5 C LSU as 2018 2019 Sociologia
Libro in adozione: Vincenzo Matera, Angela Biscaldi, SOCIOLOGIA IL MANUALE DI SCIENZE UMANE, Ed. Deascuola
Mese marzo 2019 UNITA' 5
Le dimensioni sociali della globalizzazione
UNITA' 5 (vecchia edizione) = UNITA' 1 (nuova edizione)
5.1 La mondializzazione dei mercati
da pag. 206 a pag. 210 vecchia edizione = da pag. 8 a pag. 12 nuova edizione
Pag. 206 vecchia edizione

DEFINIZIONE: La globalizzazione è l'inseme dei processi di varia natura (natura economica, culturale, di comunicazione e politica) che tendono ad accorciare le distanze e a unificare il mondo attraverso sistemi di portata mondiale (attraverso la dislocazione delle attività produttive, le immigrazioni, internet, le televisioni satellitari, le organizzazioni internazionali), superando le barriere nazionali e creando una "società globale" a cui tutti apparteniamo.
LEGGERE
Le scarpe da basket di Silvia
Esempio di "GLOBALIZZAZIONE" (lettura tratta da "ORIZZONTE SCIENZE UMANE", Clemente e Danieli, Paravia pag. 481, testo adottato al LES). Possibilmente farsi prestare il libro dagli alunni del LES per le letture
Durante l'avventura sportiva di Silvia, che ha giocato a pallacanestro fino a 20 anni, le sue scarpe da basket hanno viaggiato tanto, in diverse palestre e città. Ma il viaggio più interessante è quello che hanno fatto prima di finire ai suoi piedi. Un itinerario lungo, che tocca diversi Paesi, persone ed esperienze.
Il marchio che c'è sulle scarpe appartiene a una grande azienda che ha sede negli Stati Uniti. Le scarpe non vengono però fabbricate lì, e neppure dalla stessa azienda, ma da altre a cui essa appalta la produzione, che hanno fabbriche soprattutto in Paesi dell'Estremo Oriente: Vietnam, Cina, Indonesia.
Le persone che hanno prestato la loro immagine per pubblicizzare i modelli di scarpe sono campioni sportivi di varie discipline, che risiedono in diversi Paesi - Stati Uniti, Spagna, Italia, Sudafrica - ma la cui immagine è conosciuta, grazie alla diffusione dei media, in tutto il mondo.
Silvia non ha comprato le sue scarpe in un negozio, ma in un outlet a 150 Km da casa sua; l'outlet fa parte di una grande catena di strutture consimili, specializzate nella vendita a ribasso delle grandi marche, che ha punti vendita in Italia, Francia, Austria, Belgio, Germania, Grecia, Olanda e Regno Unito. Il fondatore di questa catena è un americano, ma la sede del gruppo è a Londra.
Quando le sue scarpe hanno cominciato a usurarsi, Silvia ha acquistato via internet una speciale colla per ripararle, prodotta da un'azienda che ha sede in California. La piattaforma per il commercio elettronico su cui ha effettuato il suo acquisto è stata fondata negli Stati Uniti da un iraniano nato a Parigi.
Quanti soggetti sono coinvolti nella produzione e commercializzazione di un paio di scarpe?
PROVA A FARNE UN ELENCO
LETTURA
Storia di una T-shirt
Leggere la SCHEDA n. 17 a pag. 208 e pag 209 del libro di testo v. e. (da pag. 10 a pag. 11 della n.e.)
Nella scheda è riassunta la storia, di una maglietta, ricostruita dall'economista statunitense Pietra Rivoli: T-shirt comprata in Florida a Fort Lauderdale, venduta dalla catena Walgreen ma realizzata in Cina con cotone coltivato in Texas e stampata e distribuita da un produttore della Florida.
Prima di parlare della delocalizzazione dovuta alla globalizzazione ricordiamo un po' di storia:
Il fenomeno dell globalizzazione è parallelo all'affermazione del capitalismo e alla caduta del Muro di Berlino nel 1989 con la conseguente scomparsa dell'Unione Sovietica.
LEGGERE
Approfondimento dal testo del LES pag. 539 e pag. 540: La caduta del muro di Belino determina il crollo dei regimi totalitari di ispirazione comunista, in particolare degli Stati-cuscinetto formatisi a ridosso del suo territorio, ossia Polonia, Cecoslovacchia, Romania, Bulgaria, Ungheria e Albania uniti ad essa dal "Patto di Varsavia" (1955-1991) + la Germania dell'Est.
Un altro elemento che influisce sulla delocalizzazione e la globalizzazione, anche se si tratta di storia contemporanea, potrebbe essere indicato nelle cosiddette "Primavere arabe". Con questa espressione, coniata dai giornalisti, si suole indicare il movimento di protesta tra il 2010 e il 2011 degli Stati del Medio Oriente e del Nord Africa. La rivolta, partita dalla Tunisia, si estende rapidamente a Paesi come la Libia, l'Egitto, la Siria e, in misura minore, nelle monarchie del Golfo Persico (Yemen e Arabia Saudita).
Motivo della protesta: le difficili condizioni di vita delle popolazioni (povertà, violazione dei diritti umani, oppressione).
Le proteste, però, sfociano ben presto in vere e proprie guerre civili tra le forze rivoluzionarie e i sostenitori dei vecchi regimi, che in alcuni casi, come in Libia o in Siria, determinano gravi instabilità politiche e sociali: in Libia con la caduta, grazie all'intervento di vari Stati occidentali, del colonnello Gheddafi il 20 ottobre del 2011, e in Siria dove, tra le forze di opposizione al regime del presidente Bashar al-Assad si è imposto un gruppo terroristico dell'ISIS che nel 2014 ha unilateralmente proclamato la nascita di un califfato nei territori caduti sotto il suo controllo rendendosi protagonista di massacri e atti di violenza nei confronti della popolazione e mandante di attentati come quello del 13 novembre 2015 al Bataclan (è un teatro) di Parigi, in cui sono rimaste uccise 90 persone.
Gheddafi 1942-2011 Bashar al-Assad 1965
Link
per collegarsi digitare su google (NON su youtube): La caduta del muro di Berlino - OVO
Una finestra sull'arte ...

