Umanesimo e Rinascimento

4A LES as 2017 2018 filosofia

Libro in adozione: Nicola Abbagnano, Gioganni Fornero, L'IDEALE E IL REALE VOL. 2 DALL'UMANESIMO A HEGEL, Ed. Paravia

Ottobre 2017 UNITA' 2


Umanesimo e Rinascimento XIV e XV sec.
 UNITA' 1



Una finestra sull'arte





Da sinistra in alto in senso orario:
 
1303, Giotto, Compianto su Cristo morto, affresco, Padova Cappella degli Scrovegni;
 
1475, Andrea Mantegna, Lamento sul Cristo morto, tempera su tela, Milano Pinacoteca di Brera;
 
1543 Sistema eliocentrico di Copernico;

1448 Gutenberg invenzione della stampa a caratteri mobili: miniatura del 1568






Nel Medioevo gli artisti avevano avuto il compito di avvicinare l'uomo a Dio: la vita terrena era considerata solo un passaggio per conquistare il Paradiso.
Nell'Umanesimo non c’è più Dio al centro dell'arte e della ricerca, dello studio e della letteratura, ma l’UOMO.
Il termine Umanesimo deriva da "humanitas", che a sua volta deriva da "humanae litterae" che è un'espressione che Cicerone (106 a.C.-43 a.C.) aveva usato in passato per indicare gli studi che promuovevano la formazione dell'uomo. Nell'Umanesimo, quindi, viene ripresa l'espressione "humanae litterae" e usata in contrapposizione alle "divinae litterae", della cultura medioevale.
I primi segni della nuova cultura si vedono fin dal Trecento con Petrarca e Coluccio Salutati: il primo riscopre i classici, in particolare riscopre Cicerone con l’approvazione e la difesa dell’Otium come momento di riflessione interna dell’uomo, lontano dalle preoccupazioni quotidiane (anche se erano stati i greci i primi a celebrare l’Otium), il secondo rilegge i testi antichi perché convinto che la conoscenza del passato e della storia sia necessaria per un buon operare nel presente.
L'Umanesimo pone le basi alla nascita del Rinascimento, benché non se ne possano delimitare i confini in modo netto. 
In questi due periodi si assiste a una riscoperta della letteratura e dell’arte classica, del mondo greco e latino (molti dotti arrivano in Italia in occasione del Concilio di Firenze del 1439, indetto per tentare di riunificare la Chiesa d'Oriente e di Occidente).
Vengono tradotte molte opere, in particolare di Platone, Plotino e Aristotele.
Marsilio Ficino traduce i “Dialoghi” di Platone e le “Enneadi” di Plotino. Per questo Cosimo il Vecchio De’ Medici gli dona una villa a Firenze, a Carreggi, per svolgere lì il suo lavoro; Leonardo Bruni traduce l’”Etica Nicomachea”, la “Politica” e gli “Economici” di Aristotele. 
Inoltre: 
- Nasce e si sviluppa l'interesse per lo studio della natura e degli astri: nel 1507 viene pubblicata la teoria copernicana, ad opera di Copernico che scopre che la terra e gli altri pianeti ruotano intorno al sole e non viceversa;
- Nasce il mecenatismo: il termine mecenatismo deriva da Mecenate, consigliere di Ottaviano Augusto che nell'Impero Romano aveva creato, nel I secolo a.C., un circolo nel quale erano accolti gli uomini di cultura più illustri del suo tempo tra cui Virgilio, Orazio e Ovidio. In modo quasi analogo, durante il Rinascimento pittori, scultori e architetti vengono chiamati a vivere e a operare nelle città più importanti perché esse siano abbellite, sotto la tutela dei Signori che le governano: Lorenzo il Magnifico della Famiglia De’ Medici a Firenze, Federico da Montefeltro a Urbino, la Famiglia degli Estensi a Ferrara e la Famiglia Gonzaga a Mantova; perfino i pontefici tutelano le arti: a Roma papa Giulio II chiama intorno a sé Bramante, Raffaello e Michelangelo;
In pittura, nel 1435 Leon Battista Alberti codifica la legge della prospettiva (inventata da Brunelleschi); e si sviluppa la tecnica a olio;
- Nel 1490 Leonardo da Vinci (1452 - 1519) approfondisce gli studi sul corpo umano e sulle sue proporzioni. Egli disegna l'uomo vitruviano: un corpo inscritto nelle due figure del cerchio, simbolo del cielo, e del quadrato, simbolo della terra. Il disegno, di 34X24 cm, è oggi conservato a Venezia, nelle Gallerie dell'Accademia. Il disegno è accompagnato da due testi esplicativi, ispirati a un passo di Vitruvio (80 a.C.-15 a.C.), indicanti le proporzioni della figura umana.

Nella parte superiore, con abbreviazioni, c'è il seguente testo
«Vetruvio, architetto, mette nella sua opera d'architectura, chelle misure dell'omo sono dalla natura disstribuite in quessto modo cioè che 4 diti fa 1 palmo, et 4 palmi fa 1 pie, 6 palmi fa un chubito, 4 cubiti fa 1 homo, he 4 chubiti fa 1 passo, he 24 palmi fa 1 homo ecqueste misure son ne' sua edifiti.
Settu apri tanto le gambe chettu chali da chapo 1/14 di tua altez(z)a e apri e alza tanto le bracia che cholle lunge dita tu tochi la linia della somita del chapo, sappi che 'l cientro delle stremita delle aperte
membra fia il bellicho. Ello spatio chessi truova infralle gambe fia triangolo equilatero»
Poi:

" ... Tanto apre l'omo nele braccia,quanto ella sua altezza ..." (ossia: l'apertura delle sue braccia è uguale alla sua altezza);


- Nella scultura si torna all'utilizzo delle proporzioni, come nell'arte classica.
- Nel 1448 viene inventata, da Gutenberg, la stampa a caratteri mobili: nel 1455 viene stampata la Bibbia;
- In ambito religioso si assiste alla Riforma di Lutero: i suoi seguaci si chiameranno protestanti. Alla "Riforma protestante" seguirà, con il Concilio di Trento che durerà ben 18 anni, dal 1545 al 1563, la "Controriforma" detta anche "Riforma cattolica". 
Con il Concilio di Trento la Chiesa, tra le altre cose, riconfermerà i sacramenti nel numero di sette e ravviserà la necessità di formare un clero culturalmente preparato.


In questo periodo si ha anche la riscoperta di due filosofi dell'antichità: Platone e Aristotele.
Nel 1462, circa, Marsilio Ficino fonda l'"Accademia neoplatonica". La sua sede è dapprima a Firenze, a "Villa Le Fontanelle" e poi a Carreggi: entrambe le ville sono donate a Marsilio Ficino da Cosimo De' Medici perché lì potesse svolgervi la sua opera di traduzione: vi traduce "I Dialoghi" di Platone e "Le Enneadi" di Plotino. 
Per Ficino la filosofia platonica è perfettamente convergente con la religione cristiana: concepisce l'uomo alla ricerca di Dio attraverso una fuga che si svolge con un passaggio dalle tenebre alla luce: la fuga si arresta solo di fronte a Dio; e questa fuga è possibile solo con un atto di amore; è l'eros platonico il mezzo che permette di conoscere Dio. E' questo il tema
della sua opera "teologia platonica sull'immortalità dell'anima", in cui parla di una "pia filosofia" e di una "dotta religione".


   

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