozio.
Nel 1944 in Inghilterra viene emanata una serie di provvedimenti legislativi tra i quali l'innalzamento della scuola dell'obbligo fino a 14 anni e la gratuità delle prestazioni sanitarie per tutti i cittadini.
Nel 1979 con il governo conservatore di Margaret Thatcher si assiste a un ridimensionamento del sistema assistenziale e previdenziale fino al 1997, anno in cui, con Tony Blair, si ha un recupero dello "Stato sociale" che viene denominato della "Terza via", perché lontano dalla sinistra assistenzialistica e statalista ma anche dal liberismo senza freni della destra della Thatcher.
Il Welfare State, dunque, individua e tutela i cosiddetti "diritti sociali", come il diritto all'istruzione, alla casa, alla salute o all'integrità fisica sul posto di lavoro, o il diritto a sistemi di protezione per vecchiaia, invalidità o infortuni, "attraverso prelievi fiscali che ridistribuiscono la ricchezza in forme di assistenza".
Anche la "previdenza sociale", nella parte che assicura pensioni per le invalidità e gli infortuni, in Italia fa parte del sistema del Welfare State.

NB L'assistenza sanitaria negli Stati Uniti, a differenza dell'Italia, prevede un sistema prevalentemente privato mediante le assicurazioni, con due sole eccezioni marginali: l'assistenza ai poveri e agli anziani.
Due esempi di Welfare State in Italia, nel campo dell'edilizia:
INA-Casa: nel 1949 viene stabilito un piano di intervento di edilizia residenziale pubblica, al quale partecipano architetti famosi. Ha due scopi:
1) la costruzione di alloggi per famiglie a basso reddito;
2) il rilancio dell'occupazione.
Una singolare caratteristica del progetto è quella di far apporre, su tutti gli edifici realizzati, una targa in ceramica policroma (alcune delle quali realizzate da grandi artisti quali Alberto Burri, Tommaso Cascella, Piero Dorazio) che "allude, più in generale, al tema della casa come luogo felice".
INA-Casa a Matera INA-Casa a Milano - foto di Paolo Monti
Formelle
GESCAL: acronimo di GEStione CAse per i Lavoratori. Nel 1963 viene istituito un fondo destinato alla costruzione ed alla assegnazione di case ai lavoratori, nato dalla trasformazione del Piano INA-Casa e disciplinato dalla legge 14 febbraio 1963, n. 60
Il principio di funzionamento di Gescal è quello di costruire case per i lavoratori con contributi provenienti dai lavoratori stessi, dalle imprese ed in parte da finanziamenti governativi.
Case Gescal a Torino Case Gescal a Sapri
Negli anni Sessanta in Italia, oltre all'attenzione alle politiche abitative, si assiste a una sere di interventi Welfare, tra i quali:
- Aumento delle pensioni contributive, delle pensioni minime di invalidità e delle pensioni di vecchiaia;
- Regolamentazione nel campo degli infortuni e delle malattie professionali;
- Norme sull'istruzione: nel 1962 viene innalzato l'obbligo scolastico a 14 anni e viene introdotta la scuola media unica. Nel 1968 viene istituita la scuola materna statale, viene modificato l'esame di maturità e introdotta la possibilità di iscrizione all'università anche a diplomati di Istituti tecnici;
- Vengono introdotti gli "ammortizzatori sociali" per chi perde il lavoro.
Nel 1970 viene approvato lo "Statuto dei lavoratori", in tema del diritto del lavoro, un testo di legge elaborato da Gino Giugni. Esso stabilisce il rispetto della dignità del lavoratore e, tra le altre cose, il divieto di licenziamento per opinioni religiose o politiche e il divieto dell'uso di impianti audiovisivi per il controllo a distanza dell'attività lavorativa.
PS Nel libro in adozione sono stati omessi gli interventi degli anni Venti e Trenta, del periodo fascista, a favore delle classi svantaggiate.
Solo chi lo desidera, a prescindere dalla propria ideologia di appartenenza alla Destra o alla Sinistra o ad altro, può approfondire l'argomento.