Street art: titolo dell'opera: "Il bacio fraterno" del 1989, Dmitri Vrubel" (dalla foto del 1979 fotografo Regis Bossu)
Oggi il muro di Berlino contiene opere di Street Art dipinte alla sua caduta nel 1989, come quella sopra riportata dell'artista sovietico sovietico Dmitri Vrubel che decise di ritrarre, sul lato est del muro, il bacio fraterno socialista tra Erich Honecker (capo politico della Germania dell'Est) e Leonid Brezhnev (segretario del Partito Comunista dell'Unione Sovietica), che furono fotografati durante il 30° anniversario della Repubblica democratica tedesca della Germania Est nel 1979. L'autore dello scatto è, invece, il fotografo Regis Bossu.
La didascalia che Dmitri Vrubel scrisse sotto il murales dice: "Dio mi aiuti a sopravvivere a questa storia d'amore mortale."
Curiosità: Il bacio fraterno socialista consiste in un abbraccio e un bacio sulle guance o sulla bocca. L'origine di questo uso deriva dai riti della Chiesa ortodossa. Tra i leader politici comunisti era visto come una questione di formalità. Così, quando il presidente tedesco orientale Erich Honecker andò ad abbracciare il leader sovietico, il bacio non fu un gesto eclatante.
L'integrazione economica da pag. 206 a pag. 208
(8-10 nuova edizione)
FARE LETTURA: "LA NEW ECONOMY" A PAG. 207 (VECCHIA EDIZIONE) = PAG. 9 (NUOVA EDIZIONE)
Delocalizzazione
Dietro a un brand ci sono vari Paesi del mondo.
Le scarpe Nike, ad esempio, nell'immaginario dei consumatori sono legate agli Stati Uniti, ma sono fabbricate nel Sudest asiatico: in Thailandia e in Vietnam.
I protagonisti di questa tendenza, a far costruire, assemblare, pubblicizzare in più parti del mondo un prodotto, sono per lo più imprese multinazionali.
Un fenomeno caratteristico dell'economia globalizzata è la DELOCALIZZAZIONE.
Con questo termine si indica la tendenza, da parte di molte imprese occidentali, a trasferire determinati segmenti della loro attività produttiva in Paesi diversi da quello di origine, nei quali esistono condizioni economicamente più vantaggiose, ad esempio un minor costo della forza lavoro, una bassa pressione fiscale, una situazione logistica favorevole come la vicinanza delle materie prime ec.
In genere la delocalizzazione avviene nei Paesi in via di sviluppo (Asia, Africa).
Tuttavia si scopre che a volte si verificano vere e proprie forme di sfruttamento, vista la disponibilità ad accettare condizioni di lavoro estreme.
Approfondimento: FIAT, la decisione di Marchionne.
Il video, del 2013, si riferisce alla decisione presa da Marchionne, dirigente FIAT poi scomparso nel 2018, di delocalizzare la FIAT
L'unificazione culturale da pag. 209 a pag. 210 (vecchia edizione) oppure da pag. 11 a pag. 12 della nuova edizione
La mondializzazione del mercato, o globalizzazione, non ha portato a una unificazione politica o culturale ma ha portato comunque dei benefici, come ad esempio nelle reti di trasporto e delle comunicazione (internet) ma anche ad accordi sovranazionali come ad esempio il "Protocollo di Kyoto" del 1997 entrato in vigore agli inizi del 2005 che riguarda la tutela dell'ambiente di tutto il pianeta. Il Protocollo di Kyoto, formato da 28 articoli, sancisce l'impegno degli Stati a ridurre l'inquinamento ambientale.
Link Video Rai di 1 minuto. Se nonn riuscite a collegarvi, digitate il seguente titolo: Entra in vigore il Protocollo di Kyoto - Storia - Rai Cultura
Lettura, "Amartya Sen e la felicità", da pag 210 a pag. 211 della vecchia edizione e da pag. 11 a pag. 12 delle nuova edizione:
è sull'identità, sull'eudaimonia aristotelica e lo sviluppo pluralistico teorizzato da Amartya Sen, premio Nobel per l'economia 1998, indiano di origini (nato nel 1933) e rettore del Trinity College a Cambridge.
In sintesi:
Sen studia l'identità. Egli rifiuta le cosiddette "identità univoche" fondate su un unico criterio religioso o culturale e riconosce l'esistenza delle "identità plurime" che convivono in ognuno di noi e legate a cittadinanza, religione, origini geografiche, professione, abitudini alimentari, interessi sportivi, gusti musicali ecc. che simultaneamente conferiscono un'identità specifica all'interno del gruppo di cui si è membri.
(SI FACCIA IL CONFRONTO CON APPADURAI, CAPITOLO DI ANTROPOLOGIA DI QUINTA C AS 2018 2019: UN'UNICA IDENTITA' CON PIU' SFACCETTATURE)
Link Video di 4 minuti. Umberto Galimberti, L'identità
Il contenuto di questo video è stato anche trasmesso in streaming il 21 marzo 2020 da "Prendiamola con filosofia"
5.2 Le megalopoli delle periferie del mondo
da pag. 211 a pag. 215 vecchia edizione o da pag. 13 a pag. 16 della nuova edizione
Con l'espressione "megalopoli periferiche" si intendono le "metropoli globalizzate del Terzo mondo" ossia quelle metropoli che sono sedi di importanti operazioni di delocalizzazione da parte di imprese occidentali ma anche sedi di una ricchezza mal distribuita, per cui nelle meglopoli periferiche si trovano famiglie ricchissime e allo stesso tempo gli slums (baraccopoli). Ne sono un esempio Città del Messico, Rio de Janeiro e Bogotà nell'America del Sud, Bombay e Bangalore in India, Lagos e Nairobi in Africa.
Dalla scheda a pag. 212 vecchia edizione oppure a pag. 14 nella nuova dizione (scheda da leggere) "Bangalore: storia di una megalopoli"
Sintesi:
Bangalore fino agli anni Ottanta era nota come la "città giardino dell'India". Dal 1990 è divenuta la sede di diversi college e facoltà scientifiche. Molti ingegneri e tecnici informatici indiani oggi lavorano come progettisti per le imprese della Silicon Valley e di Seattle. La città, oltre ai giovani usciti dalle università, ha attratto moltissimi diseredati dagli Stati confinanti. Le baraccopoli coprono più di un terzo dell'area urbana.
