2 A LES as 2017 2018 psicologia
Libro in adozione: Elisabetta Clemente, Rossella Danieli, LA MENTE E IL METODO, Ed. Paravia, Pearson
Settembre 2017 UNITA' 8
Il linguaggio
UNITA' 8
Paragrafo 1: Uomini di parole, da pag. 172 a pag. 178
Solo gli uomini parlano, pag 174
Ogni modalità di comunicazione, umana o animale che sia, è un linguaggio MI TROVO QUI A PAG 186
Che cosa distingue gli esseri umani dagli animali?
- Non la capacità di usare strumenti perché, ad esempio, alcuni animali usano ramoscelli e foglie per grattarsi, oppure pietre per colpire e spaventare i nemici, oppure bastoni per raggiungere il cibo;
- Non l'intelligenza perché, ad esempio, alcuni animali sono capaci di risolvere problemi complessi ricorrendo al cosiddetto "insight". Si veda, a tale proposito, l'unità 4. Chi ha un cane in casa, spesso si ritrova a dire "gli manca solo la parola!".
Quindi, l'unica abilità che distingue l'uomo dall'animale è la parola.
Capacità di usare strumenti
Intelligenza Intelligenza

I linguaggi e il linguaggio, da pag. 174 a pag. 175
Linguaggio degli animali:
Gli animali comunicano tra loro attraverso vari segnali. Detti segnali costituiscono un repertorio fisso e limitato di comportamenti comunicativi detti, appunto, "linguaggi". Esempi ne sono il corteggiamento, oppure atteggiamenti di sottomissione, o atteggiamenti particolari in situazioni di pericolo.
Tuttavia, gli animali non hanno mai elaborato un linguaggio verbale.

Linguaggio degli uomini:
Gli uomini comunicano tra loro attraverso vari tipi di linguaggio: gesti, espressioni, parole.
Esempi di gesti sono la posizione del corpo, lo sguardo, le gestione dello spazio che separa le persone ecc...