Esempio di Edilizia popolare fascista, di Rodolfo Carabelli a Milano nel Quartiere della Maggiolina
No da pag. 303 a pag. 306
Il Terzo settore
6.4 vecchia edizione = 5.3 nuova edizione
da pag. 306 a pag. 313 vecchia edizione = da pag. 207 a pag. 213 nuova edizione
Definizione
Da pag. 306 a pag. 307
Per "Terzo settore" si intende l'insieme di quei soggetti sociali che svolgono attività finalizzate alla promozione del benessere collettivo con logiche diverse sia da quelle delle istituzioni pubbliche (Primo settore) che da quelle delle imprese (Secondo settore).
Il Terzo settore comprende le cooperative sociali, le associazioni di volontariato, le fondazioni pro-sociali, le banche del tempo ec).
La loro natura giuridica è intermedia, tra Stato e mercato: si tratta di soggetti privati che non hanno fini di lucro (no profit).
L'esplosione del Terzo settore negli ultimi decenni si colloca in un momento storico particolare, di crisi, caratterizzato dal ridimensionamento del Welfare State e dall'impossibilità di colmare le lacune dello Stato mediante la semplice attribuzione di competenze nel settore del sociale al "mercato", cioè alle imprese.
La sua evoluzione
Da pag. 307 a pag. 308 vecchi edizione = da pag. 208 a pag. 209
Le origini del Terzo settore si fanno risalire a 3 fasi dell'evoluzione della solidarietà
Prima fase: è il periodo compreso tra la fine della Seconda Guerra Mondiale e la metà degli anni Sessanta in cui "volontari", appartenenti a ordini religiosi o ad essi affiliati, svolgono azioni di carattere caritativo-assistenziale.
Ad esempio, dopo la guerra, molti bambini orfani vengono ospitati da associazioni appartenenti alla Chiesa.
Ricovero di Don Gnocchi a Milano
Seconda fase: dagli anni Sessanta fino alla prima metà degli anni Ottanta si assiste a numerosi cambiamenti culturali e sociali che valorizzano l'impegno solidaristico: si sviluppano organizzazioni laiche sempre più autonome dalla Chiesa.
Terza fase: dalla seconda metà degli anni Ottanta a oggi i soggetti impegnati nel sociale trovano un riconoscimento formale attraverso l'approvazione di specifiche leggi.
Si tratta di persone che si muovono secondo la logica del "fare del bene" che coniugano l'attività volontaria con competenze professionali elevate.
Esercitazioni della Croce Rossa Italiana di Savona
Le cooperative sociali e le associazioni di volontariato
Schede a pag. 310 e a pag. 311 vecchia edizione = schede a pag. 210 e a pag. 211
Nel 1991 con la legge n. 381 vengono istituite le "cooperative sociali": nascono per l'inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati con compiti alla comunità locale e ai soggetti svantaggiati. Si amplia la tipologia dei soci che prevede volontari, fruitori, svantaggiati, prestatori ec.
Nello stesso anno, 1991, viene approvata la Legge n. 266 sul volontariato, che all'art 2 così recita: "è quell'attività prestata in modo personale, spontaneo e gratuito tramite l'organizzazione di cui il volontario fa parte senza scopo di lucro".
Esempio di associazione solidale: i Gruppi di Acquisto Solidale GAS
Scheda a pag. 312 vecchia edizione = scheda a pag. 212 nuova edizione
Si chiamano GAS i Gruppi di Acquisto Solidale. Si collocano all'interno di esperienze di consumo critico.
In Italia i primi GAS risalgono al 1994 a Fidenza.
Sono organizzazioni di consumatori che vogliono rispondere alle esigenze sia dei produttori che dei consumatori, con un nuovo approccio alla produzione e al consumo.
Le caratteristiche principali:
- contatto diretto tra produttori e consumatori (vedi ad esempio "la spesa nell'orto" a Torrevecchia. Non si tratta di GAS ma comunque c'è il contatto diretto tra produttore e consumatore);
- relazione tra produttore e consumatore basata sulla fiducia;
- creazione di uno spazio, non necessariamente fisico, in cui possano essere condivisi valori, iniziative e ideali.