Bangalore
LA CITTA'
da pag. 213 a pag. 215 vecchia edizione
oppure da pag. 15 a pag. 16 nuova edizione
I nomi dei sociologi legati allo studio delle città sono Max Weber, Georg Simmel e Robert Park, quest'ultimo della "Scuola di Chicago".
Nell'Ottocento le città nascono grazie all'addensarsi degli operai in prossimità delle fabbriche.
Nel 1960 nascono nuove forme di organizzazione del lavoro, le industrie diminuiscono e il modello urbano muta.
Weber studia le città medioevali e le mette a confronto con quelle moderne delineandone gli aspetti comuni: entrambe offrono lavoro, emancipazione e libertà. Entrambe generano stratificazioni sociali, processi di scolarizzazione, specializzazione del lavoro, comunicazione di massa.
Simmel paragona la città a un'enorme calamita che attira persone di ogni tipo e nella quale si possono individuare 3 tipologie di individui:
- l'eccentrico: colui che per non sparire inventa una particolarità che attiri l'attenzione;
- lo straniero;
- il libero: colui che in città si sente libero dai legami e capace di cogliere le opportunità ma anche i rischi come la privazione di punti di riferimento o la perdita della propria identità.
Park invece osserva la vita nei quartieri per studiare il nesso tra città e devianza
(NB rivedere Simmel e Park nella lezione di sociologia del IV anno).
Negli ultimi anni le città sono diventate il luogo privilegiato per le immigrazioni. Esse hanno un carattere sempre più marcatamente multiculturale.
Ma l'aumento della popolazione e del traffico hanno provocato il desiderio di abbandono della città, non appena possibile: per il tempo libero e per il fine settimana, in cui si avverte la necessità di vivere in campagna, lontano dai rumori e in tranquillità.
Le città sono diventate il luogo della separazione e della paura con la divisione in quartieri in base al reddito, alla provenienza geografica e allo stile di vita.
Leggere la scheda n. 18 da pag. 214 a pag. 215 tratta da "Ognuno potrebbe" del giornalista MICHELE SERRA (Brano molto bello, da leggere con attenzione).
Purtroppo il brano non è nella nuova edizione cartacea, tuttavia si trova nella versione online della nuova edizione.
Chi ha problemi nel reperire il testo online, per favore, deve segnalarlo. Grazie
ESERCITAZIONE IN CLASSE
5 minuti di SCRITTURA CREATIVA (con riferimenti al brano letto)
5.3 Il multiculturalismo
nella vecchia edizione è da pag. 216 a pag. 223
nella nuova edizione è nell'unità 2: 2.3 da pag. 75 a pag. 89
Spunti (su Obama) tratti dal testo in adozione al LES
Una finestra sull'arte ...

Didascalie
- "Il problema con cui viviamo tutti" "The Problem We All Live With", Norman Rockwell, olio su tela, 1961, 91cmX150cm, Museum Stockbridge, Massachussetts
- fotografia del pittore Norman Rockwell (1894-1978)
Didascalie
- Ruby Bdridges scortata nel 1960 a 6 anni
- Barack Obama
- Ruby Bridges e Barack Obama nel 2011 alla Casa Bianca davanti al dipinto di Norman Rockwell del 1961
Approfondimenti (dal LES)
Nel 2011 il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama riceve alla Casa Bianca Ruby Bridges. La donna ha 57 anni. Obama le mostra il dipinto di Norman Rockwell che la ritrae bambina, scortata dalla polizia.
Storia:
1960 Ruby Bridges ha 6 anni e vive a New Orleans. Da alcuni anni la Corte Suprema degli Stati Uniti ha dichiarato incostituzionale la segregazione razziale. Nonostante tutto, le scuole dei bianchi continuano a essere separate da quelle dei neri.
I genitori di Ruby la iscrivono alla William Frantz Public School, frequentata solo da bianchi, dove Ruby aveva superato il test di accesso.
I genitori degli altri bambini si oppongono e manifestano contro la piccola. Ruby è costretta ad avere la scorta della polizia.
Il padre perde il lavoro, i bambini bianchi vengono tutti ritirati sicché Ruby si trova a frequentare da sola la scuola.
Col tempo cominciano le prime attestazioni di solidarietà, al padre viene offerto un lavoro e i bambini bianchi poco alla volta tornano a scuola.
Nel 1999 Ruby crea una fondazione per i valori della tolleranza.
Il Presidente Obama nel 2011 dichiara: "Se non fosse stato per voi ragazzi di allora e per ciò che avete fatto e vissuto sulla vostra pelle, io non potrei essere qui".
Vedi anche il trailer (se possibile, il film) "Green Book: Il film racconta l'amicizia tra un buttafuori italoamericano e un pianista afroamericano nell'America negli anni sessanta. È ispirato alla storia vera di di Don Shirley e Tony Lip
Link: Video di 2 minuti: Green Book - Trailer italiano ufficiale [HD]
ESERCITAZIONE
MARZO 2020: 5 minuti di SCRITTURA CREATIVA: il diritto alla salute e il diritto all'informazione ai tempi del coronavirus, facendo riferimento sia alle teorie della Comunicazione studiate di recente sia ai diritti previsti dalla Costituzione, o dalla Carta di Nizza, o dall'Agenda 2030
Il multiculturalismo: Il concetto di razza, di etnia e di nazione da pag. 216 a pag. 218 vecchia ediz. e da pag. 75 a pag. 77
Multiculturalismo e multiculturalità
Definizione: il multiculturalismo è l'insieme di atteggiamenti di pensiero e progetti politici volti a tutelare le diverse culture presenti su un determinato territorio, tramite provvedimenti legislativi e altre forme di intervento.
Definizione: la multiculturalità è la convivenza di persone diverse per origini, tradizioni culturali e religione, entro la stessa unità sociale.
Razza (da cui il termine razzismo)
Foto di Oliviero Toscani per la Benetton
Definizione: la RAZZA è la distinzione in gruppi in base alle caratteristiche somatiche: colore della pelle, forma degli occhi, tipo di capelli.
