Psicometria: (GALIMBERTI U., Nuovo dizionario di psicologia , Feltrinelli Milano, 2018, p. 1043): "Branca della psicologia che tenta di tradurre in termini numerici e quantitativi gli aspetti dell'attività psichica o della personalità, normale o patologica, che altrimenti rimarrebbero oggetto di una valutazione soggettiva e descrittiva. Dal punto di vista epistemologico essa rappresenta l'applicazione del modello medico-naturalistico alla psicologia, nel tentativo di formulare "oggettivamente" quello che altrimenti resterebbe a livello di intuizione "soggettiva".
TERMINOLOGIA MOLTO SEMPLIFICATA
PSICOMETRIA : Branca della Psicologia volta a misurare le caratteristiche psicologiche non osservabili direttamente, ma osservabili attraverso il comportamento che, in teoria, dovrebbe esserne la manifestazione.
VARIABILE : Qualsiasi caratteristica individuale o qualsiasi condizione, evento o comportamento che possono essere concepiti come una categoria con diversi valori (ad es. genere sessuale, altezza, titolo di studio, condizioni atmosferiche).
COSTRUTTO : Caratteristica psicologica, interna, di un individuo, non misurabile direttamente, ad esempio ansia, intelligenza ec.
INDICATORI : Comportamenti osservabili.
La natura della relazione tra il costrutto e gli indicatori consente di fare una distinzione tra:
MODELLO A INDICATORI RIFLESSIVI quando il costrutto è visto come causa degli indicatori comportamentali osservati (ad esempio si può ipotizzare che l'ansia sociale -costrutto- sia la causa della paura di essere guardati mentre si mangia, mentre si lavora, mentre si cammina, mentre si prende un caffè al bar ec. -indicatori);
MODELLO A INDICATORI FORMATIVI quando, al contrario, sono gli indicatori ad essere visti come causa di un costrutto (ad esempio un lutto o un divorzio o mobbing -indicatori- generano stress -costrutto).
OPERAZIONALIZZAZIONE : è l'individuazione degli indicatori di un costrutto. Individuazione dei comportamenti osservabili che rimandano a una caratteristica psicologica.
SCALING : E' un processo di misurazione quantitativa di un costrutto ipotetico attraverso un numero.
TEST
TEST PSICOLOGICO : E' una procedura oggettiva e standardizzata che consente di misurare un costrutto attraverso item .
L' OGGETIVITA' è la riproducibilità dei risultati ottenuti;
La STANDARDIZZAZIONE è la procedura che consente di rendere uniformi, e quindi comparabili, le scale di misurazione di test diversi o di gruppi diversi, attraverso la definizione degli item, la procedura di somministrazione di un test, la modalità di raccolta dei risultati e l'interpretazione dei dati.
Test delle 15 parole di REY : E' un test di memoria verbale in cui un individuo deve apprendere una lista di 15 parole elencate alla velocità di 1 parola al secondo e ricordarle sia nell'immediato -rievocazione immediata- , sia dopo un ritardo di 15 minuti -rievocazione differita-.


Minnesota Multiphasic Personality Inventory : E' un test per valutare le caratteristiche della personalità e i disordini del tipo emotivo. E' costituito da 567 elementi a doppia risposta alternativa ("vero" o "falso"), con 8 tipi di scala di validità (menzogna, frequenza ec.)
Esempio:
ERRORI DI MISURA IN PSICOLOGIA
ERRORE : E' la discrepanza tra il punteggio ottenuto in un test e il valore "vero" del costrutto. Si distinguono due tipi di errori: ERRORE SISTEMATICO , che è un tipo di errore che incide allo stesso modo, con la stessa intensità e stessa direzione, su tutte le risposte di un test, producendo una costante sottostima o sovrastima dei valori, ed ERRORE CASUALE , che è impossibile da prevedere o controllare perché dipende da una molteplicità di fattori, spesso anche impossibile da identificare; è dovuto, per l'appunto, al caso.
L' ATTENDIBILITA' è un indice di precisione: è il grado di accordo tra misurazioni indipendenti dello stesso costrutto.
L' ATTENDIBILITA' di un test riguarda sia:
La CONSISTENZA ESTERNA (stabilità) attraverso il TEST-RETEST e il TEST DELLE FORME PARALLELE
sia la COERENZA INTERNA (precisione) attraverso il TEST SPLIT-HALF e il TEST ALFA DI CRONBACH (entrambi prevedono 1 somministrazione)
Esistono 2 metodi diversi per valutare l' ATTENDIBILITA' come CONSISTENZA ESTERNA (stabilità) :
1) Il TEST-RETEST , che consiste nel somministrare 2 volte (a una distanza da 3 ai 6 mesi) lo stesso identico test: allo stesso identico gruppo, in due tempi differenti.
Il coefficiente di correlazione r di Pearson è un esempio di indice statistico che può essere impiegato per valutare il grado di correlazione (cioè di associazione) tra i punteggi riportati dai soggetti nelle due misurazioni ripetute, e fornisce dunque un'indicazione quantitativa dell'attendibilità del test.
Questo coefficiente può variare da 0 a 1: maggiore è il suo valore (idealmente vicino a 1), maggiore sarà l'associazione tra le due serie di punteggi (il che significa che i soggetti hanno ottenuto punteggi simili nelle due somministrazioni) e maggiore sarà, di conseguenza, l'attendibilità del test.
