STRUTTURALISMO
Premessa
Nel 1921 il linguista, etnologo e antropologo, statunitense Edward Sapir (nato in Polonia a Lębork, 26 gennaio 1884 – New Haven, 4 febbraio 1939), propone una teoria secondo la quale la lingua determina il modo di pensare di un individuo .
La teoria viene ripresa e rielaborata dal suo allievo Benjamin Lee Whorf studioso della lingua dei nativi americani (Winthrop, 24 aprile 1897 – Hartford, 26 luglio 1941), e oggi è nota come " Ipotesi di Sapir-Whorf " o " Ipotesi della relatività linguistica ".
Sapir e Lee Whorf erano stati entrambi allievi di Franz Boas , antropologo, (Minden, 9 luglio 1858 – New York, 21 dicembre 1942), ed entrambi erano attratti dalla teoria della relatività di Albert Einstein (Ulma, 14 marzo 1879 – Princeton, 18 aprile 1955) che era stata pubblicata nel 1916.
Così scriveva Lee Whorf :
"Siamo introdotti a un nuovo principio di relatività , che sostenendo che tutti gli osservatori non sono guidati dalla stessa evidenza fisica per la stessa immagine dell'universo, a meno che i loro background linguistici siano simili".
Un esempio è come l'azione di pulire una pistola è diversa in lingua inglese e in lingua shawnee: in inglese l'attenzione è posta nella relazione tra i due oggetti e il proposito dell'azione (rimuovere la sporcizia); in Shawnee il focus è sul movimento, usare un braccio per creare spazio pulito in un buco. L'evento descritto è lo stesso, ma il focus in termine di figura e spazio è diverso.
La teoria che la lingua sia ancorata al pensiero non era una novità: ne aveva già parlato nel VI secolo Bhartṛhari , grammatico, filosofo e poeta indiano, ma anche il linguista e filosofo tedesco Wilhelm von Humboldt (Potsdam, 22 giugno 1767 – Tegel, 8 aprile 1835); Nel 1976 il filologo ungherese studioso della mitologia greca Károly Kerényi ( (Temesvár, 19 gennaio 1897 – Zurigo, 14 aprile 1973) nella premessa della sua traduzione in inglese del suo Dionysus scriverà: " L'interdipendenza fra pensiero e linguaggio rende chiaro che le lingue non sono tanto un mezzo per esprimere una verità che è stata già stabilita, quanto un mezzo per scoprire una verità che era in precedenza sconosciuta. La loro diversità non è una diversità di suono e di segni, ma di modi di guardare il mondo ".
LO STRUTTURALISMO E IL POST-STRUTTURALISMO
Sintesi dal manuale di Maurizio Ferraris dall'enciclopedia Garzanti di Filosofia.
Lo Strutturalismo nasce in Francia tra gli anni Cinquanta e Sessanta del 1900 subentrando all'esistenzialismo.
Gli esistenzialisti avevano posto al centro dei loro interessi l'esistenza del singolo individuo mentre gli strutturalisti pongono l'attenzione sulle "strutture", ossia sulle "relazioni" che intercorrono tra i fenomeni, non ponendo differenze di metodo tra lo studio degli eventi umani (scienze umane, o sociali) e lo studio degli eventi naturali (scienze naturali).
Gli esistenzialisti avevano posto al centro dei loro interessi l'esistenza del singolo individuo mentre gli strutturalisti pongono l'attenzione sulle "strutture", ossia sulle "relazioni" che intercorrono tra i fenomeni, non ponendo differenze di metodo tra lo studio degli eventi umani (scienze umane, o sociali) e lo studio degli eventi naturali (scienze naturali).
Il precursore dello strutturalismo è il linguista francese Ferdinand de Saussure (Ginevra 1857-Vufflens-le-Château 1913).
Per alcuni anni antropologi come Claude Lévi-Strauss (Bruxelles 1908 – Parigi 2009), psicoanalisti freudiani come Jacques Lacan (Parigi 1901-1981), filosofi marxisti o di altra estrazione come Louis Althusser (Birmendreïs, Algeria 1918–La Verrière 1990) ) e Michel Foucault (Poitiers 1926, Parigi 1984), critici letterari come Roland Barthes (Cherbourg 1915 – Parigi 1980), linguisti come Roman Jacobson (Mosca 1896 – Cambridge 1982), Émile Benveniste (Aleppo 1902 – Versailles 1976) e Algirdas Julien Greimas (Lituania 1917 – Parigi 1992) sembrano appartenere a una comune area culturale antistoricista e antiesistenzialista che sostituisce al primato della storia, dell'uomo e della soggettività, il primato della struttura.