Da un punto di vista biologico il concetto di razza è irrilevante in quanto tra un uomo di pelle bianca e un uomo di pelle scura ci possono essere molte più somiglianze genetiche di quante ce ne possano essere tra due bianchi (appartenenti quindi alla stessa razza).
La discriminazione razziale, quindi, come l'apartheid in Sudafrica, serve solo per legittimare soprusi o mascherare interessi politici ed economici.
Il sociologo francese Pierre Andrè Taguieff (Parigi 1946) ha coniato l'espressione "razzismo differenzialista" per indicare un atteggiamento verso le comunità immigrate piuttosto diffuso nelle moderne società occidentali, caratterizzato dalla tendenza ad accentuare le differenze culturali e dalla conseguente esclusione di ogni possibilità di dialogo.
Etnia
Foto di Oliviero Toscani per la Benetton
Definizione: il GRUPPO ETNICO è un aggregato sociale omogeneo per lingua, territorio, cultura e religione.
Nazione
Definizione: le definizioni della nazione sono tante. La più condivisa è la seguente:
La NAZIONE è una comunità di individui che condividono luogo geografico, lingua, tradizioni e simboli come la bandiera e l'inno nazionale.
Diversa è la definizione dello STATO che è "l'entità politica" sovrana costituita da territorio, popolazione che vi abita e ordinamento giuridico formato da istituzioni e leggi.
Generalmente una nazione nasce quando un'etnia prende il sopravvento sulle altre, dette "minoranze", che comunque continuano a rivendicare la loro autonomia.
ESEMPI di minoranze: i Baschi in Spagna e gli Scozzesi in Gran Bretagna.
Come nasce una nazione?
Può nascere dal basso, dall'alto o da una disgregazione.
Dal basso, quando un'etnia rivendica il proprio diritto a darsi un'organizzazione statale su un territorio.
Dall'alto, quando nasce per iniziativa di uno Stato regionale che spinge altri Stati simili all'unificazione. ESEMPIO: l'Italia è stata unita per iniziativa del Piemonte.
Dalla disgregazione quando nasce dallo sfaldamento di una unità politica precedente.
ESEMPI: L'Armenia che si è proclamata indipendente dall'Unione Sovietica nel 1991 e la ex Jugoslavia (FAR APPROFONDIRE DA UNO STUDENTE LA STORIA DELLA EX JUGOSLAVIA, CON TESINA)
Multiculturalismo e democrazia da pag. 218 a pag. 223 nella vecchia ediz. e da pag. 78 pag. 81 nella nuova ed.
Una finestra sull'arte ...
Biennale di Venezia 2015, "Expo High visibility burqa" di Marco Biagini,
outsider pavillion, Performance (foto di Anna Maria Santoro)
I tre modelli di ospitalità agli immigrati, esempio a pag. 219 e scheda 20 a pag 222 vecchia ed. ed esempio a pag. 79 e scheda a pag. 87 nella nuova edizione
Modello della istituzionalizzazione della precarietà
E' adottato in Germania. E' basato sul presupposto che l'immigrato sia una "persona di passaggio", come "lavoratore ospite" al quale sono garantiti alcuni diritti tra cui l'abitazione e forme di assistenza, anche sanitaria. Il compito dello Stato ospitante è quello di integrare l'immigrato nel mondo del lavoro ma anche di favorire la sopravvivenza dei legami con il suo Paese di origine nella speranza che possa tornarvi quanto prima.
Modello pluralista detto anche culturalista
E' adottato nel Regno Unito. Impone come unico vincolo il rispetto del diritto altrui. Le comunità immigrate possono anche manifestare pubblicamente la propria specificità culturale purché ciò avvenga nel rispetto delle regole. Nelle scuole britanniche l'esibizione della propria appartenenza religiosa non è vietata ma salvaguardata con provvedimenti specifici.
Modello assimilazionista
E' adottato in Francia. Il soggetto immigrato diventa a pieno titolo un membro della nuova comunità. Ciò significa che deve fare propria la cultura del Paese che lo ospita mentre potrà conservare le abitudini e le usanze della società dalla quale proviene solo nell'ambito domestico. Ad esempio, non può chiedere che nella mensa scolastica o aziendale non vengano serviti pasti vietati dalla sua religione (si può astenere dal consumarli a casa propria).
SCHEDA 20 a pag. 222: Il divieto di indossare il velo in Francia
Dall'aprile del 2011 in Francia è entrata in vigore una legge secondo la quale nei luoghi pubblici è proibito indossare qualsiasi velo, come burqa o niqab, che impedisca di riconoscere la persona che lo sta portando. Per i trasgressori è prevista una multa di 150 € e di 300 € per gli uomini che obbligano le donne a farlo. La cifra è più elevata se la persona è minorenne.
Simbolo della protesta contro questa legge è Kenza Driver, la musulmana che ha manifestato il suo dissenso davanti alla cattedrale di Notre-Dame.
Negli Stati tuniti: modello detto "melting pot"
Multiculturalismo e democrazia da pag. 218 a pag. 219 vecchia ediz. e da pag. 78 a pag. 79 nuova edizione
Negli Stati Uniti ci sono popolazioni di varia provenienza, principalmente dall'Europa e dall'Africa, di varie lingue e religioni (anglicani, calvinisti, cattolici, quaccheri ec.) che hanno sviluppato un forte senso di appartenenza. Gli indiani, invece, natii, sono stati confinati e non hanno sviluppato il senso di appartenenza alla nazione.
Il modello di assimilazione degli USA è detto "melting pot" (letteralmente fusione pentola) ossia "grande calderone", che consente l'unione di elementi eterogenei con il fine di costruire una identità condivisa.
Spunti da approfondire ulteriormente: la cittadinanza americana dal 1868 è riconosciuta a chi nasce negli Stati Uniti. Ma la cittadinanza americana può essere anche acquisita, per naturalizzazione o tramite legami di parentela.
In Europa l'elevato tasso di diversità culturale è iniziato negli anni Sessanta, in particolare in Italia e in Germania negli anni Ottanta.
Il multiculturalismo costringe a decidere su questioni concrete come ad esempio sui simboli religiosi o sulle concezioni diverse del matrimonio, ponendo il problema della tolleranza.