Esempi di espressioni sono le espressioni artistiche quali la musica, la pittura, la danza, oppure le espressioni tecnologiche quali i linguaggi di programmazione ecc...
Leggere a pag. 175 le ricrche dei Gardner
Questione di laringe e di cervello, pa. 176
I presupposti
link VIDEO DI 6 MINUTI, CON ANDREA MORO, SU MENTE, CERVELLO E LINGUAGGIO, suggerito da "Pearson Paravia"
Film sulla balbuzie
Film consigliato da Pearson Paravia, "Il discorso del re", diretto da Tom Hooper, anno 2010.
Il film è ispirato a una storia vera; ruota attorno ai problemi di balbuzie di re Giorgio VI e al rapporto con il logopedista Lionel Logue, che l'ebbe in cura.
Trama: Nel 1925 il principe Albert, Duca di York e secondo figlio di re Giorgio V, tiene un discorso allo stadio di Wembley di Londra. Un evidente problema di balbuzie è fonte di grande disagio, e suscita forte imbarazzo nelle migliaia di persone presenti. Dopo aver sperimentato svariate terapie senza evidenti miglioramenti, il principe sceglie di rinunciare a tenere in futuro altri discorsi in pubblico. In qualità di figlio cadetto (non primogenito), il suo ruolo istituzionale è secondario e gli lascia spazio da dedicare alla famiglia. Solo con la moglie Elizabeth e le figlie Margaret ed Elizabeth (la futura Elisabetta II), ancora bambine, i problemi di espressione vocale sembrano dimenticati. Diversamente avviene quando Albert si trova in presenza del padre, Re Giorgio V, il cui temperamento autoritario sembra enfatizzare i già evidenti problemi di linguaggio del principe.
La Duchessa di York si reca un giorno nello studio di Lionel Logue, terapeuta di origini australiane ed esperto di problemi del linguaggio. Presentandosi sotto falso nome, la duchessa chiede di poter sottoporre il marito al metodo messo a punto da Logue. Il Principe accetta di incontrare il logopedista, ma è profondamente sfiduciato all'idea di sottoporsi all'ennesima terapia fallimentare. Per convincerlo della validità del proprio metodo, Logue - appassionato delle opere di Shakespeare - gli chiede di leggere ad alta voce un passo dell'Amleto, facendogli contemporaneamente ascoltare in cuffia musica a tutto volume. Seppur scettico e infastidito, il paziente esegue e Logue ne registra la voce. Ma il principe, spazientito, interrompe anzitempo la seduta e se ne va, accettando però di portare con sé la registrazione appena eseguita. Solo in un secondo tempo, dopo avere ascoltato il disco - in cui scopre inaspettatamente di aver declamato il brano dell'Amleto in modo fluente - il Principe accetta di sottoporsi alla terapia.
Nella prima seduta, Logue stabilisce regole ben precise. In primo luogo chiede di poter instaurare con il paziente un rapporto confidenziale, senza regole di etichetta e formalismi: chiede di essere chiamato solo Lionel e di poter chiamare il principe Bertie, soprannome fino ad allora usato solo in ambito familiare. Da quel momento, il principe intraprende un elaborato percorso, fatto di esercizi di rilassamento muscolare e di controllo del respiro, accompagnati da esercizi di movimento della lingua e di pronuncia.
Alla morte di Giorgio V, il principe di Galles sale al trono come re Edoardo VIII. La condotta del nuovo Re alimenta però grandi riserve: egli è intenzionato a sposare Wallis Simpson, una statunitense già due volte divorziata. Albert mette in guardia il fratello: in quanto re e capo della Chiesa del Regno Unito non gli sarà concesso sposare una donna divorziata.
Il rapporto tra Lionel e Bertie si fa sempre più stretto e confidenziale, e Logue prova a indagare le radici psicologiche del problema. Riemergono episodi personali, legati all'infanzia e all'adolescenza di Albert, dai quali il logopedista intuisce l'origine della balbuzie. Logue è convinto che il principe potrebbe essere un ottimo Re, nell'eventualità che il fratello Edoardo rinunci al titolo, e manifesta la propria opinione. Ma
Come previsto, per amore della sua futura moglie, re Edoardo abdica in favore del fratello, che viene designato Re con il nome di Giorgio VI. In qualità di sovrano di un grande impero, ora Albert non può più sottrarsi a incontri e discorsi in pubblico. Scusandosi per le incomprensioni passate, chiede a Logue di poter riprendere la terapia.
Intanto fervono i preparativi per la cerimonia di incoronazione all'Abbazia di Westminster. L'arcivescovo Cosmo Lang non gradisce la presenza di Logue e fa svolgere indagini sul suo passato. Il Re scopre così che l'amico non è un vero medico, ma un attore fallito e lo affronta. Lionel risponde di non averlo mai tratto in inganno: egli non ha mai vantato lauree o titoli accademici, dichiarandosi sempre solo un "esperto in terapia del linguaggio". La sua è un'esperienza acquisita sul campo con anni di lavoro, tra cui quello svolto subito dopo la Grande Guerra coi numerosi soldati che presentavano problemi del linguaggio, evidentemente per effetto dei gravi traumi subiti. Albert gli concede di nuovo fiducia e la cerimonia di incoronazione si svolge senza problemi.
Al momento della dichiarazione di guerra alla Germania del 1939, Giorgio VI convoca Logue a Buckingham Palace per preparare il discorso alla nazione da trasmettere via radio. Nonostante la difficoltà del momento e la grande emozione, Logue riesce a calmare il Re e gli rimane al fianco durante la lettura del discorso, accompagnandolo con gesti ritmici e aiutandolo con lo sguardo a mettere in pratica le tecniche imparate.
Il discorso è un successo e suscita un forte impatto emotivo nella nazione. Dopo aver ringraziato Logue per il suo aiuto, il Re si affaccia al balcone di Buckingham Palace con la moglie e le figlie, per salutare le migliaia di persone accorse per applaudirlo.
Film sulla dislessia
Film consigliato da Pearson Paravia, "Stelle sulla terra"
Racconta la storia di un bambino di nove anni, Ishaan, che soffre di dislessia, al tempo delle riprese non molto conosciuta.
L'insegnante, dislessico egli stesso sin da bambino, riconosce e identifica il disturbo e, contemporaneamente, rimane profondamente colpito dalla creatività e dal talento di Ishaan nell'arte.
link VIDEO DI 10 MINUTI TRATTO DAL FILM "STELLE SULLA TERRA": il maestro spiega che cos'è la dislessia