Banche del tempo
Scheda a pag. 313 vecchia edizione = scheda a pag. 213 nuova edizione
Sono libere associazioni di persone che si auto-organizzano e si scambiano tempo per aiutarsi nelle piccole necessità quotidiane.
Gruppi di self help o mutuo aiuto
La loro nascita risale al 1935 ma giuridicamente sono riconosciuti con la legge 382/2000.
Si tratta di gruppi che affrontano uno specifico problema comune, come ad esempio una malattia fisica o psichica, o un lutto o il divorzio o la disoccupazione. Nel gruppo si raccontano, si condividono e si insegnano a gestire le esperienze di vita cercando nuove strategie per migliorare la qualità della vita.
Compito in classe (a pag. sul quadro naif marrone)
Scegliere letture da pag. 314 a pag. 320
ESERCITAZIONE PER L'ESAME DI STATO
Leggere (si trovano nella sezione apposita, dalla Home):
La Carta di Nizza (anno 2000)
L'Agenda 2030 (anno 2015)
La Costituzione italiana (anno 1947)
La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (anno 1948)
Qui si riporta solamente la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani
Il 10 dicembre 1948, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò e
proclamò la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, il cui testo completo è
stampato nelle pagine seguenti. Dopo questa solenne deliberazione,
l'Assemblea delle Nazioni Unite diede istruzioni al Segretario Generale di
provvedere a diffondere ampiamente questa Dichiarazione e, a tal fine, di
pubblicarne e distribuirne il testo non soltanto nelle cinque lingue ufficiali
dell'Organizzazione internazionale, ma anche in quante altre lingue fosse
possibile usando ogni mezzo a sua disposizione. Il testo ufficiale della
Dichiarazione è disponibile nelle lingue ufficiali delle Nazioni Unite, cioè
cinese, francese, inglese, russo e spagnolo.
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DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI
Preambolo
Considerato che il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della
famiglia umana e dei loro diritti, uguali ed inalienabili, costituisce il fondamento
della libertà, della giustizia e della pace nel mondo;
Considerato che il disconoscimento e il disprezzo dei diritti umani hanno
portato ad atti di barbarie che offendono la coscienza dell'umanità, e che
l'avvento di un mondo i
promuovere il progresso sociale e un miglior tenore di vita in una maggiore
libertà;
Considerato che gli Stati membri si sono impegnati a perseguire, in
cooperazione con le Nazioni Unite, il rispetto e l'osservanza universale dei
diritti umani e delle libertà fondamentali;
Considerato che una concezione comune di questi diritti e di questa libertà è
della massima importanza per la piena realizzazione di questi impegni;
L'ASSEMBLEA GENERALE
proclama
la presente dichiarazione universale dei diritti umani come ideale comune da
raggiungersi da tutti i popoli e da tutte le Nazioni, al fine che ogni individuo ed
ogni organo della società, avendo costantemente presente questa
Dichiarazione, si sforzi di promuovere, con l'insegnamento e l'educazione, il
rispetto di questi diritti e di queste libertà e di garantirne, mediante misure
progressive di carattere nazionale e internazionale, l'universale ed effettivo
riconoscimento e rispetto tanto fra i popoli degli stessi Stati membri, quanto
fra quelli dei territori sottoposti alla loro giurisdizione.
Articolo 1
Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono
dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di
fratellanza.
Articolo 2
Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella
presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di
colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di
origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione.
Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico,
giuridico o internazionale del paese o del territorio cui una persona appartiene,
sia indipendente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non autonomo,
o soggetto a qualsiasi limitazione di sovranità.
Articolo 3
Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria
persona.
Articolo 4
Nessun individuo potrà essere tenuto in stato di schiavitù o di servitù; la
schiavitù e la tratta degli schiavi saranno proibite sotto qualsiasi forma.
Articolo 5
Nessun individuo potrà essere sottoposto a tortura o a trattamento o a
punizione crudeli, inumani o degradanti.
Articolo 6
Ogni individuo ha diritto, in ogni luogo, al riconoscimento della sua personalità
giuridica.