5.4 I movimenti sociali
da pag 224 a pag. 230 vecchia edizione
da pg. 21 a pag. 27 nuova edizione
Pag. 224
Definizione: I movimenti sociali sono reti di relazioni sociali identificabili per
- fini (portatori di visioni alternative del mondo; gruppi che promuovono mutamenti sociali generalmente contro il potere dominante),
- membri (i gruppi nascono spontanei e senza tessere di appartenenza come quelle di iscrizione ai partiti)
- azioni (comportamento di protesta come scioperi, cortei, raduni, volantinaggio, sit-in, blocco di funzioni pubbliche ec.).
Pag. 225 Esempio di movimento sociale in Ucraina, contro il potere dominante, a Maida piazza di Kiev:
LEGGERE
Il 21 novembre 2013 inizia una serie di manifestazioni spontanee contro la decisione di Kiev di rifiutare il libero scambio tra Ucraina ed Europa a favore della ripresa delle relazioni economiche con la Russia. Manifestano per 3 mesi. A febbraio 2014 alcuni manifestanti vengono uccisi dai cecchini. La situazione degenera. Il presidente Janukovyc è costretto a fuggire. Il movimento ottiene la firma con gli accordi con l'Unione Europea.
Link VIDEO di 25 minuti, documentario proposto dal testo in adozione: Le Maschere della Rivoluzione (2014. Documentario)
Tipi di movimento sociale pag. 224 vecchia edizione e 21 nuova edizione
Nel 1996 Sidney George Tarrow (sociologo nato nel 1938) classifica i movimenti sociali in base alla modalità di azione, che può essere pacifica o conflittuale, e alla opposizione alle istituzioni, che può essere parziale o totale.
Ne viene fuori il seguente schema:
- Movimenti conflittuali a opposizione parziale (sono movimenti espressivi per es. i no global)
- Movimenti conflittuali a opposizione totale (sono movimenti integralisti che fanno ricorso all'uso della violenza e mirano a sovvertire le
istituzioni politiche)
- Movimenti pacifici a opposizione parziale (sono movimenti riformisti con obiettivi di riforme sociali, es. i movimenti femministi o ambientalisti)
- Movimenti pacifici a opposizione totale (sono movimenti comunitari che cercano di costruire comunità alternative autosufficienti come i movimenti dei pauperisti o come gli Amish).
Il sociologo Sidney George Tarrow
Immagini con esempi di movimenti pacifisti a opposizione parziale
Foto 1 Foto 2

Foto 1 dal musical "Hair", uno dei prodotti più importanti della controcultura hippie, narra la storia di un gruppo di ragazzi “capelloni” che combattono contro la guerra del Vietnam
Foto 2 Moda di oggi ispirata ai "Figli dei fiori"
Esempio di movimenti pacifisti a opposizione totale
Link Video di 18 minuti circa: Come vivono gli AMISH (polskie napisy)|MISS MAGDULA| VLOG 65 | italian&polish
Perché gli individui si mobilitano? Pag. 226 e pag. 227 vecchia edizione e pag 23 e pag. 24 nuova ediz.
Secondo Neil Smelser (testo: "Teoria del comportamento collettivo", 1962), la mobilitazione ha la finalità di modificare le tensioni che sono all'interno del sistema sociale e secondo il sociologo francese Erik Nevue il linguaggio all'interno del movimento assume una importanza rilevante: dare un linguaggio a una protesta significa anche individuare i responsabili attraverso una distinzione tra "bene" e "male", tra "noi" e "loro".
Le interpretazioni sulle mobilitazioni possono essere riassunte in base a 3 approcci differenti di studio, nel seguente modo:
- Approccio funzionalistico secondo il quale ogni volta che si verifica una tensione, il sistema sociale deve ristrutturarsi per trovare un nuovo equilibrio (Talcott Parsons, sociologo statunitense 1902-979);
- Approccio utilitaristico secondo il quale la mobilitazione collettiva non è scontata; molti individui anziché la mobilitazione scelgono la defezione, ossia valutano l'utilità di "stare ad aspettare" e raccogliere i frutti delle mobilitazioni di altri, senza fatica. Questo atteggiamento è detto il paradosso del "free-rider" (passeggero clandestino) che viaggia gratis (teoria di Mancur Olson, economista statunitense 1932-1998);
- Approccio fenomenologico: studia, anziché le ragioni della mobilitazione sociale, i suoi processi: come inizia, come si svolge e come si conclude, con successo o con fallimento.
STORIA
LEGGERE
Novembre 1999:
In occasione della conferenza del WTO (World Trade Organization, organizzazione del commercio mondiale) - in ambito OMC (Organizzazione Mondiale del Commercio) a Seattle negli Stati Uniti - numerosi manifestanti protestano contro l'economia globale. Da quell'episodio nasce il Movimento No-global. L'espressione No-global nasce dalla stampa italiana
Nuovi movimenti sociali pag. 228 e pag. 229 vecchia ediz. e 25 e 26 nuova edizione
Mentre i Movimenti sociali classici puntavano alla ridistribuzione delle ricchezze e all'accesso ai centri decisionali e si riferivano a interessi di classe, (anche nel Medioevo e oltre), i "Nuovi Movimenti sociali" nati negli anni 60 e 70 si battono per l'affermazione dei diritti individuali legati alla qualità della vita (movimenti femministi, movimenti studenteschi, movimenti di ambientalisti, movimenti pacifisti). Essi riguardano scelte di vita come il diritto all'eutanasia, la battaglia contro l'omofobia ec.).
I Nuovi movimenti sociali sono legati alla qualità della vita secondo uno schema teorizzato da Ronald Inglehart nel 1977 di "bisogni post-materialisti" nel suo libro dal titolo "The silent revolution". Nel libro Inglehart parte dalla scala dei bisogni di Maslow (bisogni fisiologici, di appartenenza, di sicurezza, di stima e di autorealizzazione) per poi analizzare il materialismo e i nuovi stili di vita.
La capacità di organizzare nuove forme di movimenti è oggi aumentata grazie alla globalizzazione dei mezzi di comunicazione (internet) che consentono contatti di movimenti transnazionali come le ONG (si tratta di Organizzazioni non governative) attive nella tutela delle popolazioni indigene, o, altro esempio, I "Verdi" di tutti i Paesi.