Ferdinand de Saussure
Nasce a Ginevra nel 1857 da una famiglia di intellettuali e scienziati: bisnonno geologo, nonno chimico e biotanico, padre entomologo.
Si laurea nel 1880 a Lipsia con una tesi sull'uso del genitivo in sanscrito.
Nel 1881 comincia a insegnare all'École Pratique des Hautes Études a Parigi dove tiene corsi di grammatica comparata e di linguistica indoeuropea.
Nel 1891 si trasferisce all'Università di Ginevra dove all'inizio insegna lingue indoeuropee e sanscrito e, dal 1906, linguistica generale.
Nel 1912 si ritira dall'insegnamento a causa di una malattia che lo porterà alla morte l'anno successivo, 1913, a soli 55 anni.
Considerato uno dei padri fondatori della linguistica moderna e precursore dello strutturalismo, l'opera che lo impone all'attenzione dei suoi contemporanei è il "Saggio sul sistema primitivo delle vocali nelle lingue indoeuropee" pubblicato nel 1979 quando è ancora dottorando, poco più che ventenne.
La sua fama tra i posteri è invece legata al "Corso di linguistica generalde": è un'opera che non scrive di suo pugno ma viene redatta dai suoi studenti dopo la morte, a partire dagli appunti delle sue lezioni. Pubblicato nel 1916, diverrà, una quarantina d'anni dopo, il principale riferimento teorico del pensiero strutturalista.
Ferdinand de Saussure distingue tra "langue" e "parole":
La langue è l'insieme dei segni, e delle regole condivise che costituiscono una lingua, e permettono la comunicazione.
La langue è un fatto sociale, e stabilisce la gamma delle possibilità che il parlante ha a disposizione.
E' un livello che i linguisti chiameranno paradigmatico.
La parole è l'uso individuale del linguaggio, in situazioni concrete: è l'atto della parola.
E' un livello che i linguisti chiameranno sintagmatico.
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Parole: Rappresenta l'uso individuale e concreto della langue. È l'atto di parola, l'espressione linguistica concreta da parte di un individuo in una situazione specifica.
2. Segno Linguistico
Il segno linguistico è il concetto centrale nella teoria di Saussure. È composto da due parti:
Significante (signifiant): La forma fonica o grafica del segno, cioè la parola o il suono che utilizziamo per comunicare un concetto.
Significato (signifié): Il concetto o l'idea associata al significante. È ciò che il significante rappresenta nella mente delle persone.
Saussure sottolinea che il rapporto tra significante e significato è arbitrario, il che significa che non esiste un legame naturale o intrinseco tra il suono della parola e il concetto che essa rappresenta.
3. Sincronia e Diacronia
Sincronia: Lo studio della lingua in un determinato momento nel tempo. È l'analisi della struttura della lingua così com'è in un dato istante, senza considerare il suo sviluppo storico.
Diacronia: Lo studio dell'evoluzione e dei cambiamenti della lingua nel corso del tempo. È l'analisi storica delle trasformazioni linguistiche.
4. Strutturalismo
Lo strutturalismo, influenzato dalle idee di Saussure, è un approccio che vede la cultura, la società e il linguaggio come sistemi strutturati e interrelati. Saussure ha introdotto l'idea che la lingua è un sistema di differenze, dove i significati derivano dalla relazione tra i segni piuttosto che dai segni stessi presi isolatamente. Questo concetto di sistema e di relazioni differenziali è centrale nello strutturalismo.
5. Differenza e Valore
Saussure introduce il concetto di differenza, che significa che i segni linguistici acquisiscono significato attraverso le loro differenze con altri segni. Ad esempio, la parola "gatto" ha senso perché è diversa da "cane", "ratto", ecc. Questo sistema di differenze crea il valore di un segno all'interno della lingua.
Riferimenti chiave:
"Cours de linguistique générale": Il testo principale di Saussure, pubblicato postumo dai suoi studenti Charles Bally e Albert Sechehaye nel 1916.
Concetti di Lingua e Parole: Essenziali per capire la distinzione tra il sistema astratto della lingua e l'uso concreto della stessa.
Arbitrarietà del segno linguistico: Un concetto rivoluzionario che ha influenzato profondamente la linguistica strutturale e le successive teorie semiotiche.
Saussure ha stabilito che la linguistica deve essere vista come una scienza che studia i segni all’interno della società, aprendo la strada a una nuova comprensione della lingua come un sistema strutturato di relazioni e differenze.
RIPRENDERE DA PAG. 730 DEL MANUALE DI FERRARIS