Articolo 7
Tutti sono eguali dinanzi alla legge e hanno diritto, senza alcuna
discriminazione, ad una eguale tutela da parte della legge. Tutti hanno diritto
ad una eguale tutela contro ogni discriminazione che violi la presente
Dichiarazione come contro qualsiasi incitamento a tale discriminazione.
Articolo 8
Ogni individuo ha diritto ad un'effettiva possibilità di ricorso a competenti
tribunali contro atti che violino i diritti fondamentali a lui riconosciuti dalla
costituzione o dalla legge.
Articolo 9
Nessun individuo potrà essere arbitrariamente arrestato, detenuto o esiliato.
Articolo 10
Ogni individuo ha diritto, in posizione di piena uguaglianza, ad una equa e
pubblica udienza davanti ad un tribunale indipendente e imparziale, al fine
della determinazione dei suoi diritti e dei suoi doveri, nonché della fondatezza
di ogni accusa penale che gli venga rivolta.
Articolo 11
1. Ogni individuo accusato di un reato è presunto innocente sino a che la
sua colpevolezza non sia stata provata legalmente in un pubblico
processo nel quale egli abbia avuto tutte le garanzie necessarie per la
sua difesa.
2. Nessun individuo sarà condannato per un comportamento commissivo
od omissivo che, al momento in cui sia stato perpetuato, non
costituisse reato secondo il diritto interno o secondo il diritto
internazionale. Non potrà del pari essere inflitta alcuna pena superiore
a quella applicabile al momento in cui il reato sia stato commesso.
Articolo 12
Nessun individuo potrà essere sottoposto ad interferenze arbitrarie nella sua
vita privata, nella sua famiglia, nella sua casa, nella sua corrispondenza, né a
lesione del suo onore e della sua reputazione. Ogni individuo ha diritto ad
essere tutelato dalla legge contro tali interferenze o lesioni.
Articolo 13
1. Ogni individuo ha diritto alla libertà di movimento e di residenza entro i
confini di ogni Stato.
2. Ogni individuo ha diritto di lasciare qualsiasi paese, incluso il proprio, e
di ritornare nel proprio paese.
Articolo 14
1. Ogni individuo ha il diritto di cercare e di godere in altri paesi asilo dalle
persecuzioni.
2. Questo diritto non potrà essere invocato qualora l'individuo sia
realmente ricercato per reati non politici o per azioni contrarie ai fini e ai
principi delle Nazioni Unite.
Articolo 15
1. Ogni individuo ha diritto ad una cittadinanza.
2. Nessun individuo potrà essere arbitrariamente privato della sua
cittadinanza, né del diritto di mutare cittadinanza.
Articolo 16
1. Uomini e donne in età adatta hanno il diritto di sposarsi e di fondare
una famiglia, senza alcuna limitazione di razza, cittadinanza o religione.
Essi hanno eguali diritti riguardo al matrimonio, durante il matrimonio e
all'atto del suo scioglimento.
2. Il matrimonio potrà essere concluso soltanto con il libero e pieno
consenso dei futuri coniugi.
3. La famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società e ha diritto
ad essere protetta dalla società e dallo Stato.
Articolo 17
1. Ogni individuo ha il diritto ad avere una proprietà sua personale o in
comune con altri.
2. Nessun individuo potrà essere arbitrariamente privato della sua
proprietà.
Articolo 18
Ogni individuo ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione; tale
diritto include la libertà di cambiare di religione o di credo, e la libertà di
manifestare, isolatamente o in comune, e sia in pubblico che in privato, la
propria religione o il proprio credo nell'insegnamento, nelle pratiche, nel culto
e nell'osservanza dei riti.
Articolo 19
Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il
diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare,
ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza
riguardo a frontiere.
Articolo 20
1. Ogni individuo ha diritto alla libertà di riunione e di associazione
pacifica.
2. Nessuno può essere costretto a far parte di un'associazione.
Articolo 21
1. Ogni individuo ha diritto di partecipare al governo del proprio paese, sia
direttamente, sia attraverso rappresentanti liberamente scelti.
2. Ogni individuo ha diritto di accedere in condizioni di eguaglianza ai
pubblici impieghi del proprio paese.