Nel 1968, invece, gli strumenti a disposizione erano più elementari, ad esempio i movimenti studenteschi si basavano sull'uso di megafoni, volantinaggio, manifesti e gruppi di discussione.
Vedere video su Valle Giulia 1968 e leggere la poesia di Pasolini
Inoltre
Link Video di 1 minuto sul gay pride: Gay Pride: la comunità LGBT argentina sfila per le strade di Buenos Aires
LEGGERE
La rivolta degli ombrelli pag. 230 della vecchia edizione e pag. 27 della nuova ed.
Settembre 2014: a Honh Kong dal governo cinese vengono negate le elezioni libere per il Chief Executive. I dimostranti manifestano per 79 giorni. Simbolo della rivolta sono 3 studenti.
La manifestazione prende il nome di "rivolta degli ombrelli" perché i manifestanti utilizzano gli ombrelli per proteggersi dagli spray dalla polizia. Pechino più volte sospende la rete dei cellulari di Hong Kong.
A distanza di 3 anni, nel 2017, i 3 studenti vengono condannati. Nel video sotto si parla della loro condanna.
5 minuti di SCRITTURA CREATIVA
5.5 La guerra globale
da pag 230 a pag. 233 vecchia edizione
da pag. 28 a pag. 30 nuova edizione
Con l'espressione "guerra globale" si intende una guerra combattuta in nome di tutto il mondo.
Un tempo esisteva un campo di battaglia dove i guerrieri erano ben definiti e combattevano fisicamente, ed erano chiari l'inizio del conflitto, con una dichiarazione di guerra, e la sua fine.
Oggi questo non accade e si può parlare, come nell'economia, di "delocalizzazione della guerra": Le guerre globali coinvolgono zone e persone diverse, mescolate e connesse tra loro.
LEGGERE: Così scriveva Enzo Rutigliano in "Guerra e società" del 2011:
Un fondamentalista arabo, da una tenda in mezzo al deserto, toccando un tasto di un computer portatile, può far scontrare due treni carichi di passeggeri, nell'ora di punta, nella metropolitana di Londra.
Oggi gli USA hanno assunto il ruolo di "grande sentinella" che agisce, per conto del mondo, nei conflitti locali.
Questo ruolo degli USA è nato nel 1990, con la guerra del Golfo.
LEGGERE
La guerra del Golfo
Subito dopo il crollo dell'Unione Sovietica, Saddam Hussein, leader dell'Iraq, inseguendo il suo sogno espansionistico, invase il Kuwait, un'area particolarmente ricca di pozzi petroliferi che rifornisce di petrolio molti Stati del mondo, e lo annesse all'Iraq.
Gli USA, affermando che "il petrolio è di tutto il mondo", reagirono all'invasione e attaccarono, insieme a una piccola coalizione di Stati, e nello stesso tempo si autodichiararono "difensori degli interessi di tutti gli altri Stati".
Secondo l'interpretazione di alcuni storici, fino a quando il mondo è stato diviso in due blocchi (il blocco sovietico e gli USA e l'Occidente) c'è stato un equilibrio globale che è venuto meno successivamente
5.6 Rischio, incertezza, identità e consumi
da pag 233 a pag. 236 vecchia edizione
da pag. 17 a pag. 19
La globalizzazione è legata all'omologazione culturale dei consumi e all'identità che a sua volta è legata i consumi.
Gli studiosi che hanno approfondito questi aspetti sono tanti. Noi approfondiremo Zygmunt Bauman, Ulrich Beck e André Gorz.
Che cos'è l'omologazione culturale dei consumi?
In passato la nostra identità era relegata all'interno di confini geografici ben precisi con una religione ben precisa, cibi da consumare ben individuati ec. c'erano, quindi, dei riferimenti specifici.
Con la globalizzazione i punti di riferimento sono cambiati, non sono più specifici ma mutevoli.
Inoltre, esistono prodotti simbolici, ad esempio jeans e coca cola.
Negli anni Novanta gli oggetti avevano una funzione importante per la formazione dell'identità:
Il consumatore acquisiva una identità acquistando e condividendo un prodotto che diveniva anche un collante sociale. Chi non possedeva un certo oggetto rischiava l'esclusione sociale dal gruppo.
L'identità, quindi, veniva definita senza che per il soggetto fosse possibile procedere a costruirsela da solo.
Nell'età postmoderna la complessità degli stimoli di senso è talmente alta, soprattutto tra i cittadini delle metropoli (studio di Simmel, si veda la lezione dell'a.s. 2017/2018) che per l'individuo risulta difficile individuare le fonti di un significato di un oggetto, sicché nella postmodernità il soggetto cerca la propria identità nella molteplicità di sé: è il cosiddetto fenomeno della "saturazione". In un simile contesto, sempre maggiore significato assume la pubblicità.
Nel video sotto è riportata la pubblicità, nel 2011, dell'iPhone 4 che si conclude con la frase "Se non hai un iPhone, bè, non hai un iPhone".
iPhone X 2018
Chi acquista un prodotto imposto dal mercato, rielabora i significati che legge in quel tale prodotto.
5.7 La sociologia contemporanea
5.8 Zygmunt Bauman
da pag 243 a pag. 248 vecchia edizione
da pag. 34 a pag. 38 nuova edizione
Zygmunt Bauman

Zygmunt Bauman nato in Polonia nel 1925-morto nel Regno Unito a Leeds il 9 gennaio del 2017
fotografato al Festival della filosofia 2015 da Anna Maria Santoro
Bauman non usa il termine postmodernità, o meglio, lo usa fino agli anni 90. Successivamente abbandona questo termine e lo sostituisce con l'espressione: "modernità liquida" che ha una natura illusoria per la perdita delle certezze, in contrapposizione all'idea di solidità avviata in Europa dal XVII con la fiducia incontrollata nella ragione e con la collocazione del trascendente su un piano diverso da quello della realtà.
Secondo Bauman la fine della contraddizione tra Est e Ovest ha determinato il crollo di una visione totalizzante del sociale, con una pluralità di culture in cui l'uomo è costretto a vivere di incertezze: incertezze sia sociali che individuali.
Bauman applica la metafora della liquidità a molti aspetti della vita: all'amore (amore liquido), alla paura (paura liquida) ec., elencando alcune caratteristiche di questa nuova società: costante perdita di stabilità lavorative, relazioni d'amore poco durature, nasce indifferenza nei confronti della politica, incapacità dei politici di risolvere i problemi.
