Bruner, insieme a Bandura, è uno psicologo cognitivista che ha focalizzato l'attenzione dei suoi studi sul singolo individuo in relazione alle altre persone

Così lo descrive il suo allievo Howard Gardner:
"Jerone Bruner non è soltanto uno dei più famosi teorici dell'educazione della nostra era, è anche un geniale insegnante, un Educatore Autentico, e instancabile studente egli stesso. La sua curiosità è contagiosa ..."
Bruner nasce a New York l'1 ottobre 1915. Nel 1941 consegue il dottorato in psicologia alla Harvard University. Durante la seconda guerra mondiale conduce studi di "psicologia dei gruppi", sui problemi della guerra e del dopoguerra.
Nel 1956 in un viaggio in Europa incontra Piaget.
Nel 1959 presiede la conferenza dell'Accademia Nazionale delle Scienze tenuta a Wods Hole nel Massachusetts; nel 1960 vengono pubblicati gli atti della conferenza, contenenti la revisione del sistema scolastico, che subito cominciano a circolare in tutto il mondo.
In Italia è più volte insignito di cittadinanze onorarie, come a Reggio Emilia, e di lauree honoris causa, come all'Università di Salerno e di Bologna.
Muore il 5 giugno 2016 all'età di 100 anni.

Bruner studia la MENTE e i COMPORTAMENTI: dalle attività molto semplici come quelle dei neonati (succhiare dal seno materno, prendere in mano gli oggetti), fino alle attività molto complesse degli adulti (risoluzione di problemi, formazione delle idee).

Bruner sottolinea il primato del pensiero sull'attività individuale e sociale.
Egli studia i processi del PENSIERO attraverso 3 argomentazioni:
1. Il PENSIERO legato alle RAPPRESENTAZIONI
2. Il PENSIERO legato alla CULTURA
3. Il PENSIERO NARRATIVO

IL PENSIERO E LE RAPPRESENTAZIONI
La rappresentazione mentale è uno schema presente nella nostra mente, simile a una FOTOGRAFIA; può essere un oggetto, una persona, un luogo o una situazione.
ESEMPIO: guardiamo un oggetto, chiudiamo gli occhi, cerchiamo di visualizzarlo, lo "vediamo" mentalmente: questa è una RAPPRESENTAZIONE.
Secondo Bruner nei BAMBINI il pensiero si sviluppa attraverso 3 LIVELLI DI RAPPRESENTAZIONE, dal più semplice al più complesso. Ogni livello non si sostituisce a quello precedente ma si aggiunge: quando il bambino arriva al 2° livello di rappresentazione mantiene anche le capacità del 1° livello.
PRIMO LIVELLO: RAPPRESENTAZIONE ESECUTIVA O OPERATIVA (nel primo anno di vita)
SECONDO LIVELLO: RAPPRESENTAZIONE ICONICA (fino a 6 anni)
TERZO LIVELLO: RAPPRESENTAZIONE SIMBOLICA (dagli 8 anni)
PRIMO LIVELLO: nella rappresentazione esecutiva il bambino si rappresenta l'oggetto che conosce attraverso l'azione mediante la quale lo utilizza (attraverso l'esecuzione di un'azione).
ESEMPIO: si rappresenta l'acqua da bere mediante l'atto del bere (dal biberon o dal bicchiere).
Si tratta di una rappresentazione "concreta".
(Domanda agli studenti: Secondo voi si può paragonare al pensiero egocentrico di Piaget e al linguaggio egocentrico di Vygotskij?)
SECONDO LIVELLO: nella rappresentazione iconica il bambino si rappresenta l'immagine (iconico deriva dal greco εἰκών che si pronuncia eicòn e vuol dire immagine) percepita attraverso i 5 sensi: immagine, o rappresentazione, visiva, tattile, olfattiva, uditiva, di gusto.
Esempio: l'urlo della madre alla vista della camera in disordine.
TERZO LIVELLO: nella rappresentazione simbolica il bambino, dagli 8 anni in poi, si basa sul simbolo astratto, ha la capacità di ragionare in termini astratti.
Corrisponderebbe al 4° stadio operatorio formale di Piaget, che però Piaget individuava dai 12 anni in poi.
IL PENSIERO E LA CULTURA
Nell'osservare i processi del pensiero, Bruner si accorge che il pensiero è influenzato non solo dalle caratteristiche personali ma anche dal contesto culturale.
Si accorge che i risultati educativi scolastici cambiano, a seconda del grado di povertà, o del grado di appartenenza a classi sociali differenti, con differenti diritti sociali.
Inoltre influisce sul pensiero tutto ciò che ci circonda nello Stato in cui viviamo, ossia gli abiti, l'arte, la musica, differenti in Africa, in Asia ecc.
A influire sul pensiero è anche lo stesso linguaggio (come lingua). Si pensi, ad esempio, alla lingua italiana che contempla un soggetto con un articolo determinativo o indeterminativo, un predicato verbale che si coniuga in tantissimi tempi, un complemento ecc. E si pensi alla grammatica inglese, molto diversa da quella italiana.
Ma c'è un altro aspetto che Bruner fa rientrare nel rapporto tra pensiero e cultura: sono le relazioni sociali, che possono essere di diversi tipi:
familiari
amicali
educative.
Molta importanza hanno, per Bruner, la relazione familiare, il rapporto familiare, madre-bambino nei primi 3 mesi di vita, e il rapporto educativo che deve trovare modi efficaci volti a migliorare lo sviluppo del pensiero dei bambini e dei ragazzi.
IL PENSIERO NARRATIVO
Il pensiero narrativo è una modalità di organizzare l'esperienza.
Si basa su una logica soggettiva che tiene conto delle emozioni e delle relazioni con gli altri individui.
Il pensiero logico-scientifico, invece, utilizza informazioni vere e "fredde".
Il pensiero narrativo, che ci consente di raccontare una vacanza a un amico, favorisce la socializzazione; è un potente mezzo di relazione.
Far memorizzare in classe:
- le 3 argomentazioni sul pensiero;
- i 3 livelli delle rappresentazioni;
- le 3 relazioni sociali
con associazioni per immagini inventate dagli studenti
Le diapositive presentate sotto sono a cura della studentessa G.D.G. in occasione della presentazione di unalezione di psicologia cognitiva (peer to peer learning)tenuta in classe il 28 settembre 2016, as 2016 2017