3. La volontà popolare è il fondamento dell'autorità del governo; tale
volontà deve essere espressa attraverso periodiche e veritiere elezioni,
effettuate a suffragio universale ed eguale, ed a voto segreto, o
secondo una procedura equivalente di libera votazione.
Articolo 22
Ogni individuo, in quanto membro della società, ha diritto alla sicurezza
sociale, nonché alla realizzazione attraverso lo sforzo nazionale e la
cooperazione internazionale ed in rapporto con l'organizzazione e le risorse di
ogni Stato, dei diritti economici, sociali e culturali indispensabili alla sua
dignità ed al libero sviluppo della sua personalità.
Articolo 23
1. Ogni individuo ha diritto al lavoro, alla libera scelta dell'impiego, a
giuste e soddisfacenti condizioni di lavoro ed alla protezione contro la
disoccupazione.
2. Ogni individuo, senza discriminazione, ha diritto ad eguale retribuzione
per eguale lavoro.
3. Ogni individuo che lavora ha diritto ad una rimunerazione equa e
soddisfacente che assicuri a lui stesso e alla sua famiglia una
esistenza conforme alla dignità umana ed integrata, se necessario, da
altri mezzi di protezione sociale.
4. Ogni individuo ha diritto di fondare dei sindacati e di aderirvi per la
difesa dei propri interessi.
Articolo 24
Ogni individuo ha diritto al riposo ed allo svago, comprendendo in ciò una
ragionevole limitazione delle ore di lavoro e ferie periodiche retribuite.
Articolo 25
1. Ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la
salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare
riguardo all'alimentazione, al vestiario, all'abitazione, e alle cure
mediche e ai servizi sociali necessari; ed ha diritto alla sicurezza in
caso di disoccupazione, malattia, invalidità, vedovanza, vecchiaia o in
altro caso di perdita di mezzi di sussistenza per circostanze
indipendenti dalla sua volontà.
2. La maternità e l'infanzia hanno diritto a speciali cure ed assistenza.
Tutti i bambini, nati nel matrimonio o fuori di esso, devono godere della
stessa protezione sociale.
Articolo 26
1. Ogni individuo ha diritto all'istruzione. L'istruzione deve essere gratuita
almeno per quanto riguarda le classi elementari e fondamentali.
L'istruzione elementare deve essere obbligatoria. L'istruzione tecnica e
professionale deve essere messa alla portata di tutti e l'istruzione
superiore deve essere egualmente accessibile a tutti sulla base del
merito.
2. L'istruzione deve essere indirizzata al pieno sviluppo della personalità
umana ed al rafforzamento del rispetto dei diritti umani e delle libertà
fondamentali. Essa deve promuovere la comprensione, la tolleranza,
l'amicizia fra tutte le Nazioni, i gruppi razziali e religiosi, e deve favorire
l'opera delle Nazioni Unite per il mantenimento della pace.
3. I genitori hanno diritto di priorità nella scelta del genere di istruzione da
impartire ai loro figli.
Articolo 27
1. Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale
della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso
scientifico ed ai suoi benefici.
2. Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali
derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli
sia autore.
Articolo 28
Ogni individuo ha diritto ad un ordine sociale e internazionale nel quale i diritti
e le libertà enunciati in questa Dichiarazione possano essere pienamente
realizzati.
Articolo 29
1. Ogni individuo ha dei doveri verso la comunità, nella quale soltanto è
possibile il libero e pieno sviluppo della sua personalità.
2. Nell'esercizio dei suoi diritti e delle sue libertà, ognuno deve essere
sottoposto soltanto a quelle limitazioni che sono stabilite dalla legge
per assicurare il riconoscimento e il rispetto dei diritti e delle libertà
degli altri e per soddisfare le giuste esigenze della morale, dell'ordine
pubblico e del benessere generale in una società democratica.
3. Questi diritti e queste libertà non possono in nessun caso essere
esercitati in contrasto con i fini e principi delle Nazioni Unite.
Articolo 30
Nulla nella presente Dichiarazione può essere interpretato nel senso di
implicare un diritto di un qualsiasi Stato, gruppo o persona di esercitare
un'attività o di compiere un atto mirante alla distruzione di alcuno dei diritti e
delle libertà in essa enunciati.