Una caratteristica predominante della società liquida è la flessibilità, ovvero la capacità di essere pronti a cogliere ciò che passa, qui e ora: Non si può essere né lenti, né anacronistici, né non conformi.
Secondo Bauman con la globalizzazione gli Stati non hanno più potere perché chi comanda è il mercato globalizzato: una fabbrica può essere delocalizzata senza che il governo possa intervenire.
Nel terzo video sotto, si comprende come il politico della società liquida, persa ogni possibilità di intervento economico, passi a far notare la propria presenza con l'unico argomento tangibile del momento: l'immigrazione.
Un'altra teorizzazione singolare di Bauman riguarda il "rifiuto":
- rifiuto inteso come prodotto, ovvero come oggetto, che il mercato decide sia "vecchio" (questo crea un cumulo enorme di rifiuti);
- rifiuto inteso come "povero reietto": individuo che non ha lavoro e che, nella società liquida, viene considerato come "colui che sceglie di non lavorare" o "colui che non si impegna".
I 3 video sotto riportati sono suggeriti dal libro in adozione
Sulle identità
Confronto con Cartesio e il Cogito ergo sum
Dal Cogito ergo sum di Cartesio, di cui parla Bauman, al Sum ergo cogito, di cui parla Ennio Calabria in un'intervista del 2019
Link: video di 2 minuti: Ennio Calabria in mostra a Roma, pittore dell'uomo e del sentire
Sull'incertezza
Sull'autorità genitoriale e degli insegnanti
5.9 Ulrich Beck
da pag 249 a pag. 251 vecchia edizione
e da pag. 41 a pag. 43
Ulrich Beck
Ulrich Beck nato in Polonia nel 1944-morto in Germania nel 2015
LEGGERE: Il 26 aprile 1986 c'è un grave incidente nucleare nella centrale nucleare V.I. Lenin, situata in Ucraina settentrionale (all'epoca parte dell'URSS), a 3 km dalla città di Pryp"jat' e 18 km da quella di Černobyl', 16 km a sud del confine con la Bielorussia: esplode uno dei reattori nucleari contaminando l'ambiante con radiazioni 100 volte superiori a quelle di Hiroshima e Nagasaki.
Dopo alcuni giorni viene dichiarato lo stato di emergenza. Arrivano mille pullman per far sgombrare la città. Agli abitanti viene detto che si tratta solo un allontanamento temporaneo, invece non vi faranno più ritorno.
Grandi quantità di vapore con particelle radioattive si diffondono in tutta Europa.
5 minuti di SCRITTURA CREATIVA
In quello stesso anno viene pubblicato un saggio di Ulrich Beck (Polonia 1944-2015) dal titolo "La società del rischio" secondo il quale il rischio che la società attuale è costretta ad affrontare trascende le frontiere abituali, è difficile da riconoscere ed è sistemico (derivante cioè dalla natura stessa delle tecniche di produzione moderne, una sorta di "effetto indesiderato" delle stesse).
Con il caso di Chernoyl per la prima volta i cittadini di tutto il mondo hanno la sensazione dell'implicazione in eventi che accadono a distanza.
Secondo Beck, così come avviene per le dinamiche economiche e globali che sfuggono al controllo dell'uomo, anche il livello tecnologico alto aumenta produzione e ricchezza ma fa aumentare anche il rischio.
Il rischio a volte è trasversale nel senso che esso annulla ogni differenza sociale, come è avvenuto durante il disastro nucleare di Chernbyl, ma è anche vero, entro certi limiti, che chi ha ingenti risorse economiche può comunque limitarlo.
L'analisi di Bech si collega alla linea di pensiero dominata dall'idea del "mondo fuori controllo" alla quale possono essere collegati alcuni pensatori del passato come Max Weber, Simmel e Marcuse.
Convergenze tra Beck e Bauman
Un altro aspetto, oltre a quello del rischio, che Beck sottolinea nella società attuale è che gli individui non sono più legati a determinati automatismi, come ad esempio quello di perseverare nella medesima classe sociale, ma sono più liberi di costruire una vita diversa e fuori dagli schemi tradizionali. Ma questa libertà dagli schemi tradizionali se per alcuni individui è sinonimo di libertà, per altri è sinonimo di disagio.
Un'altra indagine, che condivide con Bauman, è la crisi della politica di fronte alla globalizzazione: secondo Bech è inutile insistere sulla salvaguardia delle sovranità nazionali ma occorre accettarne una riduzione, a favore di integrazioni di ampie zone, come quelle dell'Europa.
Tema da approfondire "Brexit".
5.10 André Gorz
da pag 252 a pag. 255 vecchia edizione
e da pag. 44 a pag. 47 nuova edizione
André Gorz
André Gorz filosofo nato in Austria nel 1923-morto in Francia nel 2007
L'ultimo libro scritto da Gorz è del 2003 ha per titolo "L'immateriale. Conoscenza, valore, capitale" in cui parla del declino della "produzione materiale" a favore di una "produzione immateriale".
Nella produzione immateriale vengono meno i tradizionali criteri che in passato regolavano il lavoro: lo spazio, il tempo, il bene, il salario e la distinzione tra tempo lavorativo e tempo libero.
Marx in passato aveva parlato di capitalismo, di lavoro, di valore, plusvalore, valore d'uso e valore di scambio, quest'ultimo determinato dalle ore di lavoro impiegate per produrre un oggetto (vedi Marx in V A filosofia a.s. 2016/2017).
Secondo Gorz questi termini assumono significati e connotazioni diversi nella società postmoderna dove il capitale non è più materiale ma immateriale: esso è il know how, per cui il capitale più prezioso diventa il lavoratore.
Le risorse immateriali come l'intelligenza e la creatività secondo Groez non sono misurabili né scambiabili (fa questo discorso in rapporto all'antica divisione tra valore d'uso e valore di scambio di Marx).