Convenzionalmente, un test è considerato attendibile quando il valore del coefficiente di correlazione tra le due misurazioni indipendenti è almeno uguale a 0.75 – 0.80 ;
2) Il TEST DELLE FORME PARALLELE (o ALTERNATIVE) che consiste nel somministrare allo stesso gruppo di soggetti, in due momenti differenti, 2 versioni equivalenti ( dette parallele o alternative ) dello stesso test, per poi calcolare la correlazione tra i risultati ottenuti nelle due somministrazioni.
In pratica, questa procedura è molto simile a quella del test-retest, con la differenza che, invece dello stesso identico test somministrato due volte, in questo caso vengono somministrate due versioni diverse dello stesso test, ma equivalenti (equivalenti in termini di contenuto, modalità di somministrazione, risposta e caratteristiche psicometriche).
Dal momento che con il metodo split-half valutiamo la coerenza interna calcolando la correlazione tra due metà di un test, il coefficiente va interpretato come misura dell'attendibilità del test di metà lunghezza. Motivo per cui è necessario, per avere una stima dell'attendibilità dell'intero test, applicare un ulteriore passaggio, che nella maggior parte dei casi consiste nel correggere il valore dell'applicazione utilizzando la formula “profetica” di Spearman-Brown (Spearman, 1927) .
Per VALIDITA' dei test psicologici si intende quanto quel test attraverso gli item che lo composizione è in grado di misurare effettivamente il costrutto che si propone di misurare e non altro (infatti un test potrebbe avere un'elevata attendibilità ma non misurare ciò per cui è stto costruito, ovvero mancare di validità. ESEMPIO: i test di intelligenza sebbene siano attendibili, misurano solo un ristretto ambito di abilità intellettive escludendo, ad esempio, la gamma degli indicatori relativi al pensiero creativo). In metodologia si tende a distinguere diversi tipi di VALIDITA':
La VALIDITA' DI FACCIATA detta anche VALIDITA' DI IMMAGINE : implica metodi qualitativi di valutazione. Si riferisce all'aspetto del test, alla sua facciata, a come apparire agli occhi degli esaminati e di chi somministra il test. Si valuta, quindi, la reazione al contenuto (McBurney 1994);
La VALIDITA' DI CONTENUTO : implica metodi qualitativi di valutazione: gli item utilizzati per la misurazione di un certo costrutto costituiscono un campione rappresentativo dell'universo di comportamenti possibili relativi al costrutto che si vuole misurare (Gnisci e Pedon,2004). La validità del contenuto riguarda il campionamento degli item di un test e per campionare correttamente gli item sono necessarie tre operazioni :
-Una descrizione accurata del campo di contenuto,
-Il campione degli item con caratteristiche di esaustività, chiarezza, e non equivocità, concettuale
-Verifica della validità degli articoli ESEMPIO DELL'ESAME SUL SOLO MODULO 1;
La VALIDITA' DI CRITERIO (o esterna) : implica metodi quantitativi di valutazione. E' il grado di corrispondenza tra la misurazione del costrutto e la misurazione dei comportamenti diversi dal costrutto originario ma con cui hanno un giustificato legame teorico . ESEMPIO DEL SUCCESSO LAVORATIVO.
Possiamo distinguere due tipi di validità di criterio: la validità concorrente quando la misura del criterio è concomitante con la misura del costrutto (ESEMPIO IL PUNTEGGIO DI INTELLIGENZA MESSO IN RELAZIONE CON IL PROFITTO SCOLASTICO) e la validità predittiva quando il costrutto viene misurato prima mentre il criterio in un momento differito (ESEMPIO UN TEST DI INTELLIGENZA IN GRADO DI PREVEDERE IL RENDIMENTO SCOLASTICO).
La VALIDITA' DI COSTRUTTO : implica metodi quantitativi di valutazione. E' il grado in cui uno strumento misura ciò che intende misurare. E' composta da due aspetti: la validità convergente ossia il grado di accordo tra due misurazioni dello stesso costrutto fatte con metodi diversi, e la validità divergente ossia il grado di discriminazione tra due misurazioni di costrutti diversi. Per valutare la validità convergente si somministra sia il test target che un altro test già validato che misura un costrutto diverso da quello di interesse. Per valutare la validità divergente si correlano i risultati ottenuti al target del test con quelli ottenuti in un test già validato ma che misura un costrutto diverso da quello di interesse.
ATTENDIBILITA' E VALIDITA'
La validità si riferisce all'affidabilità della misurazione del fenomeno ma l'attendibilità non deriva necessariamente dall'attendibilità. Per cui un test può essere
-Valido e attendibile quando misura ciò che si propone di misurare e produrre risultati che sono stabili nel tempo, offrendo cioè la ripetibilità delle misurazioni con scarsi errori;
-Attendibile ma non valido , in tal caso offrirà una misurazione stabile nel tempo, ma non del costrutto che si intende misurare;
-Valido ma non attendibile , quando misura con accuratezza il costrutto che si propone di misurare ma produrre risultati non stabili che risentono di fluttuazioni casuali (errore);
-Non valido e non attendibile , quando non permette di misurare il costrutto oggetto di indagine e produrre misurazioni che non sono stabili nel tempo, quindi suscettibili di errore.
TARATURA E STANDARDIZZAZIONE
e RIFERIMENTI NORMATIVI
I riferimenti normativi, o dati normativi, consentono di interpretare il punteggio e di confrontare gli individui in modo affidabile rispetto a un riferimento comune. Per ottenere le norme, il test deve essere somministrato ad un ampio gruppo di soggetti considerati "tipici", gruppo che deve essere rappresentativo della popolazione di riferimento e che viene definito gruppo normativo .