Groez analizza la capacità dell'uomo di "produrre consumatori". Tuttavia questa capacità di utilizzo dell'intelligenza potrebbe creare quello che definisce con il termine "postumano": quando le conoscenze scientifiche e tecnologiche sono troppo specializzate fanno perdere di vista il contesto e generano la cosiddetta "società dell'ignoranza" che porta l'uomo a cementificare, a privatizzare le risorse primarie come l'acqua, la luce, gli spazi (non dimentichiamo che dagli anni 60 Gorz si era avvicinato al movimento ecologista e aveva sviluppato posizioni a favore di una "nuova logica politico-ambientalista".
LEGGERE:
Tratto dal quotidiano LA STAMPA del 2007
Si è suicidato il filosofo Andrè Gorz
Il grande intellettuale francese è stato ritrovato morto insieme alla moglie nella loro casa di Vosnon
Si è suicidato, assieme alla moglie, Andrè Gorz, grande filosofo francese e cofondatore del settimanale Nouvel Observateur. Aveva 84 anni e sua moglie Dorine, affetta da una malattia degenerativa, ne aveva 83. Sono stati ritrovati, l’uno a fianco all’altro, nella loro casa di Vosnon, nell’Aube.
Gorz, 84 anni, aveva diretto negli anni Sessanta «Le Temps Modernes», la rivista fondata da Jean Paul Sartre nel 1944, alla quale diede il proprio segno, traendo ispirazione anche da quella parte della sinistra italiana che si riconosceva in nomi come Vittorio Foa e Bruno Trentin.
Nel 1964 fondò con Jean Daniel il settimanale «Nouvel Observateur» ma più tardi se ne sarebbe distanziato portandosi su posizioni più radicali e facendosi padre in Francia del pensiero dell’ecologia politica e dell’anticapitalismo.
Autore di numerosi volumi, fra questi «Ecologia e politica», «Ecologia e libertà», «Addio al proletariato» e «Metamorfosi del lavoro», la sua ultima opera era intitolata «Lettere a D. La storia di un amore», pubblicata lo scorso anno. Si concludeva con la frase «Vorremmo non sopravvivere l’uno alla morte dell’altro. Ci siamo detti che se, per assurdo, dovessimo vivere una seconda vita, vorremmo trascorrerla insieme».
Ieri sulla porta della loro casa di Vosnon, dove la coppia viveva da un ventennio, un semplice messaggio «Avvisare la gendarmeria».
Il presidente francese Nicolas Sarkozy ha espresso il suo dolore per la scomparsa del filosofo, «grande figura di intellettuale della sinistra francese ed europea».
5.11 Tecniche della ricerca sociale
da pag 261 a pag. 264 vecchia edizione
Le tecniche della ricerca si suddividono convenzionalmente in
- Tecniche quantitative;
- Tecniche qualitative.
In entrambi i casi si raccolgono dati.
Nel primo caso si tratta di raccolta di dati quantitativi attraverso la somministrazione di test e questionari (per esempio per un sondaggio d'opinione, in cui si seleziona un campione rappresentativo del totale);
Nel secondo caso si tratta di dati qualitativi attraverso la raccolta di storie di vita e di esperienze personali irriducibili a uno schema prefissato.
La tecnica di ricerca deve essere prefissata e condivisa e rappresenta un vincolo.
La validità di una tecnica di raccolta dei dati va verificata in base alle caratteristiche del fenomeno che si studia.
La validità di raccolta si definisce validità ecologica quando è aderente al mondo reale, ad esempio se si vuole studiare come viene praticato l'aerosol nei bambini, si deve ricreare, artificialmente, una situazione simile il più possibile alle condizioni reali nelle quali la madre pratica questa terapia.
La ricerca delle fonti
Le fonti si distinguono in
- fonti orali;
- fonti scritte.
Le prime sono rappresentate dagli elementi che emergono durante l'intervista o il colloquio mentre le seconde comprendono tutti i documenti scritti, tratti da lettere, archivi, biografie, pubblicazioni dell'Istat, del Censis, dell'Eurostat ecc...
Una delle ricerche oggi utilizzata nel campo sociale è la ricerca etnografica, ossia la raccolta di registrazioni, appunti, video o audio in presa diretta del fenomeno, "sul campo".
Un esempio di indagine etnografica è rappresentato dalle osservazioni condotte, sul campo, da Erving Goffman in un ospedale psichiatrico di Washington che l'autore presentò nell'opera "Asylums" del 1961, tradotta in Italia nel 1968 da Franca Basaglia, moglie di Franco Basaglia, lo psichiatra al quale si deve la Legge 180 del 1978 che comportò la chiusura dei manicomi.
Nel testo Goffman parla di "luoghi":
Mentre nel normale vivere quotidiano l'esistenza si svolge in luoghi diversi, che sono almeno tre (il luogo in cui si vive, quello in cui si lavora e quello in cui si socializza), in alcuni casi esistono luoghi in cui si svolge l'intera esistenza; è questo il caso dei "luoghi totali", così li definisce Goffman, e sono, ad esempio, gli orfanotrofi, le carceri, gli ospedali, in cui tutte le attività si svolgono nello stesso luogo con la presenza di sorveglianti e controllo totale sui sorvegliati.
Goffman descrive, in siffatti ambienti, episodi di violenza e di marginalizzazione.
SCHEDA pag. 261
Il campionamento
Il campione è la parte, del tutto, su cui si svolge l'indagine.
Perché esso sia rappresentativo del tutto, (ossia dell'insieme, ossia "dell'universo"), occorre seguire le seguenti regole:
- Il campione deve essere sufficientemente alto (ad es. un campione di soli 10 studenti su un totale di 100.000 è troppo basso e non sufficiente);
- Il campione deve riprodurre, in scala, le caratteristiche "dell'universo".
SCHEDA pag. 262
Il questionario
Il questionario consente di ottenere dati omogenei.
Il ricercatore deve disporre già di una buona conoscenza dell'ambito di cui intende indagare alcuni aspetti.
Rischi: si può perdere la genuinità del soggetto, si rischia di sollecitare risposte estranee alla vita sociale dell'intervistato, si rischia di ricevere risposte di "comodo".
SCHEDA pag. 263
L'intervista
Si devono innanzitutto delimitare i nuclei tematici.
L'intervista può essere strutturata o non strutturata.
E' strutturata quando è basata su un questionario preesistente.
Nell'intervista non strutturata, o libera, l'intervistatore si limita a pochi interventi.
Laboratorio a pag. 267